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LA MIA INDIA di Paola Pedrini

India, Paola Pedrini, Viaggi No Comments »

Una ragazza e il suo zaino a spasso per l’India: sogni, passioni, silenzi che riempiono l’anima. Questo è “la mia India” di Paola Pedrini. Viaggia sola, ma sembra portarsi accanto il lettore che viene con dolcezza preso per mano e accompagnato in un mondo così straordinariamente diverso. Ed è questo il punto di forza del libro, la capacità di “formare” senza arroganza il lettore sulla cultura indiana, farlo incuriosire e trasformarlo in poche pagine nel compagno di viaggio di Paola, sulle strade sconnesse del suo lungo cammino.

E’ un viaggio di grande intensità emotiva, un viaggio alla ricerca di un non ben definito “qualcosa”, tra odori forti e nauseanti, massaggi, tradizioni millenarie assorbite da un corpo “rimasto troppo tempo in bilico tra attenzione divina e scetticismo innato”, sari colorati e la mente che si schiude di fronte all’energia di Auroville.

Non si può riassumere: “La mia India” sono pagine che vanno toccate, lette e assaporate senza pregiudizi, con quello spirito che l’autrice mette nel suo viaggio, una mente aperta e quella umiltà di chi “non pretende di conoscere e capire l’India alla prima visita”. C’è una forte attenzione ai dettagli, le pagine trasudano profumi di incensi e sapori speziati, che accompagnano l’amore per la scoperta e l’incanto di chi ancora sa rimanere con la bocca spalancata di fronte alla bellezza del diverso.

Solo 126 pagine, alla portata di tutti, scritte con lucidità e passione per scoprire l’India che c’è in ognuno di noi.

Recensione di Paola Annoni

SETTE AUTISTI, UN’AUTOMOBILE INDIANA di Giorgio Ricci

Giorgio Ricci, India, Viaggi No Comments »

Ci sono scrittori bravi nel loro mestiere, che sanno mettere le parole giuste al posto giusto e le virgole quando servono. Ci sono fotografi che sanno prendere fedelmente i momenti, gli attimi che rimarranno impressi nella memoria di chi guarderà la foto. E poi ci sono persone così, come Giorgio Ricci che hanno il dono di fotografare con le parole il mondo che stanno vivendo. "Sette autisti e un'automobile indiana" è un meraviglioso mosaico multicolore del viaggio lungo 42 giorni dell'autore attraverso in cuore dell'India: sette capitoli, sette autisti. Vite che si intrecciano con il racconto della sua vita che spinge sullo sfondo. Spesso i racconti sembrano ingarbugliarsi, e sembrare troppo forti e colorati… ma è come mettere in bocca un qualsiasi piatto della cucina indiana: confuso, forte, piccante, speziato, che ti resta più nella memoria che sul palato.

La bellezza del viaggio che racconta sta nell'onestà delle sue sensazioni: parla di "compensazione dopo l'ennesimo shock indiano", è spesso sgomento di fronte alla povertà e agli stili di vita del mondo che ha scelto per sconvolgergli l'anima. Assimila, scopre i suoi limiti, si innamora senza esasperare quel "essere illuminato" dalla cultura e dalla saggezza indiana. Un viaggio dentro sè stesso, un viaggio sulla strada. Un viaggio di cui tutti, dopo aver letto il libro, vorremmo seguire le orme.

Recensione di Paola Annoni

OLTRE LA PAURA di Lorenzo Calamai

India, Lorenzo Calamai, Reportage No Comments »

 

