viagra generic walmartpornstars viagra flushingwomen take viagraviagra lake michiganviagra use womenlevitra tv adwhat is cialispills viagra canadawoman taking levitralevitra pharmacy purchasebuy daily cialischeap cialis indiaorder status viagraorder viagra nowsex ed levitrafedex generic viagraviagra for womenscialis viagra salecialis uk cheapdoses of viagracialis discount onlinecialis soft gelsviagra without edgeneric levitra usalevitra rate breastsviagra soft tastelevitra viagra onlinegeneric viagra 50mgu 222 cialiscialis uk onlinecialis half dosecialis canada genericcialis discount pharmacycheap genuine cialiscialis package insertcialis generic priceorder generic cialisbuy now cialiswatermelon viagra supstituteviagra uk purchasecialis and womanfemale viagra cheapbuy cialis canadiannebenwirkungen bei cialiscialis fda approvalviagra nascar jacketviagra canada pharmacyviagra online shopviagra pill cuttercialis lawyer ohiogeneric levitra cheapviagra market sharecialis cost canadaviagra online purchaseviagra online orderlevitra or viagraviagra price ukcialis tablet pictureviagra paypal ukgeneric sales viagracf buy cialiscialis and sportscialis sexual dysfunctioncialis ed dangerclarithromycin and cialisvega generic viagracialis nose bleedcirrhosis frequency levitralevitra viagra vsviagra and calisgeneric viagra amexgeneric viagra viagraviagra and womenlevitra for femalesgeneric cialis tadalafilviagra cheapest pricecialis and alchoholonline meds cialisviagra sale buyorder cialis onlinepropiedades del cialisviagra for salebuy levitra onlinesviagra with xanaxdenavir nasonex cialisviagra online storegeneric viagra pillscheapest generic cialisgeneric cialis overnigh25 mg viagrabuy brand cialisbuy generic cialiscialis expiry dateviagra best buygeneric shop viagrageneric pill viagrabuy viagra cheapbuy discount cialisgeneric viagra walmartviagra patent expiryviagra cialis levitrafre cialis trialcialis levitra onlinelevitra generic namelow dose viagraviagra for femalesbuy viagra lineviagra best pricecialis numerous hardonviagra and cialismaximum cialis dosebuy cialis canadaviagra maximum doseequivalent herbal viagrabypass and viagrareal life cialisgeneric viagra saleviagra on linecialis online pharmacycialis and angergeneric online viagrabuy viagra paypalxtabentun mexican viagragenuine order viagraviagra overnight cheapviagra scientific namecialis day nextcialis headache remedyviagra and coffeeviagra online cheaplevitra on linediscount bulk viagraviagra soft tabdiscount priced viagradiovan and cialisgeneric cialis doubleviagra sales ubuy sale cialisgeneric vega viagraviagra and blindnessviagra cialis indiacream viagra womanlevitra and alcoholviagra canada pricecialis vs cialislevitra in ukgeneric cheap cialisviagra studies womenimages of viagraviagra sale online

LONGITUDINE di Dava Sobel

Dava Sobel, Gran Bretagna, Inghilterra, Navigazione No Comments »

”Il tempo sta all'orologio come l'intelligenza sta al cervello. L'orologio, grande o piccolo che sia, grossa pendola o delicato gingillo, in qualche modo contiene il tempo. Tuttavia il tempo si rifiuta di essere imbottigliato come il genio della fiaba che viene ficcato dentro alla lampada… … poiché il tempo ha il suo ritmo, come il battito del cuore o il ciclo della marea, gli strumenti per misurarlo non lo trattengono, almassimo stanno al passo, se ci riescono.” “…il parallelo di latitudine di grado Ø è fissato dalle leggi di natura… …il meridiano della longitudine Ø è mutevole come le sabbie del tempo… [rendendo]…la determinazione della longitudine, specialmente in alto mare, un problema che ha sfidato le migliori menti del mondo per la maggior parte della storia umana.” “In assenza di un metodo pratico per determinare la longitudine, tutti i capitani dell'era delle grandi esplorazioni, che pure potevano disporre di carte nautiche e di bussole attendibili, si persero in mare. Da Vasco de Gama a Vasco Nuñez de Balboa, da Ferdinando Magellano a Sir Francis Drake, tutti, volenti o nolenti, arrivarono dove arrivarono per grazia di Dio o benevolenza della fortuna”. 

