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LA CINTURA DI FUOCO di Alberto Bagus

Alberto Bagus, Filippine, Indonesia, Malaysia, Viaggi No Comments »

La cintura di fuoco è il primo di una serie di romanzi che raccontano il mondo visto e vissuto da Alberto Bagus. L'autore è al tempo stesso la voce narrante e il personaggio dei suoi libri. Bagus, “l'uomo buono” così come lo tradurrebbero in Indonesia, nasce nel momento che precede l'evento liberatorio dell'imminente partenza, quando chiude lo zaino da sei chili che si porta appresso nei suoi viaggi e si imbarca sull'aereo che lo porterà a destinazione.

Magro, lo sguardo torvo e il pensiero aguzzo come la lama del coltello di quei pirati che percorrevano molte delle sue rotte, Alberto Bagus è uno sconosciuto Indiana Jones, grande avventuriero, anche se a detta sua, poco avventuroso, o per usare una sua espressione “andrei volentieri sempre in prima classe ma a volte si trova solo una canoa e un remo”.  E' un uomo d'altri tempi, un esploratore cresciuto a pane e libri, ricco di quei valori che hanno ancora solo le persone che non sono nate con le tasche piene di denaro. Già dalla prima pagina si definisce un “uomo in fuga”. Da cosa fugge, egli non lo dice, ma dai pensieri che traspaiono tra le righe dei suoi racconti, è facile intuire che fugga dalla realtà effimera di una società dominata dai media, dai gossip, dall’apparenza e dalla conseguente assenza di sincere relazioni umane.

Il viaggio in paesi lontani, mondi a noi paralleli, diventa per il protagonista e poi per il lettore che lo legge, un'opportunità di crescita interiore. Pur percependo nei suoi racconti una sottile vena di pessimismo, appare evidente che ciò che muove Alberto Bagus è l'amore per la vita, vita di cui egli cerca disperatamente una forma a lui più simile tra popolazioni apparentemente primitive, in società dove per l'uomo appare normale aiutare una donna sconosciuta e dove ogni donna trova normale ringraziarlo con tutta se stessa, poiché solo nella semplicità, nella naturalità dei comportamenti umani si cela l'essenza della nostra esistenza.

Ogni suo viaggio inizia con l'acquisto di una carta geografica, passa attraverso lo studio attento della storia, delle usanze e persino della lingua per poi prendere forma attraverso un semplice biglietto aereo. Viaggia da solo in territori sconosciuti e l’unica guida che utilizza sono i fili invisibili della grande rete, che utilizza come fossero lunghi tentacoli esploratori da cui si fa precedere. Così raggiunge i posti più remoti, spesso senza aver alcun’idea di come c’è riuscito ed alla fine ogni luogo è per lui l’emozione genuina della sorpresa, che poi diventerà una pagina di un libro, ed è a quel punto che anche il lettore ne viene a conoscenza, perché Bagus è molto bravo a rendere parole quelle emozioni. Poiché è un uomo semplice, mentre li racconta i suoi viaggi sembrano facili ma a ben guardare non lo sono affatto. Attraverso questa esplorazione quasi sistematica del ricchissimo patrimonio artistico e culturale delle sue mete, Bagus ci dona un prezioso sguardo sull'universo variegato del pensiero e delle culture umane.

La cintura di fuoco narra un viaggio attraverso Malaysia, Indonesia e Filippine, con una minuziosa descrizione dei luoghi e della gente che Bagus incontra, ma il libro non è un diario. E’ una scatola di ricordi in cui, ogni volta che si apre, si trova qualche pensiero nuovo che in prima lettura era passato inosservato e alla fine si scopre che quanto vi si legge è solo la superficie esterna di un viaggio interiore che le pagine del romanzo ci portano a fare. Un libro da leggere ma soprattutto da rileggere. In qualche modo, Bagus riesce a far prendere coscienza al lettore di come le diverse culture inquinino l'individuo, e di come nei momenti in cui si pensa e si agisce da persone libere, ci si senta felici e si ha coscienza del perché si è al mondo. Basta una donna che per dormire ha bisogno dell'abbraccio di un uomo, anche se è uno sconosciuto, o il contatto fisico nella folla perché l'Indonesia è un paese densamente popolato, o il cercare durante il viaggio la compagnia di una qualche donna perché uomini e donne siamo esseri complementari che si appartengono, per accorgersi di essere liberi. La libertà è poter fissare in un museo dei ricordi e non necessariamente delle forme d'arte, la libertà è poter godere d’immagini negate dalla religione, la libertà è sentirsi al sicuro tra le braccia di uno sconosciuto o potersi intristire per comportamenti innaturali.

