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UN MONDO CHE NON ESISTE PIU’ di Tiziano Terzani

Cambogia, Cina, Filippine, Fotografia, Giappone, India, Nepal, Reportage, Russia, Singapore, Thailandia, Tiziano Terzani, Vietnam No Comments »

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“Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.”

Anche se Tiziano Terzani è famoso per i suoi reportage dall’Asia, non era solo uno scrittore. Spesso accompagnava i suoi articoli con fotografie scattate con una vecchia Leica che teneva sempre al collo. Come diceva lui, lo rassicurava del fatto che, se gli fossero mancate le parole, una traccia di ricordo gli sarebbe rimasta nella pellicola.

Terzani ci ha lasciato in eredità tantissime fotografie di un mondo che non c’è più. A mettere ordine nel caos di centinaia di foto ci ha pensato il figlio Folco, che in questo meraviglioso libro accompagna gli scatti in bianco e nero con i testi tratti dai libri del padre. Una perfetta fusione di immagini e parole che ci porta nel Vietnam in guerra del ’73, nella Cina post Mao, nel Giappone degli anni ’80, a scoprire la caduta dell’impero sovietico e a incontrare l’umanità dell’India. E’ un viaggio nel tempo, in realtà ormai scomparse, e queste foto hanno sempre una storia da narrare. Raccontano anche la storia dell’autore, il quale, in una bellissima fotografia diventa parte integrante di questo mondo, con la lunga barba bianca si confonde con i personaggi dei suoi libri. E’ il simbolo della profonda sensibilità di questo reporter, che al pari di Riszard Kapuscinski, nel fare il suo mestiere entra a contatto con l’altro e si mette al suo livello, per poterlo capire e raccontare la sua realtà.

Questo libro è un buon punto di partenza per scoprire Tiziano Terzani e per chi lo conosce già per vedere i luoghi e i volti da lui descritti. Un libro che fa venire anche a noi la voglia di andare “alla ricerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo solo letto”.

Recensione di Gianni Mezzadri

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SIBERIA. TERRA ADDORMENTATA di Daniele Gatti

Daniele Gatti, Russia, Viaggi No Comments »

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“Perchè mai qualcuno dovrebbe essere interessato a calpestare una terra tanto solitaria, inospitale, misteriosa e per la maggior parte ancora sconosciuta?”. Più che un viaggio è un allenamento estremo. “Siberia. Terra addormentata” è l’incredibile racconto del viaggio compiuto dall’autore, Daniele Gatti, in compagnia di un amico, con destinazione il punto più estremo della Russia raggiungibile via terra: l’isola di Sakhalin. Ovviamente con il mezzo più economico, ecologico e più lento: il treno.

Prendete due silenziosi viaggiatori, mischiateli in tempi dilatati di noia e impossibilità di dialogare con personaggi dai tratti a dir poco coloriti e dal tasso alcolico esorbitante e condite il tutto con controlli alle fontiere come se fossero terroristi e popolazioni che non si lasciano fotografare ed ecco fatto: nasce così un equilibrato mix di questo viaggio ai limiti della fattibilità e del mondo conosciuto e abitato.

La parola d’ordine è “mantenere la calma”: il viaggio è infinitamente lungo e i compagni di viaggio occasionali… discutibili. Nonostante i due protagonisti diventino alla svelta “le mascotte del Mosca-Tynda”, si passa dalla compagnia di rissosi che prima vogliono disintegrarli di botte e dopo poco gli offrono allegramente cibo e vodka, una coppia di strani russi che amano viaggiare in treno, l’uomo dei nove bagagli e un pazzo alcolizzato che si inventa di essere un chirurgo… fortunatamente senza dimostrazioni pratiche.

Viaggio lungo e carico di tempo per riflettere attraverso “una terra che dorme di un sonno senza sogni”, guardandosi da fuori (“volendo fare un paragone è come se una persona partita dalla Groenlandia in barca a remi approdasse infine in un remoto paesino delle coste lucane, asserendo di essere arrivato a destinazione. Certamente sarebbe guardata con molto interesse… e forse considerata un po’ matta”) e dal di dentro (“mi chiedo cosa succederebbe se si realizzasse il mio antico sogno di viaggiare tutti i giorni dell’anno… un giorno pensavo non ci sarebbe stato nulla di meglio… ora che sono in viaggio da un mese, tuttavia, mi rendo sempre più conto di come il mio pensiero si rivolga spesso alla casa che ho lasciato ad oltre diecimila chilometri di distanza”).

