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VIAGGI E ALTRI VIAGGI di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, Australia, India, Italia, Portogallo, Viaggi No Comments »

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Prevenuta, come sempre. Come ogni volta che prendo in mano il libro di un autore famoso e di cui si legge nella piega di copertina “Proposto dal Pen club italiano all’accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura”. E invece ecco, una bella sorpresa paragonabile a una calda giornata di sole in pieno inverno. Di una semplicità disarmante, condito con una sensibilità delicata per i dettagli. Dimenticatevi parole pompose (anche se le descrizioni come quella di Gaudì – “il geniale architetto modernista la cui concezione dello spazio sembra appartenere più alle libere associazioni dello stato onirico che alle leggi di Euclide” – sono davvero da palato fine), in queste pagine ci si innamora di piccoli capitoli e frasi che finiscono magari con un familiare “si sta bene”.

Ha quasi i tratti di una guida turistica (ci accompagna tra Firenze e Bombay, Australia e Lisbona e un’innumerevole quantità di altri paesi), ma con quella rara capacità di stimolare curiosità e voglia di partire, che a lui sicuramente non mancano.

Sdogana la figura del turista, ci fa sentire sulla pelle e capire cos’è la Saudade, ci accompagna tra le strade di Buenos Aires con Borges, ci ricorda che “peccato che la vita sia una sola” e che “è un mistero, e a volte fa spavento”. Mi piacerebbe darne una definizione sua, ma l’unica che mi viene in mente è solo… bello.

Sconsigliato a chi ha in cantiere il sogno di scrivere un libro, perchè questo, penso, sia quello che ognuno di noi avrebbe voluto scrivere.

Recensione di Paola Annoni

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I WANT TO ROCK YOUR GIPSY SOUL di Filippo Mari

Australia, Filippo Mari, Irlanda, Nuova Zelanda, Thailandia, Viaggi No Comments »

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“I Want to rock Your gipsy soul”. La traduzione letterale non rende realmente il significato del libro. Il titolo ideale forse sarebbe stato “Pronti, partenza… scantati!”, diario dell’autore, Filippo Mari, accompagnato dalla fidanzata del tempo, Mara, in 15 mesi di viaggio lavoro tra Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Thailandia. Diario, libro… più che altro è un manuale per spingere la gente a viaggiare, a spostarsi e a crescere attraverso viaggi e la conoscenza di nuovi mondi, facendo qualsiasi lavoro e, nel limite del possibile, qualsiasi tipo di esperienza.

Durante i lunghi mesi si passa dal classico cameriere al giardiniere all’ostello, dal raccogliere lattuga iceberg all’addetto alle gare di taglio di legnaSituazioni precarie, vita da veri backpackers, ma con quella dote stupenda di riuscire ancora a godere del solo stare al mondo (meglio della gioia degli abitanti di Ingham dove capitano un giorno in cui “la città stava aspettando da tempo il passaggio di un trasporto eccezionale”).

Ti fa sentire un po’ “sfigato” ad essere ancora seduto sulla sedia a leggere e non attaccato a internet a cercare un biglietto aereo e a frugare tra le peripezie burocratiche per avere un visto per lavorare in Australia, ma forse è l’effetto che vuole raggiungere.

Sintetico, senza dilungamenti nè descrizioni infinite di paesaggi o autoelogi… pura sostanza. Il promemoria che il libro mi lascia è la voglia di partire, poter vedere quel cielo dove “Le stelle erano enormi come alle grandi altitudini e se ne vedevano mille cadere ogni notte tant’è che non avevo più desideri”. Consigliato per chi non ha tempo da perdere… a leggere (e vuole solo partire).

Per acquistare il libro: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=535072

Recensione di Paola Annoni

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ORME. UNA DONNA E QUATTRO CAMMELLI NEL DESERTO AUSTRALIANO di Robyn Davidson

Australia, Robyn Davidson, Viaggi No Comments »

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Fino a dove si può spingere la tenacia di una donna che cerca di raggiungere il suo sogno? Robyn Davidson sembra insegnare che si può sopportare davvero tutto per un obiettivo, anche se dai contorni folli. Il progetto è nel titolo, attraversare il deserto partendo da Alice Springs per arrivare al mare, attraversando l’arido e pericoloso bush australiano. Ovviamente con un budget pari a zero.