Nel libro si incontrano diverse culture e religioni, descritte attraverso quanto si tramanda nelle architetture e nei musei, e ciò che più sorprende nella descrizione che ne fa Bagus, è che lui è un viaggiatore senza pregiudizi che non filtra con la propria cultura ciò che vede e poi racconta. Forse ci sta dicendo che i momenti di felicità sono quelli in cui dei nostri pregiudizi ci si riesce a liberare.

Recensione di Luisa Degrassi

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NON DITE A SANDOKAN CHE SONO STATO QUI di Simone Mariotti

Malaysia, Simone Mariotti, Viaggi No Comments »

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Promotore finanziario, editorialista del quotidiano La Voce di Romagna, appassionato viaggiatore, Simone Mariotti lascia per un mese il burrascoso mondo della finanza per immergersi in quello rigoglioso e selvaggio dell’isola del Borneo, la terza al mondo per superficie e la maggiore dell’arcipelago indonesiano. Simone ci guida alla scoperta di una terra ricca di colori e profumi intensi, di scenari naturalistici semplicemente splendidi, in uno dei Paesi più cosmopoliti del mondo, esempio di tolleranza civile e religiosa. Affascinato dalle letture di Salgari e dal personaggio di Sandokan, Simone esplora il Borneo malese in lungo e in largo fuori dalle solite rotte battute dai turisti, da solo e con lo zaino in spalla, addentrandosi negli altipiani più sperduti e camminando per interi giorni nella foresta pluviale tra sanguisughe, farfalle giganti e piante carnivore.

I dayachi delle avventure salgariane e gli Iban un tempo tagliatori di teste sono sempre lì, ma la loro esistenza è naturalmente cambiata. Vivono ancora in case comuni costruite l’una accanto all’altra, in genere su palafitte, così da costituire un’unica casa molto lunga detta longhouse. Ma non praticano più l’antico rituale di tagliare le teste, considerate un tempo sede dell’anima e il cervello contenuto una fonte preziosissima di energia. Appese nelle capanne del villaggio fornivano la forza sufficiente a tenere lontane le avversità finché qualche altra disgrazia non giungeva a turbare il quieto vivere della comunità, e allora si ripartiva alla caccia di altre teste. Oggi sono comunità gentili e curiose che accolgono i turisti con il sorriso, canti e danze, lieti di mostrare usi e abitudini locali. Simone ci dà un assaggio della loro accoglienza pernottando come ospite nelle abitazioni e raccogliendosi intorno al fuoco della loro vita quotidiana per mangiare, chiacchierare o giocare con i numerosi bambini delle comunità.

Durante la sua esperienza incontra anche molti altri viaggiatori e con alcuni nasceranno delle vere e proprie amicizie. «Di quelle che, rispetto a una semplice conoscenza, possono vantare di aver condiviso qualcosa di unico, le cui sensazioni resteranno sempre con te, anche se il periodo insieme era durato poco più di una manciata di giorni».