- D. Sobel -
 
Tutta una questione di tempo. Ma tutt'altro che semplice. La storia che viene raccontata in questo piccolo pamphlet è l'avventura tecnica e umana che si dipana attorno ad un'esigenza pratica, il calcolo della longitudine, e un premio messo in palio dal Parlamento inglese nel 1714. Latitudine e longitudine sono due concetti abbastanza elementari che per molta gente appartengono al nozionismo scolastico legato all'insegnamento della geografia… e spesso vengono confusi l'uno con l'altro (longitudine?? … latitudine!!). Ma giungere alla definizione di un metodo matematico che consentisse di calcolare con esattezza la longitudine è stato un rebus che è durato centinaia di anni, un vero rompicapo scientifico. Nel 1700, il concetto di calcolo della longitudine era sinonimo di impresa impossibile, al pari del farmaco universale o del metodo di trasformare in oro i metalli meno nobili. I calcolo della Longitudine era inoltre una spina nel fianco della marineria che, tra stime sbagliate e approdi fortunosi, ha lasciato in mare migliaia di vite (e innumerevoli ricchezze). Dopo l'ennesimo naufragio di una flotta di navi della marina militare sugli scogli delle isole Scilly che costò alla marina britannica duemila vittime, nel 1714, il Parlamento inglese bandì il Longitude Act, un atto che metteva in palio 20.000 sterline (circa 10 milioni di euro attuali) per chi avesse inventato un metodo utile e praticabile per il calcolo della longitudine. Il bando stabiliva un premio progressivamente crescente da 10.000 a 20.000 sterline a chi avesse elaborato un metodo per il calcolo della longitudine con uno scarto compreso tra un grado (10.000 sterline) e mezzo grado (20.000 sterline). Considerando che un grado di longitudine sull'equatore significa uno scarto di 60 miglia nautiche (poco più di 110 km terrestri) il margine di errore concesso al calcolo della longitudine era notevole. Ciò la dice lunga sul livello di “smarrimento di un'intera nazione per il deplorevole stato della sua navigazione”.
Prima della scoperta di tale metodo, al fine di evitare di perdersi per mare (e di cadere vittima dello scorbuto), i bastimenti e i convogli marini navigavano tutti sulle stesse tratte, conosciute da tutti i naviganti. Per questo, tali rotte erano molto affollate e poco sicure in quanto tutti potevano essere preda di tutti: i mercantili venivano predati dalle navi militari di paesi stranieri, le navi militari contro pirati e capitani di ventura. Un calcolo efficace della longitudine avrebbe consentito quindi di navigare con affidabilità e precisione in settori marini meno battuti e quindi più sicuri, con grande soddisfazione economica delle compagnie armatrici. Fu un perfetto sconosciuto, figlio della provincia inglese, a trovare la chiave per risolvere il rebus: John Harrison, falegname e artigiano autodidatta che senza alcuna conoscenza specifica in materia approdò alla costruzione di una serie di orologi marini molto precisi, orologi che non temevano le oscillazioni ed il rollio subiti durante la navigazione, come neppure l'umidità e gli sbalzi di temperatura, consentendo un'affidabilità in mare straordinaria per quegli anni. Tuttavia l'establishment scientifico dell'epoca, impersonato dal reverendo Nevil Maskelyne (astronomo reale e l'antieroe di questa storia), non poteva accettare che un problema così articolato, che aveva impegnato le migliori menti negli ultimi cento anni, da Galileo a Cassini, da Newton ad Halley, fosse banalmente risolto dalle mani di un semplice artigiano figlio di nessuno. Pertanto la commissione che doveva decidere sulla bontà dell'invenzione dell'artigiano, pur di fronte all'evidenza pratica dell'efficacia del metodo di Harrison, non consentì subito di attribuire al metodo dell'orologiaio il merito di aver risolto la questione della longitudine. Mentre lo stesso Harrison continuava a perfezionare le sue macchine, costruendo tutta una serie di orologi sempre più precisi e compatti, passarono quarantanni prima che la comunità scientifica riconoscesse ufficialmente la validità del metodo e delle invenzioni di Harrison. Ma solo 10.000 delle 20.000 sterline bandite dal Longitude Act, furono infine riconosciute e consegnate ad Harrison! 
 
