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IL LIBRO DELL’AFRICA

Africa, Algeria, Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Capo Verde, Ciad, Comore, Costa D'Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Fotografia, Gabon, Gambia, Ghana, Gibuti, Guinea, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Kenia, Lesotho, Liberia, Libia, Lonely Planet, Madagascar, Malawi, Mali, Marocco, Mauritania, Mauritius, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica Del Congo, Repubblica del Congo, Ruanda, Sao Tomé e Principe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Somalia, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Togo, Tunisia, Uganda, Zambia, Zimbabwe No Comments »

 

De Gregori mandava Celestino in Africa, ma, forse, dovremmo andarci un po' tutti. Si, ma dove? "Il libro dell'Africa – Un viaggio in tutti i paesi del continente" prende in rassegna tutti i 55 stati africani con lo stile classico di un Atlante (per ogni paese vengono passati in rassegna paesaggio, la storia in breve, popolazione, economia) ma ovviamente basandosi sui punti forti della Lonley Planet: fotografie da capogiro e "esperienze cruciali" da non mancare quando si mette piede in terra straniera. Si può quindi pensare di assistere alle antiche cerimonie dei riti di iniziazione buiti vicino a Mimongo (Gabon), fare trekking sui monti Simien con i babbuini gelata (Etiopia) o dormire sotto le stelle su Ilala, la madre di tutte le motonavi (Malawi). Conoscere e curiosare, prendere eventualmente spunto per il prossimo viaggio e innamorarsi… innamorarsi di colori, di immagini, di occhi, di mondi sconosciuti e lontani. Fare un passo verso questo continente bollente, anche solo per superare qualche pregiudizio.

Recensione di Paola Annoni

AFRIASIA di Edoardo Agresti

Africa, Asia, Edoardo Agresti, Ettore Mo, Fotografia, India, Indonesia, Marocco, Mozambico, Oriana Fallaci, Paolo Ciampi, Viaggi, Yemen No Comments »

Una raccolta di 80 immagini in grande formato scattate nei due continenti nel corso di 7 anni di lavori, frutto di reportage di viaggi dal 2000 al 2007. Parte degli scatti sono stati fatti nel corso dei Nikon School Travel, viaggi fotografici condotti da Edoardo Agresti. La sequenza delle foto è volutamente in antitesi con il nome del libro. Afriasia infatti indica un percorso dall'Africa all'Asia ma in realtà le foto sono state inserite seguendo un cammino Est-Ovest. Questo perché nella mente di Edoardo Agresti c'è piuttosto un percorso ideale che segue il naturale correre del sole, una via circolare logica. Da Bali della prima foto, fino al Marocco dell'ultima. Non sono state scelte l’Africa e l’Asia – dalla cui contrazione nasce il titolo del libro – per fotografare i poveri e mostrare la malattia, la sporcizia o il degrado, come normalmente si associa a queste parti del mondo. Certo viaggiando ci si imbatte nella disperazione e nella miseria, ma non era e non è quello l’obbiettivo del fotografo. Ha scelto questi due continenti per conoscere ed esplorare mondi totalmente diversi da quello in cui vive. Civiltà e società, alcune volte povere e disperatamente tragiche, complicate e interessanti, ma nel contempo piene e vibranti di vita.

L'India, ad esempio, in tal senso è unica. Terzani la descrive in maniera sublime: «Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. In India si pensano altri pensieri.»

Ma anche lo Yemen in Medioriente o il Mozambico nell’Africa centrale sono dei paesi che non puoi non amare e in cui gli stimoli alla cattura delle immagini sono continui. Agresti si cala in un altro mondo che non è fisico ma mentale, cerca di predisporre e sincronizzare cuore, mente e obiettivo della macchina fotografica con l'ambiente fatto di luoghi e persone. La foto deve essere esteticamente bella e riflettere l'anima del soggetto, tirare fuori la sintesi, sia questo un paesaggio o una persona. «Come da sempre i miei scatti non sono fotografie di denuncia sociale o di guerra, non vogliono shockare violentemente né tantomeno essere dei saggi giornalistici; assolutamente non sono una cartolina stereotipata. Quello che mi interessa e che fa parte della mia continua ricerca, è la forza intrinseca, magari contraddittoria, che voglio emerga da ogni singolo scatto.»