Dopo un lungo periodo di addestramento (suo e dei cammelli che riesce ad ottenere dopo mille peripezie tra solitudine e un maestro la cui miglior dote è la cattiveria) riesce a imbarcarsi nella sua impresa, con un’organizzazione a dir poco precaria e un inaspettato finanziamento dal National Geographic (e un ingombrante ma sensibile fotografo): lei, il suo cane Diggity e i quattro cammelli: Dookie, Bub, Zelieka e il suo pestifero figlio Goliath. Il suo obbiettivo primario però non è scrivere un libro, o un pezzo, ma solo superare sè stessa. Non è una super donna, non si atteggia a coraggiosa, ma la diventa. Ogni passo, ogni miglio superato diventano insegnamenti, soprattutto grazie al contatto con il tanto contestato mondo degli aborigeni che vivono nell’entroterra del continente. Per una parte del viaggio viene accompagnata da Eddie, un ometto autoctono che le insegna  come loro riescano ad essere “in perfetto rapporto con se stessi e con la propria terra”, le insegna le tradizioni, le insegna a camminare in armonia con il mondo.

Il tema del rapporto con le popolazioni locali, nonostante il viaggio sia stato fatto nel 1977 è assolutamente attuale: l’emarginazione, le tradizioni che dall’uomo bianco vengono interpretate come mera ignoranza. E’ un viaggio attraverso il bush, attraverso il mondo aborigeno, ma soprattutto un viaggio di crescita per sè stessa, un viaggio di autoaffermazione in cui la conquista centrale è la certezza di aver imparato l’amore e la libertà, grazie alla solitudine. Consigliato a chiunque pensi che il sesso femminile sia quello debole.

“Avevo capito che l’amore  vuole il meglio possibile per coloro che ami, anche se ciò esclude te stessa… Avevo capito la libertà e la sicurezza. Il bisogno di distruggere le convenzioni. Essere liberi significa imparare, mettersi continuamente alla prova, scommettere. E non è un gioco sicuro. Avevo imparato a usare le mie paure come scalini per procedere avanti e non come ostacoli – e soprattutto avevo imparato a ridere”.

Recensione di Paola Annoni

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SILENZI DI SABBIA di Carla Perrotti

Asia, Australia, Carla Perrotti, Cina, Oceania, Viaggi No Comments »

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Dopo il Tenéré nell’ Africa australe, il Kalahari in Sud Africa e il Salar de Uyuni in Sud America, Carla Perrotti corona il sogno di una vita, ossia attraversare un deserto per ogni continente, raccontando in questo libro (Corbaccio, pp. 207, € 16,90) le sue ultime due imprese: la prima in Cina nel Taklimakan e la seconda in Australia, nel Simpson Desert. Come nelle precedenti esperienze estreme, la signora dei deserti affronterà i luoghi più insidiosi e inospitali del pianeta in solitaria e in completa autonomia, mettendo a dura prova la propria resistenza psicofisica. ll Taklimakan, incorniciato dalle montagne hymalaiane, si estende per 337.000 Km, ed è il secondo deserto al mondo dopo il Sahara. Il suo nome significa “deserto della morte irrevocabile”, infatti  ai tempi di Marco Polo, la Via della Seta, che partiva dalla capitale cinese, lo aggirava biforcandosi sui due lati esterni. Già allora era molto temuto, tanto che pochissime carovane osavano avventurarsi al suo interno e quindi il territorio è rimasto praticamente inesplorato sino ai giorni nostri. Nonostante ciò i cinesi lo considerano un luogo mitico e ne parlano con grande rispetto. In ventiquattro giorni Carla lo ha attraversato da sud a nord percorrendo ben 550 kilometri a piedi, con unico compagno di viaggio il suo zaino, contenente tutto il prezioso materiale indispensabile per la sua sopravvivenza. Durante la traversata ha dovuto fare i conti con temperature molto calde di giorno e nettamente sotto lo zero durante la notte, alimentarsi quasi esclusivamente con integratori dietetici in pillole e dormire in una piccola tenda che le permetteva appena di stendere le gambe. Ma poi le bastava assistere ad uno splendido tramonto con vista panoramica sulle dune del deserto per essere ricompensata di tutte le privazioni e sofferenze subite.

Infine c’è l’Australia ad aspettarla, con il suo Simpson Desert, per chiudere in bellezza il cerchio delle sue coraggiose e meravigliose imprese. Questo ultimo deserto è particolarmente impegnativo, i preparativi durano alcuni anni, tempo indispensabile per organizzare il viaggio, studiare il territorio, scegliere il materiale più adatto e seguire un rigido piano di allenamento e preparazione fisica. Alla fine di questo estenuante ma importantissimo lavoro, arriva finalmente il momento di partire e avventurarsi tra le dune rosse che caratterizzano questo splendido deserto, insidioso ma allo stesso tempo affascinante, che si estende per 170.000 km quadrati, dove le temperature arrivano a toccare i 55 gradi, le zanzare non lasciano un momento di tregua e dove vivono i serpenti più velenosi al mondo. In venti giorni Carla percorre 430 km e questa volta viene accompagnata da alcune presenze speciali: dingo, falchi ed emù. Cinque esperienze con difficoltà diverse tra loro, cinque deserti unici e spettacolari, difficili da comprendere, ma un unico filo conduttore: il desiderio di essere in armonia con loro, di meritarsi il loro rispetto rispettandoli, di entrare in punta di piedi nel loro cuore con molta umiltà. 