Tra molle e ingranaggi, tra personaggi illustri e intrighi di palazzo, tra osservatori astronomici sperduti in isole lontane e spionaggi industriali, nel libro di Dava Sobel viene raccontata la storia affascinante di quest'uomo e del suo tempo (oltre a quello di tutti noi!). Consigliato! Un'imperdibile lettura di scienza e di mare. 
 
Recensione di Gianleo Di Seclì

TEMPO LENTO di Dario Sorgato

Dario Sorgato, Spagna, Viaggi No Comments »

 

Shhh. Fermati. Con calma. Questo sembrano dire le pagine di "Tempo Lento", la seconda opera di Dario Sorgato. Nelle pagine dello scrittore veneto si susseguono i passi lungo Cammino di Santiago, con il suo ritmo, il suo tempo. Strada. Tanta. Ma più verso sè stesso che verso la meta canonica. E' raggiungere la capacità di essere soli in mezzo alla gente, saper mantere il proprio spazio di solitudine anche quando c'è la gioia di percorrere della strada insieme. E' un continuo inno alla vita. Si sciolgono parole di consapevolezza ad ogni tappa percorsa, e queste grida, queste parole, ti rimangono incollate sulla pelle. "Mi piace la vita, mi piace vivere, mi piace godere dei momento felici e aspettare che passino quelli tristi, appropriandomi anche di quelli… il confine tra la vita e la morte è così leggero che tendiamo a non vederlo e a dimenticarcene".
Ma non è questo il punto. Questo libro non va letto per curiosità, per ripercorrere le già lette e rilette tappe del cammino di Santiago noiosamenente raccontate da autori più o meno famosi. Questo libro va letto. Punto. Per riappropriarsi del tempo, per capire il tempo. Va fatto per sè stessi, perchè a tutti "manca il tempo", ma forse solo perchè non sappiamo farci amicizia e usarlo a dovere.

Lo stile di scrittura è candenzato, volutamente rallentato, ma scorre bene. L'autore ama la natura, i dettagli, basta un caffè caldo o un sorriso amichevole per cambiargli la giornata. E il bello è proprio questo, non fa il "San Francesco dei giorni d'oggi", sa bene cos'è una birra e una serata con gli amici… forse ha solo capito come dovrebbe girare il mondo.

Recensione di Paola Annoni

Acquista una copia

MONTAGNE DA RACCONTARE di Davide Chiesa

Alpinismo, Bolivia, Davide Chiesa, Italia No Comments »

Voglia di scalare, voglia di scalare una montagna e di arrivare fino in cima alla vetta, quella vetta dove tutto finisce o dove tutto inizia, per lasciarsi travolgere dal fascino dell’inatteso, dall’odore della purezza, dalla vertigine di ritrovarsi. Questo può succedere dopo aver letto il libro di Davide Chiesa, autore piacentino al suo primo libro sulla montagna con prefazione scritta dall’illustre e quasi ottantenne alpinista austriaco Kurt Diemberger. “Voglia di lasciare le tracce su quel bianco immacolato, essere immerso negli elementi, tra le privazioni e le difficoltà dell’alta montagna, in un ambiente selvaggio lontano dalle masse e dal caos e trovarsi perfettamente a proprio agio, traendo energia ascoltando la propria voce interiore”. Una serie di racconti di arrampicate, prime invernali, nuove linee tracciate con passione, scalate solitarie e di gruppo, adrenalina, felicità e a volte commozione.