Edoardo Agresti è fotografo ufficiale del Nikon Professional Team e coordinatore a livello nazionale della Nikon School Travel. E’ membro della FEP – Federation of European Photographers, del Wedding PhotoJournalistic Association, della Artistic Guild WPJA, della ISPWP e socio fondatore della Best Of Wedding Photography. Nel 2010 ha superato brillantemente lo screening ottenendo la qualifica QIP – Qualified Italian Photographer e subito dopo la qualifica QEP – Qualified European Photographer. E’ stato eletto nel 2008 e nel 2009 “Fotografo dell’anno” dall’associazione nazionale fotografi di matrimonio www.anfm.it ed è vincitore di numerosi riconoscimenti: nel 2010 il 1° premio assoluto nella categoria Reportage all'International Awards di Orvieto nonché Bronze e Silver Awards nella categoria Matrimonio e Bronze Award nella sezione "landscape" del prestigioso SONY PROPHOTO AWARDS 2010.

www.edoardoagresti.it

Recensione di Paola Pedrini

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AGENDA 2009 LONELY PLANET

Australia, Barbados, Bhutan, Bolivia, Bosnia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Eritrea, Francia, Germania, Giappone, Guatemala, Guide, Guyana Francese, India, Inghilterra, Iran, Irlanda del Nord, Israele, Istanbul, Kenia, Lettonia, Libano, Lonely Planet, Malaysia, Mali, Marocco, Messico, Mongolia, Nuova Zelanda, Panama, Polonia, Portogallo, Scozia, Siria, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Tanzania, Tony Wheeler, Tunisia, Turchia, Uzbekistan, Viaggi, Vietnam, Yemen No Comments »

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Oltre a essere strutturata come una normale agenda, questo libro della Lonely Planet è l’occasione per scoprire diverse città del mondo. Non sono le più famose, ma i 52 centri urbani, uno per ogni settimana, selezionati per questa guida/agenda hanno la caratteristica comune di meritare la visita. Sono città grandi, come Shanghai e Mumbai o piccole come Caienna e Asmara, affascinanti come Zanzibar o Varanasi storicamente importanti come Hiroshima o Beirut. Come dice Tony Wheeler nell’introduzione sono “località in cui andrei volentieri per assaggiare le specialità gastronomiche, visitare i monumenti, ammirare i capolavori delle gallerie d’arte, ascoltare la musica, seguire gli avvenimenti sportivi, osservare attentamenti i reperti dei musei o, semplicemente, per prendermela comoda facendo finta di essere uno del posto.” Per ogni città vi sono brevi scritti a fianco delle settimane dell’agenda e schede tecniche alla fine del libro con indicate le esperienze uniche, i punti di forza, cosa vedere, fare, mangiare e molte altre caratteristiche. Completa questa Agenda 2009 (Edt, € 14,00, pp. 218) una mappa del mondo, un piccolo dizionario e un elenco di siti web utili.

Recensione di Gianni Mezzadri

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IL VIAGGIO DI UN CUOCO di Anthony Bourdain

Anthony Bourdain, Cambogia, Cucina, Francia, Gran Bretagna, Inghilterra, Marocco, Messico, Portogallo, Russia, Scozia, Spagna, Stati Uniti, Vietnam No Comments »

il-viaggio-di-un-cuoco.jpgAnthony Bourdain è uno chef newyorkese che ha raggiunto la notorietà dopo aver pubblicato Kitchen Confidential, un resoconto senza filtri di tutto quello che succede nelle cucine dei ristoranti americani, senza tralasciare particolari agghiaccianti. In seguito gli fu offerta la possibilità di realizzare un travel-show intorno al mondo incentrato sulla cucina. Oltre agli episodi televisivi, visibili in Italia su Discovery Travel & Living, vi è il libro omonimo: Il Viaggio Di Un Cuoco (Feltrinelli, pp. 289, € 8,50). Con uno stile sarcastico affronta ogni viaggio come una sfida alla ricerca del pasto perfetto, che non vuol dire necessariamente che si svolga in un ristorante stellato, ma che si realizza quando si trova la giusta combinazione di cibo, atmosfera e compagnia. Si passa dalla Cambogia, con non pochi riferimenti ad Apocalypse Now, al Marocco, dove assaggia croccanti testicoli d’agnello, dalla Russia, con sauna, vodka e pesce affumicato, all’assaggio di un cuore di cobra che ancora batte a Saigon. Si alternano considerazioni sul cibo e sul suo legame con la cultura della popolazione che lo elabora. Un importante considerazione la fa sugli Stati Uniti che, trovando tutto già pronto e confezionato nel frigorifero, hanno perso completamente il contatto sull’origine degli alimenti, mentre all’opposto in Portogallo fa una toccante esperienza di macellazione e preparazione di un maiale che coinvolge parenti e amici.

Un’osservazione molto curiosa riguarda la cosiddetta ultima cena: chiedendo ad altri chef cosa mangerebbero nell’ultimo pasto a loro disposizione, le risposte sono invariabilmente molto semplici: cotolette, linguine al pomodoro, panino con carne fredda… Sembra nessuno ricordi di aver mangiato il miglior pasto della propria vita seduto in giacca e cravatta in un ristorante di lusso. Anthony Bourdain è alla ricerca della magia che caratterizza alcuni piatti in giro per il mondo, alcune volte ci riesce, altre no, ma rimane il fatto che la ricerca è decisamente affascinante e interessante. Consigliato a tutti coloro che oltre ai viaggi sono appassionati anche del cibo.

