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MARCO POLO NON CI E’ MAI STATO di Rolf Potts

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Rolf Potts, l’autore di Vagabonding, un originale guida per i viaggi a lungo termine, raccoglie in questo libro (ed. Ponte Alle Grazie, pp. 196, € 16,00) venti racconti che coprono gli ultimi dieci anni di vagabondaggio attorno al mondo. Essendo già stati pubblicati su varie riviste e siti di viaggio, l’autore aggiunge quello che a mio parere è il colpo di genio che rende questo libro particolarmente interessante: il dietro le quinte. Per ogni racconto svela i retroscena, gli espedienti narrativi, ciò che è rimasto fuori dalla storia, i personaggi secondari e tutto quanto c’è di fedele o meno alla realtà dei fatti. Infatti la narrativa di viaggio per sua definizione rimane fedele ha quanto successo, anche se spesso, per rendere la storia interessante, si condensano i dialoghi e si eliminano quelle parti non congeniali alla riuscita del racconto. Tutte queste note in appendice riescono a far aprire gli occhi su quanto lavoro ci sia dietro a un semplice resoconto di poche pagine. Si scoprono inoltre trucchi preziosi per chi voglia cimentarsi nel lavoro di travel writer, che sembra in apparenza molto semplice, ma che in realtà nasconde molte insidie. Un esempio per tutti: durante un viaggio stampa a Creta Rolf Potts si trova in difficoltà a scrivere la sua reale percezione di quello che lo circonda (mancanza di autenticità, accompagnatori accondiscendenti, ecc…) perchè si accorge che il viaggiatore medio, avendo meno esperienza, non coglie tanti dettagli e sfumature e ha per questo una visione diversa della stessa cosa. L’autore deve perciò mediare tra i due punti di vista, cercando di riuscire a mostrare entrambi i lati della medaglia.

I racconti scorrono in modo piacevole, anche per lo stile di scrittura scorrevole e con un pizzico di ironia che non guasta mai. Consigliato.

Recensione di Gianni Mezzadri  

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Il sito di Rolf Potts 

GÜLE GÜLE di Mario Biondi

Algeria, Giordania, Iran, Istanbul, Mario Biondi, Siria, Stati Uniti, Turchia, Viaggi No Comments »

 

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Si legge assai piacevolmente il peregrinare instancabile e curioso di Mario Biondi, scrittore e viaggiatore, a zonzo per l’area mediterranea e oltre e, a lettura ultimata, sale un benevolo mio pizzico d’invidia nei confronti dell’autore. E’ vero, alcuni dei luoghi che Biondi restituisce alla mia memoria li ho visitati anch’io, ma lui quei posti li ha girati negli anni sessanta e settanta quando viaggiare era ancora (per fortuna) esperienza di quei pochi disposti a spostarsi con ogni mezzo possibile, dormire dove capitava, rinunciare agli agi di casa propria per sentirsi cittadini del mondo in un’epoca priva di internet, di voli charter o low cost e con molte più barriere culturali e geografiche a dividere il mondo.

Mario Biondi ci incanta col suo narrare semplice, scorrevole. Trasmette tutto il suo patrimonio di cultura e di ricordi nelle pagine di questo libro che ci porta a scoprire i bagni turchi, le lunghe strade percorse in lungo e in largo nella polvere dell’Anatolia al limite di ogni sfida a bordo della sua Alfa, le sabbie sahariane, la cultura zoroastra nell’antica Persia, la magia di Istanbul, i colori del deserto giordano, le disavventure egiziane. A tratti il libro (TEA, pp. 247, € 8,40) diviene una piacevole guida turistico-culturale che non ha eguali per spirito e dettagli e così l’intera Anatolia o l’antica Costantinopoli sembrano non riservarci più alcun segreto tra le pagine di un libro dove tanta esperienza di viaggio si unisce con un innato senso dell’umorismo dell’autore quasi che “sorridere” (güle güle, in turco, significa “sorridi, sorridi”, ovvero “Buona fortuna”) possa divenire l’atteggiamento più naturale e sincero per confrontarsi con le altre culture.

Recensione di Stefano Politi Markovina

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ISTANBUL di Ohran Pamuk

Autobiografie, Istanbul, Ohran Pamuk, Turchia No Comments »

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Fin dalle prime righe si capisce il perchè del titolo di questo libro (Einaudi, pp. 388, € 18,50), un’autobiografia intitolata semplicemente “Istanbul”: l’autore, il premio Nobel per la Letteratura nel 2006 Ohran Pamuk, descrive se stesso sempre e solo nel contesto cittadino, come se lui si sentisse parte di Istanbul e Istanbul parte integrante di quello che lui è diventato.