I luoghi raccontati spaziano dall’Appennino fino all’Adamello, Ortles, Dolomiti, Monte Bianco e Ande Boliviane, con un unico denominatore: la montagna in inverno e dove la neve e il ghiaccio sono perenni.

Lo stile non è quello di un libro tecnico e permette di addentrarsi in una lettura che può appassionare anche chi non frequenta la montagna con contenuti avvincenti, avventurosi, ironici ma anche riflessivi e introspettivi, riuscendo a cogliere e a trasmettere in ogni pagina la gioia, la sofferenza, i dubbi e le perplessità di un ragazzo che si definisce un alpinista “normale” capace di raccontare di cose “normali”, rivolgendosi a tutti: ai giovani, a chi non conosce la montagna ma anche all’alpinista più esperto. È questo l’intento di Davide Chiesa. Non tenere le proprie esperienze e sensazioni per sé ma divulgarle agli altri così che gli altri possano avere un punto da cui partire. La voglia di dire agli altri, soprattutto ai giovani e a chi non frequenta ancora la montagna, ascoltate la vostra ‘voce’, guardatevi attorno e dentro voi stessi: c’è un universo intero da scoprire. Il libro comprende 200 fotografie, alcune veramente spettacolari in 64 tavole a colori, un po’ romanzo di racconti e un po’ volume fotografico.

Davide Chiesa ha praticato l’alpinismo classico su neve e ghiaccio tra vie normali, pareti Nord, invernali e alcune tra solitarie e vie nuove, ha scalato oltre 130 cascate di ghiaccio. Articolista e documentarista, tiene conferenze sull’alpinismo in varie città d’Italia. Collabora con la Rivista del Club alpino italiano ed è socio del GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.

Recensione di Paola Pedrini

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

VIAGGI E ALTRI VIAGGI di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, Australia, India, Italia, Portogallo, Viaggi No Comments »

tabucchi.jpg

Prevenuta, come sempre. Come ogni volta che prendo in mano il libro di un autore famoso e di cui si legge nella piega di copertina “Proposto dal Pen club italiano all’accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura”. E invece ecco, una bella sorpresa paragonabile a una calda giornata di sole in pieno inverno. Di una semplicità disarmante, condito con una sensibilità delicata per i dettagli. Dimenticatevi parole pompose (anche se le descrizioni come quella di Gaudì – “il geniale architetto modernista la cui concezione dello spazio sembra appartenere più alle libere associazioni dello stato onirico che alle leggi di Euclide” – sono davvero da palato fine), in queste pagine ci si innamora di piccoli capitoli e frasi che finiscono magari con un familiare “si sta bene”.

Ha quasi i tratti di una guida turistica (ci accompagna tra Firenze e Bombay, Australia e Lisbona e un’innumerevole quantità di altri paesi), ma con quella rara capacità di stimolare curiosità e voglia di partire, che a lui sicuramente non mancano.

Sdogana la figura del turista, ci fa sentire sulla pelle e capire cos’è la Saudade, ci accompagna tra le strade di Buenos Aires con Borges, ci ricorda che “peccato che la vita sia una sola” e che “è un mistero, e a volte fa spavento”. Mi piacerebbe darne una definizione sua, ma l’unica che mi viene in mente è solo… bello.

Sconsigliato a chi ha in cantiere il sogno di scrivere un libro, perchè questo, penso, sia quello che ognuno di noi avrebbe voluto scrivere.