La lettura è scorrevole, curiosa, addolcisce l’atteggiamento educato e delicato con cui ogni situazione viene affrontata. E fa capire che qui da noi non fa poi tanto freddo. Consigliato a chi prende il viaggio, nonostante gli incontri, come un momento per sè.

Il file in formato pdf del libro è disponibile gratuitamente su Lulu. Sullo stesso sito si può ordinare anche una versione cartacea a € 12,75.

Recensione di Paola Annoni

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DESTINAZIONE AFGHANISTAN di Marco Deambrogio

Afghanistan, Asia, Kazakistan, Marco Deambrogio, Russia, Uzbekistan, Viaggi No Comments »

 

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Bastano i posti di blocco di guerriglieri armati, la paradossale burocrazia statale (non solo straniera), l’aggressività alcolica di chi vive di stenti o le tempeste di sabbia per fermare Marco Deambrogio con un obbiettivo preciso in testa? Ancora una volta no. La sua è un’idea ben precisa, come dice il titolo stesso, Destinazione Afghanistan (Sperling & Kupfer, pp. 237, € 17,00), per portare un messaggio di pace all’ospedale di Emergency di Kabul attraversando la fredda e sterminata Russia, ovviamente in moto. Lo stile di viaggio è lo stesso del giro del mondo: lucido ma incosciente, sembra sempre che “l’aiutati che il ciel ti aiuta” valga più per lui che per gli altri. L’unica guida per lui resta solo l’istinto, accompagnato da entusiasmo e da una grande fiducia nei confronti del prossimo, sempre più difficile in paesi in cui la vita delle persone ha ben poco valore.

Il lungo cammino attraversa le impraticabili strade di Russia, Uzbekistan, Kazakistan per arrivare nel martoriato Afghanistan: non senza difficoltà o problemi: la sua “bambina” ha già  58000 km alle spalle, sono terre poco battute e gli incontri non sono sempre con benintenzionati. La forza motrice che, però, lo spinge ad andare avanti, sono la gioia di viaggiare, il suo riuscire a bastarsi da solo e la voglia di non fallire agli occhi dei volontari di Emergency, che rischiano la propria vita ogni giorno per combattere l’orrore della guerra e salvare vite umane.

I toni cambiano solo con l’arrivo a Kabul: tutto sembra essere avvolto da una fitta nube grigia di angoscia e tristezza. Perde quella voglia di affrontare sorridendo ogni disavventura, anche per lui è  impossibile sentirsi in pace col mondo, in un posto in cui la pace è solo un vago ricordo. Si percepisce la delusione di chi scopre che la realtà è completamente diversa da quella raccontata dai telegiornali: “nessuno sta ricostruendo nulla, nulla è stato fatto per questa gente, il popolo vive ancora di stenti, nel terrore, e le donne sono ancora schiave di un rito antico”. Con le sue parole riesce ad aprire una finestra sul mondo senza scatenare inutili accuse. La verità purtroppo, è sempre una sola: le missioni di pace non si fanno con le armi.

Il libro è scorrevole, come sempre l’autore riesce a far sentire il lettore parte integrante del viaggio e compagno della sua solutidine. Bastano queste poche parole per descrivere un’incredibile avventura? No, bisogna leggerlo tutto d’un fiato. Inoltre autore ed editore si impegnano a versare 50 cenesimi di euro a emergency per ogni copia venduta: un motivo in più per averlo.

Recensione di Paola Annoni

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IL GIRO DEL MONDO IN MOTO di Marco Deambrogio

Argentina, Bolivia, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Finlandia, Giappone, Guatemala, Honduras, Marco Deambrogio, Messico, Nicaragua, Panama, Peru, Russia, Stati Uniti, Viaggi 1 Comment »

 

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Esistono sogni irrealizzabili? Dopo aver letto Il giro del mondo in moto (Sperling & Kupfer, pp. 211, € 16,00) la risposta dev’essere per forza no. Dalla visione di una motocicletta abbandonata nel bush australiano è nato il sogno di Marco Deambrogio di fare il giro del mondo su un mezzo simile ed è maturato con la consapevolezza della sua forza e dei suoi limiti.