Carla ci insegna che la solitudine è spesso una condizione indispensabile per arrivare ad una maggiore conoscenza di sé e che le sue imprese possono essere considerate una metafora della vita, durante la quale, ognuno di noi, si trova ad affrontare piccoli e grandi deserti quotidiani.

Recensione di Susanna Canetti  

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IN UN PAESE BRUCIATO DAL SOLE di Bill Bryson

Australia, Bill Bryson, Viaggi 1 Comment »

in-un-paese-bruciato-dal-sole.jpgL’Australia è il più secco, piatto, caldo, arido sterile e climaticamente aggressivo di tutti i continenti abitati…questo è il paese dove anche il più tenero dei bruchi può stendervi con un pizzico tossico, dove non solo le conchiglie vi pungeranno, la talvolta vi punteranno”. Questa è la prima preoccupante presentazione che Bill Bryson dà dell’Australia. Dopo una decina di pagine è inevitabile innamorarsi di questo paese agli antipodi del “mondo civile” e ritrovarsi a cercare il costo di un biglietto per l’Australia o a interrogarsi se nell’albero genealogico c’è qualche parente emigrato.

E’ il perfetto quadro della storia e della società australiana raccontato attraverso il viaggio realizzato dall’autore nell’arido continente. Gli australiani sono persone estremamente gentili ed educate (“si scusano anche di cose di cui non hanno colpa”) ma evidentemente un po’ strani e stravaganti sono le loro abitudini: dalla passione per il cricket che si accompagna al fatto che “gli australiani preferiscono gli sport in cui uomini nerboruti si fanno sanguinare il naso”, alla musica anni ‘30 che ancora passa nelle radio, al modo in cui serenamente sminuiscono la gravità di convivere con animali pericolosi e divertirsi con attività che li “coinvolgono” (come il boogie boarding, un particolare di surf su una piccola tavola praticamente in mezzo agli squali o allegri pomeriggi in fiumi infestati dai coccodrilli), passando per l’abitudine di “costruire cose grandi con la forma di altre cose” (la grande aragosta, il grande montone merino e il grande gamberetto sono ottimi esempi), arrivando ovviamente all’amore sfrenato per i casinò.

Oltre al suo viaggio e alle stranezze che incontra (il negozio di articoli per animali e pornografia penso sia introvabile in qualsiasi altro angolo della terra) riesce a inserire lunghe pagine di storia, ma sempre con un tono allegro e divertente che non annoia mai: non avendo un passato di colpi di stato o guerre disastrose tendiamo a ignorare l’isola più grande del mondo, ma attraverso le parole di Bryson nasce la voglia di conoscere questo posto incredibile che riesce a conciliare caratteristiche e usi americani in un contesto tipicamente british.

Hanno un museo per tutto: come se dovessero scrivere quotidianamente la loro storia: il museo del verme gigante di Gippsland in puro stile tremors mi sembrava evitabile, ma quello “casalingo” dedicato al al mito del bandito Ned Kelly dev’essere tanto disgustoso quanto divertente.

Incredibili distanze da attraversare in treno o in macchina, paesini dispersi nel bush, lo stupore a Uluru, il Queensland: aneddoti divertenti e la passione che Bryson mette in ogni avventura condiscono una lettura scorrevole e divertente. 370 pagine da divorare che appassionano e che danno una generale visione su un mondo a sè, che è sempre stato ignorato per la lontananza dal resto del mondo, stupendo forse proprio perchè “non contaminato”.