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (4 votes, average: 9.50 out of 10)
Loading ... Loading ...

UN MONDO CHE NON ESISTE PIU’ di Tiziano Terzani

Cambogia, Cina, Filippine, Fotografia, Giappone, India, Nepal, Reportage, Russia, Singapore, Thailandia, Tiziano Terzani, Vietnam No Comments »

terzani.jpg

“Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.”

Anche se Tiziano Terzani è famoso per i suoi reportage dall’Asia, non era solo uno scrittore. Spesso accompagnava i suoi articoli con fotografie scattate con una vecchia Leica che teneva sempre al collo. Come diceva lui, lo rassicurava del fatto che, se gli fossero mancate le parole, una traccia di ricordo gli sarebbe rimasta nella pellicola.

Terzani ci ha lasciato in eredità tantissime fotografie di un mondo che non c’è più. A mettere ordine nel caos di centinaia di foto ci ha pensato il figlio Folco, che in questo meraviglioso libro accompagna gli scatti in bianco e nero con i testi tratti dai libri del padre. Una perfetta fusione di immagini e parole che ci porta nel Vietnam in guerra del ’73, nella Cina post Mao, nel Giappone degli anni ’80, a scoprire la caduta dell’impero sovietico e a incontrare l’umanità dell’India. E’ un viaggio nel tempo, in realtà ormai scomparse, e queste foto hanno sempre una storia da narrare. Raccontano anche la storia dell’autore, il quale, in una bellissima fotografia diventa parte integrante di questo mondo, con la lunga barba bianca si confonde con i personaggi dei suoi libri. E’ il simbolo della profonda sensibilità di questo reporter, che al pari di Riszard Kapuscinski, nel fare il suo mestiere entra a contatto con l’altro e si mette al suo livello, per poterlo capire e raccontare la sua realtà.

Questo libro è un buon punto di partenza per scoprire Tiziano Terzani e per chi lo conosce già per vedere i luoghi e i volti da lui descritti. Un libro che fa venire anche a noi la voglia di andare “alla ricerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo solo letto”.

Recensione di Gianni Mezzadri

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (2 votes, average: 10.00 out of 10)
Loading ... Loading ...

I WANT TO ROCK YOUR GIPSY SOUL di Filippo Mari

Australia, Filippo Mari, Irlanda, Nuova Zelanda, Thailandia, Viaggi No Comments »

want-to-rock-your-gipsy-soul.jpg

“I Want to rock Your gipsy soul”. La traduzione letterale non rende realmente il significato del libro. Il titolo ideale forse sarebbe stato “Pronti, partenza… scantati!”, diario dell’autore, Filippo Mari, accompagnato dalla fidanzata del tempo, Mara, in 15 mesi di viaggio lavoro tra Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Thailandia. Diario, libro… più che altro è un manuale per spingere la gente a viaggiare, a spostarsi e a crescere attraverso viaggi e la conoscenza di nuovi mondi, facendo qualsiasi lavoro e, nel limite del possibile, qualsiasi tipo di esperienza.

Durante i lunghi mesi si passa dal classico cameriere al giardiniere all’ostello, dal raccogliere lattuga iceberg all’addetto alle gare di taglio di legnaSituazioni precarie, vita da veri backpackers, ma con quella dote stupenda di riuscire ancora a godere del solo stare al mondo (meglio della gioia degli abitanti di Ingham dove capitano un giorno in cui “la città stava aspettando da tempo il passaggio di un trasporto eccezionale”).

Ti fa sentire un po’ “sfigato” ad essere ancora seduto sulla sedia a leggere e non attaccato a internet a cercare un biglietto aereo e a frugare tra le peripezie burocratiche per avere un visto per lavorare in Australia, ma forse è l’effetto che vuole raggiungere.

