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IL SILENZIO E I SUOI COLORI di Roberta Lodi Pasini e Gabriele Tamburini

Fotografia, Gabriele Tamburini, Myanmar, Roberta Lodi Pasini, Viaggi No Comments »

 

La Birmania, oggi ridenominata Myanmar, pone un dilemma a chi vorrebbe visitarla: partire e in questo modo sostenere indirettamente il governo o boicottare il turismo che porterebbe denaro alle casse del regime? Roberta Lodi Pasini e Gabriele Tamburini hanno deciso per la prima soluzione e dal loro viaggio è nato questo libro composto da parole, immagini e suoni, che ci porta a scoprire una realtà lontana e poco conosciuta.

Il percorso è legato al filo conduttore dei colori, dal giallo dei trucchi sui visi di donne e bambini  all’arancione delle tonache dei monaci, dall’azzurro dell’acqua all’oro delle pagode. E’ un racconto di viaggio in cui le belle fotografie giocano un ruolo fondamentale, portandoci a vedere sorrisi autentici e scene di vita quotidiana di persone che sembrano esistere in una realtà parallela, molto distante da quel mondo occidentale di cui sanno così poco.

E’ un paese dove il silenzio è la colonna sonora del viaggio, legato a filo doppio con il lato meditativo dei monaci buddhisti che hanno segnato gli ultimi avvenimenti di storia locale e che grazie alla loro lotta e al loro sacrificio, lasciano accesa la speranza per un popolo che da cinquant’anni rincorre il sogno della libertà. Ma questo volume ha anche una colonna sonora reale, una raccolta di pezzi del percussionista Pat Waing.

E’ un libro che consiglio a tutti, per poter conoscere meglio l’oppresso popolo birmano, con la speranza che, come è avvenuto da poco ad Ang San Suu Kyi, un giorno sia libero.

Recensione di Gianni Mezzadri

 

C’ERA UNA VOLTA L’ORIENTE di Pico Iyer

Asia, Cina, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Myanmar, Nepal, Pico Iyer, Reportage, Tibet No Comments »

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Ogni volta che Oriente e Occidente si incontrano nasce una nuova danza, fatta di fascino e sfida, seduzione e confronto, un’innata curiosità per l’ignoto, una proiezione delle proprie illusioni verso lo straniero con un giusto pizzico di calcolo e di innocenza. Così Pico Iyer descrive l’incontro di due grandi culture, personale analisi di un lungo viaggio attraverso l’Asia negli anni ottanta, due mondi così estranei che combinati tra loro possono rivelare insoliti effetti. Due realtà in continuo mutamento e movimento, legate alle tradizioni senza essere più quelle di una volta, proiettate con lo sguardo al futuro ma con l’orecchio teso ad ascoltare ancora i ricordi del passato. Pico Iyer rappresenta la perfetta combinazione di scrittore e giornalista, curioso, obiettivo e passionale narratore; con la semplice descrizione dei fatti è in grado di metterci di fronte alle trasformazioni di due mondi e due culture che si riconoscono, si accarezzano ma non si incontrano mai realmente. Il panorama che offre Iyer è  quello di un popolo che sta assorbendo usi, costumi, modi di vivere, di pensare e di parlare del nostro mondo occidentale; l’impressione è quella che questo assorbimento avvenga però con prudenza e un certo scetticismo, senza permettere a una cultura di dominare mai veramente sull’altra ma, di rappresentare sempre una forte attrattiva. Con la capacità di mettere tutto in discussione, l’autore analizza quanto dell’occidente è stato assorbito dai Paesi asiatici citando esempi che spesso si rivelano tanto veritieri quanto grotteschi. 