Partendo dalla pampa Argentina risale l’America latina in modo a dir poco rocambolesco: imprevisti tecnici, pazzi guidatori peruviani, bikers brasiliani, guerriglieri colombiani e una notte in cella sono gli ingredienti giusti che creano la base di empatia per il rapporto perfetto che si instaura tra lettore e scrittore durante il viaggio. Stati uniti, Canada, Alaska, Siberia, Giappone, Russia: sono solo alcune delle tappe di un cammino durato otto mesi, attraverso climi estremi e strade non battute.

E’ proprio il suo modo di viaggiare, di relazionarsi alle persone che appassiona: è un viaggiatore “disorganizzato e fatalista”, si lascia travolgere e coinvolgere dagli eventi definendo  “gli incontri  con le persone lungo la strada..uno dei tesori più preziosi nei quali posso affondare le mani in questo viaggio”. Deambrogio ha imprese incredibili alle spalle, come raggiungere il Polo Nord con gli sci, eppure conserva intatta la capacità di stupirsi ed emozionarsi, incantarsi ancora di fronte alla natura di cui conosce a fondo e rispetta le leggi.

Senza troppa insistenza, riesce anche a mettere in luce numerose tristi realtà che la cronaca tende a ignorare come le condizioni di lavoro delle miniere di rame e argento in Bolivia, o la sua amata e fatiscente Russia post comunista, in cui il il tempo sembra essersi fermato. Ogni pagina diventa un mondo da scoprire, un’avventura non programmata, la scoperta di strane usanze tradizioni e modi di vivere (i motel vietati ai single giapponesi sono un divertente esempio!).

La lettura è piacevole e mai noiosa, condita spesso da riflessioni personali ed emozioni che riportano l’autore al livello di noi comuni mortali dall’olimpo dei viaggiatori folli. Consigliato a chiunque abbia un sogno nel cassetto, a cui manca solo il coraggio di tirarlo fuori.

Recensione di Paola Annoni

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L’INFINITO VIAGGIARE di Claudio Magris

Australia, Cina, Claudio Magris, Germania, Maldive, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Vietnam No Comments »


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L’infinito viaggiare (Mondadori, pp. 243, € 8,80) è il frammentato insieme di racconti, impressioni e scorci di mondo raccolti dall’autore tra il 1984 al 2004. Più che racconti sono riflessioni di personali momenti di viaggio, esperienze non scritte in presa diretta, ma rielaborate nella tranquillità di casa. La peculiarità del libro è di poter leggere “col senno di poi” parole e impressioni immerse nel momento, come la cronaca dei sentimenti popolari dei “non berlinesi” a un anno di distanza dalla caduta del muro di Berlino.

Offre ottimi spunti di indagine su quelle minoranza italiane che tendiamo a trascurare (di cici e sorbi ammetto di aver ignorato l’esistenza fino ad oggi), interessanti e curiosi i racconti  dai freddi paesi del nord  Europa, e dalle paradossali realtà cinesi e vietnamite. Nonostante le buone premesse il libro è faticoso, il linguaggio forbito e non scorrevole: in ogni pagina esce il professore in cattedra che è in lui, che purtroppo non riesce a coinvolgere il lettore.

La delusione sta nell’aspettarsi un libro di viaggio, che “l’infinito viaggiare”, non è. Il lettore cerca nelle pagine sentimenti, colori dei paesaggi, il calore delle persone dei luoghi visitati, invece si ritrova solo a chiedersi il suo livello di ignoranza di fronte a citazioni dotte e ricercate. Una visita alla casa di Dostoevskij si trasforma in un dibattito letterario, un viaggio in Iran l’occasione per mettere a confronto civiltà orientale e occidentale. La sensazione che ho percepito è il suo non volersi immergere nei luoghi che visita, il restare turista distaccato, come se cercasse solo spunti per poi documentarsi sui libri. Consigliato agli appassionati di storia, sconsigliato a chi ama viaggiare anche attraverso le pagine di un libro.