Sintetico, senza dilungamenti nè descrizioni infinite di paesaggi o autoelogi… pura sostanza. Il promemoria che il libro mi lascia è la voglia di partire, poter vedere quel cielo dove “Le stelle erano enormi come alle grandi altitudini e se ne vedevano mille cadere ogni notte tant’è che non avevo più desideri”. Consigliato per chi non ha tempo da perdere… a leggere (e vuole solo partire).

Per acquistare il libro: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=535072

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (8 votes, average: 9.13 out of 10)
Loading ... Loading ...

TRENI – NOVE VIAGGI AI CONFINI DEL MONDO E DELLA STORIA di Ettore Mo

Afghanistan, Cile, Etiopia, Ettore Mo, Gibuti, Grecia, India, Mauritania, Polonia, Thailandia, Viaggi No Comments »

treni.jpg

Dal Sahara alla Birmania, dal Corno d’Africa alle Ande, le avventure di un grande reporter, Ettore Mo, che tra il 2003 e il 2004 ha percorso migliaia di chilometri in treno tra vagoni di terza classe e viaggi nella memoria. Una lunga scorribanda ferroviaria che conduce il lettore da un pellegrinaggio al ponte sul fiume Kwai, costruito dai giapponesi grazie al lavoro, in condizioni disumane, dei prigionieri alleati, a un’escursione a Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya, sul trenino costruito per la villeggiatura dell’aristocrazia britannica in India. Dall’Afghanistan liberato dai talebani alla Russia divisa tra la rinascita della fede ortodossa e i detriti del comunismo, fino all’America Latina delle feste indie e delle miserie contemporanee. E ancora, una locomotiva a vapore polacca, il percorso di Che Guevara lungo la Cordigliera della Ande, il Birmania Express.

Una carrellata di reportage sui treni apparsa sul Corriere della Sera raccolti e rielaborati per il libro. Un’inchiesta che scaturisce dal desiderio dell’autore di riscattare in qualche modo il treno, riaffermandone l’utilità e l’attualità della sua funzione. Sono stati privilegiati i vecchi convogli passeggeri e anche alcuni dei più obsoleti e ansimanti treni merci che hanno avuto o continuano ad avere un ruolo importante nella storia e nella vita economico-sociale dei loro Paesi. “…è stato bello vedere il mondo da vicino, affacciato ai finestrini, con uomini, animali e case che puoi toccare semplicemente allungando una mano.” 

Ogni treno rappresenta un mondo, una raccolta di immagini, luoghi e personaggi oltre il vetro. È un’avventura ferroviaria, un nuovo genere di nomadismo, è la storia che ci viene incontro attraverso il finestrino. È un susseguirsi di appunti, di cartoline e di incontri, di quelli straordinari e indimenticabili. È il tempo sospeso nei ricordi di persone, dialoghi e vicende. È un viaggio tra magie, misteri e leggende in alcune delle zone più remote del mondo e dentro le storie delle persone che le abitano.

Recensione di Paola Pedrini

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (1 votes, average: 9.00 out of 10)
Loading ... Loading ...

SIBERIA. TERRA ADDORMENTATA di Daniele Gatti

Daniele Gatti, Russia, Viaggi No Comments »

siberia.jpg

“Perchè mai qualcuno dovrebbe essere interessato a calpestare una terra tanto solitaria, inospitale, misteriosa e per la maggior parte ancora sconosciuta?”. Più che un viaggio è un allenamento estremo. “Siberia. Terra addormentata” è l’incredibile racconto del viaggio compiuto dall’autore, Daniele Gatti, in compagnia di un amico, con destinazione il punto più estremo della Russia raggiungibile via terra: l’isola di Sakhalin. Ovviamente con il mezzo più economico, ecologico e più lento: il treno.

Prendete due silenziosi viaggiatori, mischiateli in tempi dilatati di noia e impossibilità di dialogare con personaggi dai tratti a dir poco coloriti e dal tasso alcolico esorbitante e condite il tutto con controlli alle fontiere come se fossero terroristi e popolazioni che non si lasciano fotografare ed ecco fatto: nasce così un equilibrato mix di questo viaggio ai limiti della fattibilità e del mondo conosciuto e abitato.