Recensione di Paola Annoni

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MARCO POLO NON CI E’ MAI STATO di Rolf Potts

Andorra, Australia, Cambogia, Egitto, El Salvador, Giordania, Grecia, Grenada, Guatemala, Honduras, India, Laos, Libano, Libia, Lituania, Nicaragua, Polonia, Rolf Potts, Stati Uniti, Thailandia, Turchia, Ungheria, Viaggi, Vietnam No Comments »

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Rolf Potts, l’autore di Vagabonding, un originale guida per i viaggi a lungo termine, raccoglie in questo libro (ed. Ponte Alle Grazie, pp. 196, € 16,00) venti racconti che coprono gli ultimi dieci anni di vagabondaggio attorno al mondo. Essendo già stati pubblicati su varie riviste e siti di viaggio, l’autore aggiunge quello che a mio parere è il colpo di genio che rende questo libro particolarmente interessante: il dietro le quinte. Per ogni racconto svela i retroscena, gli espedienti narrativi, ciò che è rimasto fuori dalla storia, i personaggi secondari e tutto quanto c’è di fedele o meno alla realtà dei fatti. Infatti la narrativa di viaggio per sua definizione rimane fedele ha quanto successo, anche se spesso, per rendere la storia interessante, si condensano i dialoghi e si eliminano quelle parti non congeniali alla riuscita del racconto. Tutte queste note in appendice riescono a far aprire gli occhi su quanto lavoro ci sia dietro a un semplice resoconto di poche pagine. Si scoprono inoltre trucchi preziosi per chi voglia cimentarsi nel lavoro di travel writer, che sembra in apparenza molto semplice, ma che in realtà nasconde molte insidie. Un esempio per tutti: durante un viaggio stampa a Creta Rolf Potts si trova in difficoltà a scrivere la sua reale percezione di quello che lo circonda (mancanza di autenticità, accompagnatori accondiscendenti, ecc…) perchè si accorge che il viaggiatore medio, avendo meno esperienza, non coglie tanti dettagli e sfumature e ha per questo una visione diversa della stessa cosa. L’autore deve perciò mediare tra i due punti di vista, cercando di riuscire a mostrare entrambi i lati della medaglia.

I racconti scorrono in modo piacevole, anche per lo stile di scrittura scorrevole e con un pizzico di ironia che non guasta mai. Consigliato.

Recensione di Gianni Mezzadri

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Il sito di Rolf Potts

IL GIRO DEL MONDO IN BARCASTOP di Alberto Di Stefano

Alberto Di Stefano, Algeria, Australia, Barbados, Bora Bora, Colombia, Ecuador, Figi, Grenada, Guide, Isole Marchesi, Italia, Nuova Zelanda, Panama, Spagna, Tahiti, Tonga, Vanuatu, Venezuela, Viaggi No Comments »

 

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La vacanza in barca esercita su molte persone un fascino particolare: il mare, il senso di libertà, i panorami sempre nuovi e uno stile di vita diverso e in un certo senso esclusivo attirano parecchio. Dietro però alla facciata patinata si nascondono parecchie difficoltà che quasi tutti ignorano. Alfredo Di Stefano compie Il giro del mondo in barcastop (Feltrinelli Traveller, pp.386, € 16,50) dopo aver mollato la sua ordinaria ma solida vita milanese per un futuro all’insegna dell’improvvisazione e della precarietà, ma proprio per questo più stimolante. Il libro è un resoconto di questa lunga avventura, una sorta di diario di viaggio, ma anche una guida per chi vuole seguire le sue orme e conoscere quello che ci si può aspettare e partire perciò preparati. E’ vero infatti che viaggiare senza pagare è possibile, ma è altrettanto vero che se non si vuole restare bloccati in qualche porto è necessario conoscere le rotte e i modi in cui procurarsi un passaggio.

I vari capitoli riguardano l’esperienza necessaria, la scelta dell’equipaggio e del capitano, le caratteristiche della barca, la durata del viaggio, le diverse modalità di viaggio negli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, le formalità doganali, le spese da affrontare, i compiti dell’equipaggio, i pericoli e le emergenze, ma soprattutto gli aspetti psicologici della vita a bordo. Si sottovaluta quasi sempre che la convivenza forzata in spazi ristretti porta molto spesso alla nascita di dissapori che a lungo andare possono portare persino a compromettere la sicurezza della navigazione. E’ significativa l’esperienza dell’autore che partito dall’Italia con 10 persone, ha assistito al primo sbarco dopo una settimana e dopo 4 mesi erano rimaste solo 2 persone.

L’alternanza tra la guida e il diario rendono questo libro particolarmente fruibile sia da chi cerca la narrazione delle avventure e delle disavventure affrontate in questo originale modo di viaggiare, sia da chi vuole informazioni, suggerimenti, trucchi e consigli per un viaggio di questo tipo. Anche per decidere di non partire.