Recensione di Paola Annoni

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CADUTI DAL MURO di Tito Barbini e Paolo Ciampi

Albania, Bosnia, Cambogia, Cina, Germania, Paolo Ciampi, Reportage, Repubblica Ceca, Russia, Tibet, Tito Barbini, Ucraina, Ungheria, Uzbekistan, Vietnam 1 Comment »

 

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Nell’anno del ventennale della caduta del Muro di Berlino viene pubblicato questo splendido libro che racconta in tutto e per tutto il mondo di cui questo muro era il simbolo. Caduti dal Muro (Vallardi, pp. 300, € 12,00) tratta di un lungo pellegrinaggio, ma non è un racconto autobiografico, è lo scambio di mail tra Tito Barbini (viaggiatore con alle spalle 35 anni di storia politica attiva) e Paolo Ciampi (giornalista e scrittore) durante il lungo viaggio che porta il primo ad attraversare la maggior parte dei paesi che in passato hanno avuto un governo comunista.

Il viaggio di Tito è quasi un percorso catartico, attraverso quel disilluso mondo in cui lui aveva fermamente creduto e per cui aveva combattuto, il vagabondare di chi parte “con tutta la forza dell’uomo che con sè porta solo un bagaglio leggero di domande ed emozioni” e la compagnia virtuale di un un amico che è sempre con lui grazie all’intensa corrispondenza.

Partendo dalle macerie del muro di Berlino, attraversa l’Europa dell’est arrivando in Cina, Vietnam, Cambogia, senza una meta precisa: ed è proprio questo che colpisce, il fatto che lui viaggi spinto dal cuore, dal sentimento e dalla passione che l’hanno sempre mosso. E dall’altra parte Paolo, anche lui dello stesso orientamento politico, ma con meno viaggi nel suo bagaglio di ricordi. Lui viaggia attraverso i libri, la storia, i fatti che hanno cambiato il corso del mondo, e lo fa con una singolare passione, capire “i destini individuali nei grandi eventi della storia”, curioso di capire, per esempio, la storia personale di un dittatore sanguinario come Pol Pot, capire cosa lo ha portato a diventare il folle che senza scrupoli ha distrutto la Cambogia.

Incanta il fatto che non è solo uno scambio di mail, è il confronto generazionale di chi ha vissuto a pieno un’ideologia e ha combattuto per essa e chi l’ha “assunta” ma che non l’ha mai realmente sentita sua, il parallelo tra chi ha vissuto in prima persona i grandi eventi della storia e  chi, con onestà, si sente il “soggetto tipo” che riceve informazione dai media e non si sente parte della notizia.

Senza esasperare il mio giudizio è il libro di storia moderna che tutti a scuola avrebbero voluto avere, per il realismo di Tito e per la passione di Paolo: è un viaggio attraverso i paesi, attraverso la storia e i ricordi emozionati di chi la storia l’ha vissuta in prima linea. Entrambi sanno far vivere e far appassionare il lettore alla loro storia (e dare tantissimi spunti per approfondire i più svariati argomenti tramite libri e film, dai più celebri ai più sconosciuti). Lo consiglierei a chiunque, soprattutto a chi ha una ferma idea politica, per capire che la verità non è mai una sola.

Recensione di Paola Annoni

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COSA TI PORTI DIETRO SE SAI DI NON TORNARE PIU’? di Roberto Di Marco

Autobiografie, Brasile, Cambogia, Etiopia, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Laos, Roberto Di Marco, Romania, Russia, Stati Uniti, Sudafrica, Thailandia, Yemen No Comments »

 

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Molte persone sognano di mollare tutto e cambiare vita trasferendosi in un paese straniero, soprattutto quando la vita quotidiana risulta noiosa e stressante. In questo libro (Fbe edizioni, pp. 272, € 13,00) Roberto di Marco, psicologo e criminologo, raccoglie 15 storie vere di uomini e donne che hanno tagliato i ponti con il proprio paese di origine, affrontando realtà completamente diverse. C’è chi fugge da una situazione scomoda o pericolosa, chi molla una famiglia ingrata, chi sceglie di andarsene per un bisogno di novità e di scoperta. Le storie di questi espatriati sono tutte diverse, così come le loro personalità. Alla fine di ogni capitolo l’autore analizza le motivazioni e le dinamiche sotto un’ottica psicologica, scoprendo i meccanismi che si celano dietro a scelte a volte estreme.