La parola d’ordine è “mantenere la calma”: il viaggio è infinitamente lungo e i compagni di viaggio occasionali… discutibili. Nonostante i due protagonisti diventino alla svelta “le mascotte del Mosca-Tynda”, si passa dalla compagnia di rissosi che prima vogliono disintegrarli di botte e dopo poco gli offrono allegramente cibo e vodka, una coppia di strani russi che amano viaggiare in treno, l’uomo dei nove bagagli e un pazzo alcolizzato che si inventa di essere un chirurgo… fortunatamente senza dimostrazioni pratiche.

Viaggio lungo e carico di tempo per riflettere attraverso “una terra che dorme di un sonno senza sogni”, guardandosi da fuori (“volendo fare un paragone è come se una persona partita dalla Groenlandia in barca a remi approdasse infine in un remoto paesino delle coste lucane, asserendo di essere arrivato a destinazione. Certamente sarebbe guardata con molto interesse… e forse considerata un po’ matta”) e dal di dentro (“mi chiedo cosa succederebbe se si realizzasse il mio antico sogno di viaggiare tutti i giorni dell’anno… un giorno pensavo non ci sarebbe stato nulla di meglio… ora che sono in viaggio da un mese, tuttavia, mi rendo sempre più conto di come il mio pensiero si rivolga spesso alla casa che ho lasciato ad oltre diecimila chilometri di distanza”).

La lettura è scorrevole, curiosa, addolcisce l’atteggiamento educato e delicato con cui ogni situazione viene affrontata. E fa capire che qui da noi non fa poi tanto freddo. Consigliato a chi prende il viaggio, nonostante gli incontri, come un momento per sè.

Il file in formato pdf del libro è disponibile gratuitamente su Lulu. Sullo stesso sito si può ordinare anche una versione cartacea a € 12,75.

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (9 votes, average: 9.56 out of 10)
Loading ... Loading ...

UNA CITTA’ O L’ALTRA di Bill Bryson

Austria, Belgio, Bill Bryson, Danimarca, Europa, Francia, Germania, Istanbul, Italia, Norvegia, Olanda, Reportage, Svezia, Svizzera, Turchia, Viaggi No Comments »

una-citta-o-laltra.jpg

Tra i commenti delle testate giornalistiche importanti mi cade subito l’occhio su il parere di “sette” che sottolinea come Bryson sappia “lanciare frecciate all’indirizzo dei cugini europei facendoli morire dal ridere”, sull’onda del fantastico “Un paese bruciato dal sole” mi faccio ancora una volta convincere dall’autore. Morire dal ridere. Beh, oddio. Ridere.

L’autore decide di ripetere il percorso fatto da giovane attraverso il vecchio continente partendo dall’estremo nord di Hammerfest arrivando alla Turchia, passando per i coffee shop olandesi, il pessimo cibo svedese e la follia automobilistica parigina. L’atteggiamento curioso e incantato lo caratterizza, in ogni città viene accompagnato da quella meravigliosa “sensazione di non sapere mai cosa potrebbe accadere” lo portano a riuscire a sorridere di tutto e a prendere ogni disavventura come un’avventura. Peccato che in questo viaggio emerga anche un atteggiamento ipercritico, che fa percepire una certa sufficienza nei confronti di questi “non americani” tanto strambi e con abitudini lontane dalle sue, stupito quasi che gli “europei” non si presentino tutti uguali in ogni angolo del continente (”Mi affascinava come gli europei potessero essere tanto uguali tra loro – a tal punto da risultare al contempo universalmente intellettuali e cerebrali, guidare auto minuscole e vivere in piccole case di città antiche, amare il calcio… – pur rimanendo così eternamente e sorprendentemente diversi”).