Recensione di Gianni Mezzadri

Il blog di Anthony Bourdain

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LA LUNGA ESTATE di Tripluca

Africa, America, Argentina, Asia, Australia, Bolivia, Brasile, Cile, Cina, Europa, Germania, Indonesia, Laos, Lituania, Malaysia, Marocco, Myanmar, Nuova Zelanda, Oceania, Peru, Polonia, Repubblica Ceca, Singapore, Slovacchia, Spagna, Thailandia, Tripluca, Viaggi 2 Comments »

La lunga estateUno dei sogni più ricorrenti nei periodi di stress lavorativo è quello di mollare tutto e cominciare a viaggiare, magari verso qualche meta esotica. Poi presi dal realismo la maggior parte di noi comincia ad analizzare la situazione e vede tanti problemi che in un modo o nell’altro ci fanno rimanere a casa. Ma non tutti si scoraggiano: Luca de Giglio (aka Tripluca) è uno di questi. Ha mollato il lavoro e nel 2000 ha cominciato a viaggiare per il mondo con pochi soldi in tasca, senza una precisa idea di dove gli eventi lo avrebbero portato. Otto anni dopo sta ancora viaggiando: tramite i suoi siti riesce a procurarsi denaro sufficiente a proseguire il suo vagabondaggio, di cui ci giungono notizie attraverso il suo blog e tramite raduni periodici che organizza in Italia e in Europa.

I suoi primi 5 anni da viaggiatore professionista vengono narrati nel suo libro La lunga estate di tripluca.com, acquistabile per € 5,00 su http://www.tripluca.com/la-lunga-estate/. Lo stile è diretto e divertente, ma con l’andare del tempo si sviluppa e personalizza sempre di più. Non mancano riflessioni originali, incontri interessanti, consigli su come risparmiare, idee stimolanti, ma anche sbagli, fregature e delusioni. C’è anche un momento toccante di solidarietà sociale in Thailandia nel periodo dello Tsunami del 2004, quando tramite le donazioni dei visitatori del sito è riuscito a portare aiuto direttamente alle persone in difficoltà.

I report toccano l’Oceania, l’Asia, l’Europa e il Sudamerica, raccontandoci attraverso gli incontri con le persone del posto e gli altri viaggiatori che non sempre è facile viaggiare, ma comunque ne vale la pena. E’ un viaggio fra la gente, non turistico nel senso negativo del termine, fatto da un ragazzo che a un certo punto della sua vita ha fatto una scelta coraggiosa e che ora ne sta raccogliendo i frutti. E’ anche uno stimolo per tutti coloro che esitano, che hanno sempre una giustificazione per non partire, ma che poi vivono nel rimpianto per non avere avuto più coraggio.

Recensione di Gianni Mezzadri 

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UNA STAGIONE ALLA MECCA di Abdellah Hammoudi

Abdellah Hammoudi, Africa, Arabia Saudita, Asia, Marocco No Comments »

una-stagione-alla-mecca.jpgPiù o meni tutti sanno che uno dei pilastri dell’Islam è il pellegrinaggio alla Mecca, quasi nessuno sa però con quali modalità viene svolto questo dovere fondamentale di ogni musulmano. In Una stagione alla Mecca (Bompiani Overlook, p.323, € 16,00) Abdellah Hammoudi, antropologo marocchino docente alla Princeton University negli Stati Uniti, attraverso il suo personale pellegrinaggio ci porta alla scoperta delle innumerevoli difficoltà che si celano dietro a questo viaggio. Vi troviamo i mille problemi burocratici, la corruzione per assicurarsi un posto, gli alloggi stipati, l’assenza di sonno, i trasporti improvvisati, ma anche la forza della fede del popolo islamico che con i suoi riti riesce a superare l’immensa rete di interessi consumistici che ruotano intorno a questa esperienza.Il punto di vista dell’autore è ambivalente. E’ interno perché, anche se ha parzialmente abbandonato la partecipazione attiva alla religione, ne risente ancora il richiamo e compie il pellegrinaggio come attore e non come semplice spettatore. Allo stesso tempo è anche un osservatore nelle vesti di antropologo, alla ricerca delle origini dei riti, della diversità delle correnti di pensiero, della moltitudine di atteggiamenti e idee che hanno i partecipanti a questo viaggio.Hammoudi raggiunge l’obiettivo di farci comprendere le modalità e i retroscena del pellegrinaggio, ma si perde spesso in verbosità e ripetizioni riguardanti soprattutto le personali difficoltà e le contraddizioni nell’essere contemporaneamente soggetto attivo e osservatore e nell’essersi distaccato dall’Islam e allo stesso tempo sentirne il forte legame. I numerosi aneddoti invece ci portano invece a contatto con il mondo musulmano, un insieme eterogeneo di popoli che spesso vengono visti in modo stereotipato e monodimensionale ma che in realtà a uno sguardo più attento mostrano la ricchezza di una cultura che il mondo occidentale spesso sminuisce e sottovaluta.

Utile ma talvolta noioso.

Recensione di Gianni Mezzadri

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