Sull’isola di Bali turismo e paradiso sono caratteristiche innegabili quanto incompatibili perché più rapidamente i paradisi seducono i turisti, tanto più rapidamente i turisti riducono i paradisi. Il Tibet, considerato il regno sul tetto del mondo, sta lentamente scomparendo dando l’impressione di esistere solo nell’immaginazione dei viaggiatori che qui approdano e sembrano sentirsi in dovere di camuffarsi in gente del luogo. In Nepal si vende il Paradiso, quello legato agli accessori spirituali, un grande magazzino a prezzi economici, ancora più conveniente della vicina India. La Cina porge una volta la mano destra e una volta quella sinistra, senza sapere l’una dell’altra; ha aperto le porte al mondo ma all’Occidente concede solo appuntamenti al buio. La Birmania vive da sola come una vecchia zia e ci si scorda spesso di andarla a trovare. l’India è rappresentata da un’industria cinematografica che è il modello per eccellenza di un sistema produttivo di massa. E così prosegue il viaggio di Iyer, dalla Thailandia alle Filippine fino al Sol Levante, lasciando a casa convinzioni e certezze per aprire la mente a meraviglie, valori e problemi normalmente ignorati, per compiere un viaggio in stati d’animo, mentalità e passaggi segreti. 

I cambiamenti avvenuti negli anni e una dettagliata analisi razionale farebbero pensare alla conquista occidentale dell’Oriente. Invece la scoperta più grande, non solo per l’autore, è che nessuno dei Paesi visitati sarà mai completamente trasformato dall’Occidente. La cultura e la spiritualità  asiatiche sono troppo profonde per essere spazzate via da venti economici provenienti da ovest. Il sospetto è che sia l’Oriente a muoversi verso l’Occidente e non viceversa. Pico Iyer, di origine indiana, nasce in Inghilterra nel 1957. Si laurea a Oxford e poi ad Harvard. Collaboratore della rivista Time, ama scrivere e viaggiare, è uno dei migliori esponenti della narrativa postcoloniale che molto ha contribuito alla rinascita della letteratura inglese.  

Recensione di Paola Pedrini

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IL LIBRO DELL’ASIA

Afghanistan, Arabia Saudita, Asia, Bahrain, Bangladesh, Bhutan, Brunei, Cambogia, Cina, Corea Del Nord, Corea Del Sud, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Fotografia, Giappone, Giordania, Hong Kong, India, Indonesia, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Laos, Libano, Lonely Planet, Macao, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nepal, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, Singapore, Siria, Sri Lanka, Tagikistan, Taiwan, Thailandia, Tibet, Timor Est, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam, Yemen No Comments »

 

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L’Asia è un continente immenso che racchiude una moltitudine di etnie fra i suoi quasi 4 miliardi di abitanti (il 60% della popolazione mondiale). Tutta questa varietà la si può notare sfogliando quello che è uno dei migliori coffee table book in commercio, Il Libro dell’Asia (EDT, pp. 232, € 39,00), che offre una splendida panoramica attraverso schede che forniscono le formazioni essenziali e le esperienze cruciali, ma soprattutto tramite meravigliose fotografie. Scordatevi le immagini a bassa risoluzione, spesso piuttosto ordinarie, che si trovano nelle guide Lonely Planet, in questo volume la qualità delle foto è veramente eccezionale ed è il motivo principale per l’acquisto di questo libro. Vi sono anche alcuni interessanti itinerari suggeriti, opinioni dei viaggiatori e qualche approfondimento (tra cui “Un ritorno sulla Hippy Trail” di Tony Wheeler), ma per informazioni complete sui vari stati bisogna obbligatoriamente rivolgersi altrove. E’ comunque un piacere sfogliare le pagine di grande formato, magari sorseggiando un caffé seduti in una comoda poltrona e sognando di partire.