Infastidisce soprattutto la descrizione dell’Italia, che ai suoi occhi “vanta la struttura sociale della repubblica delle banane” e vede in Firenze una città “più pacchiana di quanto avesse diritto di essere qualsiasi città altrettanto bella e generosamente sovvenzionanta dai turisti”: ci sta anche questo, ma l’Italia non è “solo” questo, altrimenti ci si ferma sempre a pizza, mafia e mandolino.

Le sue descrizioni fanno ridere, ma dopo aver rivissuto posti visti e conosciuti attraverso i suoi occhi mi viene da pensare che tutto sia davvero un po’ troppo stereotipato e colorito, come se ogni paese europeo fosse solo la parodia di quello che ogni turista o viaggiatore si aspetti. Lo stile è sempre quello scorrevole e allegro di Bryson, ma forse è meglio che resti, con le prese in giro, al di là del mare.

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (6 votes, average: 7.17 out of 10)
Loading ... Loading ...

AMORE A VENEZIA, MORTE A VARANASI di Geoff Dyer

Geoff Dyer, India, Italia, Viaggi No Comments »

amore-a-venezia.jpg

Travolgente, acuto, divertente e pieno di energia. Dopo undici anni Geoff Dyer ritorna al romanzo e lo fa con una storia sospesa tra la mondanità viziosa di Venezia e la sacrale spiritualità dell’India. Due romanzi in uno o un romanzo diviso in due? Il primo scritto in terza persona, il secondo in una prima persona che sembra avere molti punti in comune con quella eccentrica e irrequieta dell’autore. 

La prima parte si svolge in Italia, nell’estate torrida del 2003, sullo sfondo di una Venezia invasa dalla mondanità della Biennale d’Arte Contemporanea. Lui è un critico d’arte, lei una giovane gallerista, un incontro casuale si trasforma in una travolgente passione erotica tra interviste, party, droghe ed eccessi. La Biennale, istruzioni per l’uso? Forse, tra feste, alcol e ore piccole tra le calli della città lagunare, isola felice di galleristi snob, di “imbucati con accredito” e vetrina di artisti che si sentono arrivati. Gesti, parole e nevrosi dei personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo immersi in una realtà superficiale e fortemente estetizzata sullo sfondo di un amore carnale che non lascia dubbi sulla sua continuità.

Poi il lavoro di giornalista lo porta in India, un’altra città, un altro viaggio. Questa volta sulle rive del Gange, a Varanasi, una delle città sacre dell’induismo indiano. Il ritmo cambia e si fa lento, meditativo, il cerchio si stringe intorno al concetto di morte in un divagare di riflessioni al limite del surreale. Il protagonista perde progressivamente il contatto con il suo mondo di origine e il tempo cessa di girare vorticosamente. Immerso nell’atmosfera decadente della città, si perde tra la folla che accalca i ghat, tra templi e pire funebri, si immerge nelle acque sacre del fiume e tra vita e morte, tra malattia e ascesi va incontro, senza precisa intenzione, a una nuova rinascita. Che non è conversione ma trasformazione. 

Geoff Dyer, Cheltenham, 1958. Eccentrico autore del celebre Natura morta con custodia di sax, ritratto dei grandi della musica jazz, vive a Londra. Oltre al saggio sulla fotografia L’infinito istante (Einaudi, 2007) Dyer è anche autore di vari volumi di critica letteraria (saggi su John Berger e D. H. Lawrence), libri di viaggi (Yoga per gente che proprio non ne vuole sapere, Mondadori), e varie opere di narrativa (In cerca, Brixton Pop, Paris Trance, Instar).

Recensione di Paola Pedrini

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (7 votes, average: 7.57 out of 10)
Loading ... Loading ...
 


   Designed By:  SadhWeb Directory  &  WP Theme

Sponsored By:  Affiliate Marketing Blog  &  Paid Directory