Recensione di Gianni Mezzadri  

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L’INFINITO VIAGGIARE di Claudio Magris

Australia, Cina, Claudio Magris, Germania, Maldive, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Vietnam No Comments »


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L’infinito viaggiare (Mondadori, pp. 243, € 8,80) è il frammentato insieme di racconti, impressioni e scorci di mondo raccolti dall’autore tra il 1984 al 2004. Più che racconti sono riflessioni di personali momenti di viaggio, esperienze non scritte in presa diretta, ma rielaborate nella tranquillità di casa. La peculiarità del libro è di poter leggere “col senno di poi” parole e impressioni immerse nel momento, come la cronaca dei sentimenti popolari dei “non berlinesi” a un anno di distanza dalla caduta del muro di Berlino.

Offre ottimi spunti di indagine su quelle minoranza italiane che tendiamo a trascurare (di cici e sorbi ammetto di aver ignorato l’esistenza fino ad oggi), interessanti e curiosi i racconti  dai freddi paesi del nord  Europa, e dalle paradossali realtà cinesi e vietnamite. Nonostante le buone premesse il libro è faticoso, il linguaggio forbito e non scorrevole: in ogni pagina esce il professore in cattedra che è in lui, che purtroppo non riesce a coinvolgere il lettore.

La delusione sta nell’aspettarsi un libro di viaggio, che “l’infinito viaggiare”, non è. Il lettore cerca nelle pagine sentimenti, colori dei paesaggi, il calore delle persone dei luoghi visitati, invece si ritrova solo a chiedersi il suo livello di ignoranza di fronte a citazioni dotte e ricercate. Una visita alla casa di Dostoevskij si trasforma in un dibattito letterario, un viaggio in Iran l’occasione per mettere a confronto civiltà orientale e occidentale. La sensazione che ho percepito è il suo non volersi immergere nei luoghi che visita, il restare turista distaccato, come se cercasse solo spunti per poi documentarsi sui libri. Consigliato agli appassionati di storia, sconsigliato a chi ama viaggiare anche attraverso le pagine di un libro.

Recensione di Paola Annoni

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AUSTRALIA – Rough Guide

Australia, Guide, Oceania, Rough Guide 1 Comment »

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Le Rough Guides sono guide inglesi il cui motto è “Make the Most of Your Time on Earth“, e hanno uno stile che ricorda molto le Lonely Planet. In effetti avendole provate diverse volte posso confermare che rappresentano una valida alternativa alle guide di Tony Wheeler, offrendo ottime descrizioni, numerose informazioni su alloggi e ristoranti, discrete mappe, ma nessuna foto. Questo volume sull’Australia (Ed. Vallardi Viaggi, pp. 1268, € 32,00) copre esaustivamente tutti gli stati e offre interessanti approfondimenti storici e culturali e vari aneddoti. Non manca un pizzico di humour qua e là, come quando si sottolinea che “non sarete sorpresi nel sapere che la guida Michelin dei ristoranti ha ancora una volta ignorato Tennant Creek (piccolo paese disperso nell’outback)”. Questa voluminosa guida, non avrà un aspetto particolarmente affascinante, i grafici non si sono di certo sbizzarriti con la fantasia, ma è completa, precisa ed esauriente, ed è decisamente consigliata per scoprire questo fantastico continente.

Recensione di Gianni Mezzadri  

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LONELY PLANET’S BEST IN TRAVEL 2009

Algeria, Australia, Bangladesh, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Francia, Georgia, Groenlandia, Guide, Kirghizistan, Laos, Libano, Lonely Planet, Messico, Norvegia, Oman, Peru, Polonia, Portogallo, Ruanda, Sierra Leone, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Thailandia, Tony Wheeler No Comments »

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Tra le tante pubblicazioni trasversali della Lonely Planet ci sono i volumi Best In Travel (pp. 242, £ 15,99), che da quest’anno non hanno più la dicitura Blue List. Semplificando molto, non sono altro che una raccolta di idee di viaggio raccolte in un piacevole libro che, più che da guida, funge da collezione di luoghi interessanti da visitare o esperienze da compiere. Nel volume 2009 sono presentate le 5 scelte di Tony Wheeler (partecipare a una mostra temporanea, fare un lungo viaggio, visitare uno stato che finisce con ‘stan, navigare da qualche parte e soggiornare a lungo in qualche posto), i 10 paesi da visitare, le 10 regioni e le 10 città da non perdere e un’interessante monografia sull’acqua. La sezione più divertente è la Top Travel Lists, dove gli autori si dilettano a compilare liste più o meno strampalate: i migliori posti dove avere una crisi di mezza età, i luoghi più salati del mondo e le piante più strane. 

Nel complesso un libro interessante dove trovare stimoli per nuovi viaggi e scoprire località meno conosciute e fuori dai classici circuiti, ammirando al tempo stesso bellissime fotografie. 

Recensione di Gianni Mezzadri  

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