Recensione di Gianni Mezzadri  

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LA LUNGA ESTATE di Tripluca

Africa, America, Argentina, Asia, Australia, Bolivia, Brasile, Cile, Cina, Europa, Germania, Indonesia, Laos, Lituania, Malaysia, Marocco, Myanmar, Nuova Zelanda, Oceania, Peru, Polonia, Repubblica Ceca, Singapore, Slovacchia, Spagna, Thailandia, Tripluca, Viaggi 2 Comments »

La lunga estateUno dei sogni più ricorrenti nei periodi di stress lavorativo è quello di mollare tutto e cominciare a viaggiare, magari verso qualche meta esotica. Poi presi dal realismo la maggior parte di noi comincia ad analizzare la situazione e vede tanti problemi che in un modo o nell’altro ci fanno rimanere a casa. Ma non tutti si scoraggiano: Luca de Giglio (aka Tripluca) è uno di questi. Ha mollato il lavoro e nel 2000 ha cominciato a viaggiare per il mondo con pochi soldi in tasca, senza una precisa idea di dove gli eventi lo avrebbero portato. Otto anni dopo sta ancora viaggiando: tramite i suoi siti riesce a procurarsi denaro sufficiente a proseguire il suo vagabondaggio, di cui ci giungono notizie attraverso il suo blog e tramite raduni periodici che organizza in Italia e in Europa.

I suoi primi 5 anni da viaggiatore professionista vengono narrati nel suo libro La lunga estate di tripluca.com, acquistabile per € 5,00 su http://www.tripluca.com/la-lunga-estate/. Lo stile è diretto e divertente, ma con l’andare del tempo si sviluppa e personalizza sempre di più. Non mancano riflessioni originali, incontri interessanti, consigli su come risparmiare, idee stimolanti, ma anche sbagli, fregature e delusioni. C’è anche un momento toccante di solidarietà sociale in Thailandia nel periodo dello Tsunami del 2004, quando tramite le donazioni dei visitatori del sito è riuscito a portare aiuto direttamente alle persone in difficoltà.

I report toccano l’Oceania, l’Asia, l’Europa e il Sudamerica, raccontandoci attraverso gli incontri con le persone del posto e gli altri viaggiatori che non sempre è facile viaggiare, ma comunque ne vale la pena. E’ un viaggio fra la gente, non turistico nel senso negativo del termine, fatto da un ragazzo che a un certo punto della sua vita ha fatto una scelta coraggiosa e che ora ne sta raccogliendo i frutti. E’ anche uno stimolo per tutti coloro che esitano, che hanno sempre una giustificazione per non partire, ma che poi vivono nel rimpianto per non avere avuto più coraggio.

Recensione di Gianni Mezzadri 

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BAD LANDS di Tony Wheeler

Afghanistan, Africa, Albania, America, Arabia Saudita, Asia, Corea Del Nord, Cuba, Europa, Iran, Iraq, Libia, Myanmar, Reportage, Tony Wheeler, Viaggi No Comments »

bad-lands.jpgNon avevo ancora letto un resoconto di viaggio dalla Corea del Nord, dall’Iraq o dall’Arabia Saudita e non credevo nemmeno fossero particolarmente interessanti. ma dopo aver letto Bad Lands – Un turista sull’asse del male devo ricredermi. Questi stati restii al turismo o decisamente poco allettanti per il turista stesso, presentano numerosi aspetti curiosi che vale la pena approfondire. In realtà spesso nascondono anche interssanti opere d’arte, antichi siti archeologici, spledidi litorali marini o paesaggi desertici e altrettanto spesso gli abitanti sono molto più cordiali e aperti rispetto ai regimi che li opprimono. Oltre ai paesi citati in precedenza Tony Wheeler, fondatore delle guide Lonely Planet, si reca a Cuba, in Albania, in Afghanistan, in Iran e in Afghanistan. Spesso incontra difficoltà per entrare, come ad esempio in Libia per ottenere il visto o in Corea dove è obbligatorio utilizzare i viaggi organizzati dallo stato, ma in generale riesce sempre a relazionarsi con la gente del posto in modo da ottenere un quadro più preciso e corretto della situazione locale. Per esempio gli Iraniani sono persone molto divertenti, cordiali e ospitali nonostante il regime teocratico sembri far sembrare il contrario. Inoltre a detta di una mia amica albanese il reportage sul suo paese è azzeccatissimo, soprattutto per quanto riguarda le frasi riportate dalla popolazione locale.