Il libro è scritto in modo semplice, quasi colloquiale, e i racconti scorrono via con piacevolezza.

Frammenti di vita, storie fuori dall’ordinario che ci portano in realtà lontane e che sono utili per vari motivi. Innanzitutto è una panoramica sulla vita quotidiana degli espatriati, con i piccoli problemi e le difficoltà della vita residenziale all’estero, le relazioni sociali e i rapporti di coppia con la popolazione locale. Inoltre è ricco di curiosità e di aneddoti, e aiuta a capire di come a volte è possibile inserirsi e integrarsi in un una nuova cultura. Le storie raccolte sono estremamente interessanti e avventurose, persone ordinarie che però decidono di fare scelte straordinarie, il cui cammino di vita prende svolte imprevedibili.

Questo libro può essere anche uno stimolo per chi non sa decidersi a fare il grande salto, rimandando all’infinito cercando ogni volta un nuovo alibi e illudendosi che la vita sia infinita. Fortemente consigliato.

Recensione di Gianni Mezzadri  

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DOVE SONO FINITO? – Storie inaspettate da luoghi inaspettati

Afghanistan, Antartide, Australia, Austria, Botswana, Cambogia, Canada, Cile, Cina, Dan George, Germania, Gran Bretagna, Guinea Equatoriale, Indonesia, Inghilterra, Israele, Italia, Kenia, Malawi, Mali, Messico, Micronesia, Olanda, Repubblica Ceca, Rolf Potts, Russia, Slovenia, Sri Lanka, Stati Uniti, Thailandia, Viaggi, Vietnam No Comments »

 

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Questa raccolta di racconti curata da Dan George, ha come tema comune il disorientamento. Una perdita delle coordinate che può avvenire in luoghi remoti come l’Isola di Pasqua o Timbuktu o in posti più familiari come la sala di attesa di un aeroporto. Dove sono finito? (EDT, pp. 236, € 14,50) è un concept book dove 30 tra i migliori autori di narrativa di viaggi raccontano la loro esperienza con il nowhere, più che un posto, uno stato d’animo.

Nella prefazione Tim Cahill paragona l’atto creativo dello scrittore al rischio che si prova prima di un viaggio. Chiama questa sensazione Grande Vortice, uno stato di beatitudine che si può trovare solo se si affronta una sfida alta, sia che si tratti di una discesa in un torrente che della composizione di un racconto. 

La qualità delle storie è eterogenea, alcune sono sorprendentemente buone mentre altre tendono a essere più noiose. Una delle mie preferite è “La torta più buona dello Sri Lanka” dove Conor Grennan grazie alla pessima cartina stradale si perde ma trova un’eccezionale torta al cioccolato. Una chiara manifestazione di serendipity in mezzo alla foresta tropicale. Degni di menzione anche “Il peggior paese del mondo” di Simon Winchester dove si racconta un incredibile viaggio in Guinea Equatoriale, e “La foto di un villaggio” di Angie Chang, un’immersione nelle zone rurali afghane con una interessante visione degli americani da parte di un’americana coperta dal chador. 

Recensione di Gianni Mezzadri  

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IL VIAGGIO DI UN CUOCO di Anthony Bourdain