Se si dovesse definire questo saggio/autobiografia con due semplici parole potrebbero essere malinconico e polemico, anche se in questo caso sono sentimenti che nascono da troppo amore e troppa sensibilità. Ogni descrizione, ogni ricordo (anche dell’infanzia), ogni momento vissuto, sono raccontati con mesto sarcasmo, come se tutto fosse passato, scivolato nel suo bagaglio personale ma mai goduto realmente. L’autore è fondamentalmente triste e amaro, come la sua Istanbul, che questa condizione l’ha scelta con superbia. Vengono dedicati molti capitoli a chi ha rivolto la sua attenzione alla città, ma Pamuk è sempre piuttosto prevenuto prima di ogni citazione o descrizione: se interna la critica per poco amore e troppa attenzione verso l’occidente, se esterna è da lui malvista perchè percepisce che gli occidentali vedono la città come un “fenomeno esotico” che passa velocemente di moda. E’ proprio questo uno dei temi più caldi durante tutta la narrazione, lo scontro tra oriente e occidente perchè “la città , dal punto di vista della popolazione, si mostra talvolta troppo occidentale , creando così nei suoi abitanti una leggera inquietudine e la preoccupazione di non appartenere completamente al luogo”.

Prende in esame ogni aspetto della sua vita, dallo strano rapporto con la religione (“vivevo in una casa dove le contraddizioni, e le incoerenze spirituali ancor più profonde, erano trascurate silenziosamente”), alla famiglia, nucleo che lo ha cresciuto, formato e  che ha incrinato la sua visione della vita, apparentemente normale e borghese ma con profonde fratture interne. Parla approfonditamente dei suoi maestri (stupenda la figura di Reşat Ekrem Koçu e la sua enciclopedia di Istanbul piena di stravaganze) e del Bosforo, compagno silenzioso di sempre.

La lettura non è sicuramente scorrevole, ma il libro vale sicuramente la pena leggerlo per l’amore che riesce a infondere nei confronti di questa splendida città, questo “Leopardi alla turca” che come la sua città fatica ad essere non solo diverso, ma speciale.

Recensione di Paola Annoni

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AGENDA 2009 LONELY PLANET

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Oltre a essere strutturata come una normale agenda, questo libro della Lonely Planet è l’occasione per scoprire diverse città del mondo. Non sono le più famose, ma i 52 centri urbani, uno per ogni settimana, selezionati per questa guida/agenda hanno la caratteristica comune di meritare la visita. Sono città grandi, come Shanghai e Mumbai o piccole come Caienna e Asmara, affascinanti come Zanzibar o Varanasi storicamente importanti come Hiroshima o Beirut. Come dice Tony Wheeler nell’introduzione sono “località in cui andrei volentieri per assaggiare le specialità gastronomiche, visitare i monumenti, ammirare i capolavori delle gallerie d’arte, ascoltare la musica, seguire gli avvenimenti sportivi, osservare attentamenti i reperti dei musei o, semplicemente, per prendermela comoda facendo finta di essere uno del posto.” continua a leggere…

IN VESPA. DA ROMA A SAIGON di Giorgio Bettinelli

Asia, Bangladesh, Europa, Giorgio Bettinelli, Grecia, India, Indonesia, Iran, Laos, Myanmar, Pakistan, Thailandia, Turchia, Viaggi, Vietnam 2 Comments »

in-vespa.jpg“Io non avevo nessuna intenzione di comprarla, […] perché non avevo mai avuto passione per le moto e la mia unica esperienza in tal senso si era limitata, all’età di quindici anni, a un ciclomotore rosa shocking che era finito accartocciato in un fosso insieme a me”. Con questa dichiarazione di intenti sembra incredibile in che cosa si sia trasformato Giorgio Bettinelli oggi.

Per scoprirlo bisogna cominciare con questo resoconto del suo primo viaggio, che dopo un breve apprendistato sulle strade indonesiane, lo ha portato alla traversata eurasiatica da Roma a Saigon a bordo della sua Vespa. 24.000 km in 7 mesi attraversando 10 paesi: Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Bangladesh, Birmania, Thailandia, Laos e Vietnam.

Il bello di questo libro, oltre alla casuale pazzia dell’idea che l’ha generato, è lo stile brillante dell’autore che ha nel suo curriculum, oltre a una carriera di attore, una laurea in lettere.

Tutto comincia durante un lungo soggiorno a Bali nel 1992: un’abitante dell’isola per ripagare un debito vende per 180 dollari la sua sgangheratissima vespa a Bettinelli. continua a leggere…

ISTANBUL - Lonely Planet Incontri

Asia, Guide, Istanbul, Lonely Planet, Turchia 1 Comment »

istanbullp.jpgLa nuova collana della Lonely Planet si chiama Incontri e come suggerisce il nome è l’ideale per la prima visita di una città. Spesso infatti se si hanno un paio di giorni di tempo l’acquisto di una voluminosa guida è superfluo ed è pure scomodo portarsela in giro. Le guide di questa collana sono compatte e senza tanti fronzoli. Le informazioni più importanti ci sono tutte, dai luoghi da non perdere, ai migliori ristoranti della città, da dove trascorrere la serata a dove acquistare prodotti tipici. In più ci sono le opinioni della gente del posto che ci portano a vivere la città dal di dentro. C’è tutto quello che serve per vedere il meglio in un weekend (tra cui una mappa molto chiara), il prezzo è contenuto (EDT, € 13,50) e sta comodamente in una tasca. Il suo unico limite è che la descrizione di musei, monumenti ed edifici e per forza di cosa ridotta all’essenziale. continua a leggere…


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