Recensione di Paola Pedrini

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IL LIBRO DELL’ASIA

Afghanistan, Arabia Saudita, Asia, Bahrain, Bangladesh, Bhutan, Brunei, Cambogia, Cina, Corea Del Nord, Corea Del Sud, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Fotografia, Giappone, Giordania, Hong Kong, India, Indonesia, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Laos, Libano, Lonely Planet, Macao, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nepal, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, Singapore, Siria, Sri Lanka, Tagikistan, Taiwan, Thailandia, Tibet, Timor Est, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam, Yemen No Comments »

 

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L’Asia è un continente immenso che racchiude una moltitudine di etnie fra i suoi quasi 4 miliardi di abitanti (il 60% della popolazione mondiale). Tutta questa varietà la si può notare sfogliando quello che è uno dei migliori coffee table book in commercio, Il Libro dell’Asia (EDT, pp. 232, € 39,00), che offre una splendida panoramica attraverso schede che forniscono le formazioni essenziali e le esperienze cruciali, ma soprattutto tramite meravigliose fotografie. Scordatevi le immagini a bassa risoluzione, spesso piuttosto ordinarie, che si trovano nelle guide Lonely Planet, in questo volume la qualità delle foto è veramente eccezionale ed è il motivo principale per l’acquisto di questo libro. Vi sono anche alcuni interessanti itinerari suggeriti, opinioni dei viaggiatori e qualche approfondimento (tra cui “Un ritorno sulla Hippy Trail” di Tony Wheeler), ma per informazioni complete sui vari stati bisogna obbligatoriamente rivolgersi altrove. E’ comunque un piacere sfogliare le pagine di grande formato, magari sorseggiando un caffé seduti in una comoda poltrona e sognando di partire.

Recensione di Gianni Mezzadri  

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AGENDA 2009 LONELY PLANET

Australia, Barbados, Bhutan, Bolivia, Bosnia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Eritrea, Francia, Germania, Giappone, Guatemala, Guide, Guyana Francese, India, Inghilterra, Iran, Irlanda del Nord, Israele, Istanbul, Kenia, Lettonia, Libano, Lonely Planet, Malaysia, Mali, Marocco, Messico, Mongolia, Nuova Zelanda, Panama, Polonia, Portogallo, Scozia, Siria, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Tanzania, Tony Wheeler, Tunisia, Turchia, Uzbekistan, Viaggi, Vietnam, Yemen No Comments »

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Oltre a essere strutturata come una normale agenda, questo libro della Lonely Planet è l’occasione per scoprire diverse città del mondo. Non sono le più famose, ma i 52 centri urbani, uno per ogni settimana, selezionati per questa guida/agenda hanno la caratteristica comune di meritare la visita. Sono città grandi, come Shanghai e Mumbai o piccole come Caienna e Asmara, affascinanti come Zanzibar o Varanasi storicamente importanti come Hiroshima o Beirut. Come dice Tony Wheeler nell’introduzione sono “località in cui andrei volentieri per assaggiare le specialità gastronomiche, visitare i monumenti, ammirare i capolavori delle gallerie d’arte, ascoltare la musica, seguire gli avvenimenti sportivi, osservare attentamenti i reperti dei musei o, semplicemente, per prendermela comoda facendo finta di essere uno del posto.” Per ogni città vi sono brevi scritti a fianco delle settimane dell’agenda e schede tecniche alla fine del libro con indicate le esperienze uniche, i punti di forza, cosa vedere, fare, mangiare e molte altre caratteristiche. Completa questa Agenda 2009 (Edt, € 14,00, pp. 218) una mappa del mondo, un piccolo dizionario e un elenco di siti web utili.

Recensione di Gianni Mezzadri

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UN ANNO IN OTTO ORE di Dario Sorgato

Asia, Australia, Dario Sorgato, Malaysia, Nuova Zelanda, Oceania, Viaggi No Comments »

un-anno-in-otto-ore.jpgIl Gap Year, pur essendo una consuetudine piuttosto diffusa nel mondo anglosassone, in Italia è visto solitamente con sospetto. Si tratta solitamente di un anno di pausa, dopo la fine degli studi superiorio universitari, trascorso in un diverso stato o continente. Dario Sorgato racconta in Un anno in otto ore (Il Filo, pp. 316, € 14,00) il suo gap year, un viaggio di 12 mesi tra Australia, Nuova Zelanda e Malaysia. Un viaggio che ha permesso di scoprire in profondità il continente australiano, ma anche un diverso modo di viaggiare, con tanto tempo a disposizione, che lascia spazio alla nascita di conoscenze, amicizie e anche amori. Un’esperienza che cambia l’individuo: la persona all’arrivo non è più quella che è partita, un’anno di esperienze diverse ha provocato molti cambiamenti. Il concetto di viaggio, come viene comunemente inteso, viene rivoluzionato, con la variabile tempo dilatata e le possibilità moltiplicate. Lo stile di scrittura non è convenzionale, alterna descrizioni a parole che assumono un ruolo quasi di note nello spartito che è il diario di quest’anno vissuto intensamente e diversamente. La sua storia viene conosciuta attraverso eventi, riflessioni e pensieri in libertà; questo a volte rende difficile seguire gli eventi, ma altre volte riesce a emozionare profondamente.