I paesi inclusi sono stati scelti su una serie di indicatori: il grado di repressione di chi governa, la possibile minaccia nei confronti di altri stati e il coinvolgimento in atti di terrorismo. Dopo la lettura spesso ci si accorge che in realtà la stampa e i mezzi di informazione occidentali hanno spesso demonizzato questi stati. Grazie al “Metro del male”, un semplice strumento di sua invenzione, Tony Wheeler stila una classifica dei paesi più malvagi. Per la cronaca vince la Corea del Nord, ma a una più attenta analisi anche paesi come gli Stati Uniti entrerebbero senza problemi in questa graduatoria.

Nel complesso il libro è molto gradevole e interessante, scritto in tono spesso cinico e sarcastico. Non è il classico reportage di viaggio che chiunque può scrivere anche se in realtà di situazioni veramente pericolose non ce ne sono state. Un altro aspetto positivo è che l’autore esprime in modo diretto la sua opinione, criticando senza filtri gli aspetti più grotteschi del potere. Consigliato.

Recensione di Gianni Mezzadri1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (1 votes, average: 9.00 out of 10)
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IN VESPA. DA ROMA A SAIGON di Giorgio Bettinelli

Asia, Bangladesh, Europa, Giorgio Bettinelli, Grecia, India, Indonesia, Iran, Laos, Myanmar, Pakistan, Thailandia, Turchia, Viaggi, Vietnam 2 Comments »

in-vespa.jpg“Io non avevo nessuna intenzione di comprarla, […] perché non avevo mai avuto passione per le moto e la mia unica esperienza in tal senso si era limitata, all’età di quindici anni, a un ciclomotore rosa shocking che era finito accartocciato in un fosso insieme a me”. Con questa dichiarazione di intenti sembra incredibile in che cosa si sia trasformato Giorgio Bettinelli oggi.

Per scoprirlo bisogna cominciare con questo resoconto del suo primo viaggio, che dopo un breve apprendistato sulle strade indonesiane, lo ha portato alla traversata eurasiatica da Roma a Saigon a bordo della sua Vespa. 24.000 km in 7 mesi attraversando 10 paesi: Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Bangladesh, Birmania, Thailandia, Laos e Vietnam.

Il bello di questo libro, oltre alla casuale pazzia dell’idea che l’ha generato, è lo stile brillante dell’autore che ha nel suo curriculum, oltre a una carriera di attore, una laurea in lettere.

Tutto comincia durante un lungo soggiorno a Bali nel 1992: un’abitante dell’isola per ripagare un debito vende per 180 dollari la sua sgangheratissima vespa a Bettinelli. Nonostante l’iniziale reticenza decide di andare a Medan, sull’isola di Sumatra per poter rinnovare il visto, e mentre questo primo viaggio sta per concludersi si trova spesso a pensare: “Ma perché non dilatarla un’esperienza così?”. Da questo pensiero nasce l’avventura di Bettinelli che oggi sta continuando sulle strade della Cina dopo aver attraversato tutti i continenti nei viaggi successivi (narrati in Brum Brum e in Rhapsody in black). E’ un viaggio senza uno scopo preciso (anche se in un’occasione l’autore si trova in difficoltà dopo una domanda sull’argomento e decide di rispondere che si tratta di una missione di pace) se non quello del piacere del viaggiare e di incontrare persone appartenenti alle più svariate culture. E’ un modo di conoscere il mondo diretto, passandoci attraverso e conoscendo gente comune, che rivela particolari positivi e negativi di ogni nazione attraversata.

Altamente raccomandato.

Il blog di Giorgio Bettinelli

 

Recensione di Gianni Mezzadri

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