Anthony Bourdain, Cambogia, Cucina, Francia, Gran Bretagna, Inghilterra, Marocco, Messico, Portogallo, Russia, Scozia, Spagna, Stati Uniti, Vietnam No Comments »

il-viaggio-di-un-cuoco.jpgAnthony Bourdain è uno chef newyorkese che ha raggiunto la notorietà dopo aver pubblicato Kitchen Confidential, un resoconto senza filtri di tutto quello che succede nelle cucine dei ristoranti americani, senza tralasciare particolari agghiaccianti. In seguito gli fu offerta la possibilità di realizzare un travel-show intorno al mondo incentrato sulla cucina. Oltre agli episodi televisivi, visibili in Italia su Discovery Travel & Living, vi è il libro omonimo: Il Viaggio Di Un Cuoco (Feltrinelli, pp. 289, € 8,50). Con uno stile sarcastico affronta ogni viaggio come una sfida alla ricerca del pasto perfetto, che non vuol dire necessariamente che si svolga in un ristorante stellato, ma che si realizza quando si trova la giusta combinazione di cibo, atmosfera e compagnia. Si passa dalla Cambogia, con non pochi riferimenti ad Apocalypse Now, al Marocco, dove assaggia croccanti testicoli d’agnello, dalla Russia, con sauna, vodka e pesce affumicato, all’assaggio di un cuore di cobra che ancora batte a Saigon. Si alternano considerazioni sul cibo e sul suo legame con la cultura della popolazione che lo elabora. Un importante considerazione la fa sugli Stati Uniti che, trovando tutto già pronto e confezionato nel frigorifero, hanno perso completamente il contatto sull’origine degli alimenti, mentre all’opposto in Portogallo fa una toccante esperienza di macellazione e preparazione di un maiale che coinvolge parenti e amici.

Un’osservazione molto curiosa riguarda la cosiddetta ultima cena: chiedendo ad altri chef cosa mangerebbero nell’ultimo pasto a loro disposizione, le risposte sono invariabilmente molto semplici: cotolette, linguine al pomodoro, panino con carne fredda… Sembra nessuno ricordi di aver mangiato il miglior pasto della propria vita seduto in giacca e cravatta in un ristorante di lusso. Anthony Bourdain è alla ricerca della magia che caratterizza alcuni piatti in giro per il mondo, alcune volte ci riesce, altre no, ma rimane il fatto che la ricerca è decisamente affascinante e interessante. Consigliato a tutti coloro che oltre ai viaggi sono appassionati anche del cibo.

Recensione di Gianni Mezzadri

Il blog di Anthony Bourdain

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PEDALANDO VERSO EST di Luca De Giglio e Fausto Rovere

Austria, Bielorussia, Europa, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Tripluca, Ucraina, Ungheria, Viaggi 12 Comments »

pedalando-verso-est.jpgLuca De Giglio, prima di diventare TripLuca, nel 1999 partecipò a un iniziativa di Fausto Rovere, un volontario di Medici Senza Frontiere, che lo portò a raggiungere Mosca da Venezia in bicicletta. 3000 km attraversando vari paesi dell’est Europa raccontati sotto forma di diario in Pedalando Verso Est. In Bicicletta da Venezia a Mosca (Feltrinelli, p. 144, € 13,50).

Come racconta Fausto: “Voglio realizzare questa impresa per dimostrare ai giovani e a me stesso che un’avventura “senza senso” può significare più di molte azioni razionali compiute sempre uguali, giorno dopo giorno [...] Le mete che ci prefiggiamo sono spesso il riflesso di falsi bisogni che la vita pratica ci instilla, il riflesso di modelli stereotipati e artificiali che ci automatizzano e ci rendono schiavi dell’utile. L’impresa che mi accingo a compiere è invece il frutto di un’idea legata ad un’emozione, le cui motivazioni non appartengono alla sfera del razionale.

L’amore per la bicicletta e il desiderio di conoscere da vicino nuove culture uniti al valore della condivisione lo portano ad organizzare in modo professionale questo viaggio, viene seguito anche da radio e televisione, che vuole essere un modo per non dimenticare anche le vittime di Chernobyl, una tappa obbligatoria sulla via di Mosca. Non mancano problemi e disavventure, come quando il gruppo di supporto sul camper non riesce a trovare Fausto e si comincia a pensare al peggio. O le infinite attese alle frontiere con la burocrazia sovietica in cerca di scuse per arrotondare lo stipendio.

Il libro è piacevole, ricco di curiosità su paesi e persone di cui conosciamo poco ed è anche un modo per ricordare Fausto Rovere, prematuramente scomparso a 35 anni.

Recensione di Gianni Mezzadri

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