Cosa rimane dopo un’esperienza di questo tipo? Come scrive l’autore (in inglese per le persone che ha incontrato): “Let’s keep the relationship. It is the only way to make me feel my dream is not over and it was not just a dream [...] Sleeping, dreaming or living? Maybe there is no difference Or maybe YOU are the difference”. Spesso sono gli incontri che fanno la differenza all’interno di un viaggio e mantenere i contatti è un modo per non dimenticare e che segna la differenza tra dormire sognare o vivere.

Il libro ha dato origine anche allo spettacolo: Un anno in otto ore – Parole e visioni dall’Australia. Maggiori informazioni sul seguente sito: http://www.dariosorgato.it/unannoinottoore.htm

Recensione di Gianni Mezzadri1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (3 votes, average: 5.00 out of 10)
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LA LUNGA ESTATE di Tripluca

Africa, America, Argentina, Asia, Australia, Bolivia, Brasile, Cile, Cina, Europa, Germania, Indonesia, Laos, Lituania, Malaysia, Marocco, Myanmar, Nuova Zelanda, Oceania, Peru, Polonia, Repubblica Ceca, Singapore, Slovacchia, Spagna, Thailandia, Tripluca, Viaggi 2 Comments »

La lunga estateUno dei sogni più ricorrenti nei periodi di stress lavorativo è quello di mollare tutto e cominciare a viaggiare, magari verso qualche meta esotica. Poi presi dal realismo la maggior parte di noi comincia ad analizzare la situazione e vede tanti problemi che in un modo o nell’altro ci fanno rimanere a casa. Ma non tutti si scoraggiano: Luca de Giglio (aka Tripluca) è uno di questi. Ha mollato il lavoro e nel 2000 ha cominciato a viaggiare per il mondo con pochi soldi in tasca, senza una precisa idea di dove gli eventi lo avrebbero portato. Otto anni dopo sta ancora viaggiando: tramite i suoi siti riesce a procurarsi denaro sufficiente a proseguire il suo vagabondaggio, di cui ci giungono notizie attraverso il suo blog e tramite raduni periodici che organizza in Italia e in Europa.

I suoi primi 5 anni da viaggiatore professionista vengono narrati nel suo libro La lunga estate di tripluca.com, acquistabile per € 5,00 su http://www.tripluca.com/la-lunga-estate/. Lo stile è diretto e divertente, ma con l’andare del tempo si sviluppa e personalizza sempre di più. Non mancano riflessioni originali, incontri interessanti, consigli su come risparmiare, idee stimolanti, ma anche sbagli, fregature e delusioni. C’è anche un momento toccante di solidarietà sociale in Thailandia nel periodo dello Tsunami del 2004, quando tramite le donazioni dei visitatori del sito è riuscito a portare aiuto direttamente alle persone in difficoltà.

I report toccano l’Oceania, l’Asia, l’Europa e il Sudamerica, raccontandoci attraverso gli incontri con le persone del posto e gli altri viaggiatori che non sempre è facile viaggiare, ma comunque ne vale la pena. E’ un viaggio fra la gente, non turistico nel senso negativo del termine, fatto da un ragazzo che a un certo punto della sua vita ha fatto una scelta coraggiosa e che ora ne sta raccogliendo i frutti. E’ anche uno stimolo per tutti coloro che esitano, che hanno sempre una giustificazione per non partire, ma che poi vivono nel rimpianto per non avere avuto più coraggio.

Recensione di Gianni Mezzadri 

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