Non è un libro di avventura e nemmeno di grandi pellegrinaggi in giro per il mondo, ma quello di Lorenzo Calamai lo definirei piuttosto un viaggio attraverso l’animo umano. A dar vita alle pagine del libro sono infatti storie di persone, a parlare sono ragazzi di strada, bambini abbandonati, famiglie che vivono al limite della sopravvivenza, malati, storpi, dimenticati da tutti in una città così degradata come sa essere Calcutta. Ma a parlare sono anche le voci dei tanti volontari che ogni anno arrivano da tutto il mondo per dare il loro aiuto in uno dei centri di Madre Teresa presenti in tutta l’India. Lorenzo è uno di loro, è lo zio di tanti bambini, è l’amico di molte famiglie, un punto fermo per tanti ragazzi. Lorenzo ci prende per mano e ci accompagna tra gli slum di Calcutta, un formicaio di persone ammassate accanto a cumuli di spazzatura. Ci porta tra i mercati colorati, attraverso strutture fatiscenti, tra i mille volti che abitano le stazioni, tra povertà, storie di solitudine e odori che fanno mancare il fiato. Ma soprattutto ci porta a Prem Dan, un centro gestito dalle suore di Madre Teresa che accoglie persone malate, moribondi, gente di strada e uomini con problemi mentali. Come Somnapal, piccoletto, guance scavate, soffre di una grave forma di diabete e la sua famiglia non riesce a sostenere i costi delle cure. C’è Maidul, malato di tubercolosi e la madre ogni giorno percorre in autobus un tragitto di due ore per andare a trovarlo; c’è Jonassie, uno scheletro rivestito da un sottile strato di pelle che si sta lasciando morire, esausto al pensiero di continuare quella vita. E poi ci sono le suore, sempre attente, riconoscono i pazienti, si ricordano i nomi, la malattia e le cure. Parlano, ascoltano, si occupano delle famiglie, dei volontari, sempre sorridenti, sempre una parola per tutti. Lasciando a casa convinzioni, pregiudizi e stereotipi occidentali, Lorenzo si lascia semplicemente vivere da una realtà completamente diversa dalla nostra dove la sola sua presenza permette a qualcuno di non morire per strada. È un libro che ci parla della paura, quella dell'abbandono, della solitudine, dell'incertezza in una città infernale come Calcutta. Ma ci parla anche di speranza, di cambiamenti, di voglia di vivere attraverso le storie che abitano quella che Dominique Lapierre ha definito “La città della gioia”.

Lorenzo Calamai, nato a Firenze nel 1969, vive una parte dell’anno in Toscana occupandosi di agriturismo, e l’altra parte a Calcutta lavorando come volontario con le suore di Madre Teresa. Con Edizioni della Meridiana ha già pubblicato “Stracci leggeri” nel 2002.

Recensione di Paola Pedrini

AFRIASIA di Edoardo Agresti

Africa, Asia, Edoardo Agresti, Ettore Mo, Fotografia, India, Indonesia, Marocco, Mozambico, Oriana Fallaci, Paolo Ciampi, Viaggi, Yemen No Comments »

Una raccolta di 80 immagini in grande formato scattate nei due continenti nel corso di 7 anni di lavori, frutto di reportage di viaggi dal 2000 al 2007. Parte degli scatti sono stati fatti nel corso dei Nikon School Travel, viaggi fotografici condotti da Edoardo Agresti. La sequenza delle foto è volutamente in antitesi con il nome del libro. Afriasia infatti indica un percorso dall'Africa all'Asia ma in realtà le foto sono state inserite seguendo un cammino Est-Ovest. Questo perché nella mente di Edoardo Agresti c'è piuttosto un percorso ideale che segue il naturale correre del sole, una via circolare logica. Da Bali della prima foto, fino al Marocco dell'ultima. Non sono state scelte l’Africa e l’Asia – dalla cui contrazione nasce il titolo del libro – per fotografare i poveri e mostrare la malattia, la sporcizia o il degrado, come normalmente si associa a queste parti del mondo. Certo viaggiando ci si imbatte nella disperazione e nella miseria, ma non era e non è quello l’obbiettivo del fotografo. Ha scelto questi due continenti per conoscere ed esplorare mondi totalmente diversi da quello in cui vive. Civiltà e società, alcune volte povere e disperatamente tragiche, complicate e interessanti, ma nel contempo piene e vibranti di vita.

L'India, ad esempio, in tal senso è unica. Terzani la descrive in maniera sublime: «Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. In India si pensano altri pensieri.»

Ma anche lo Yemen in Medioriente o il Mozambico nell’Africa centrale sono dei paesi che non puoi non amare e in cui gli stimoli alla cattura delle immagini sono continui. Agresti si cala in un altro mondo che non è fisico ma mentale, cerca di predisporre e sincronizzare cuore, mente e obiettivo della macchina fotografica con l'ambiente fatto di luoghi e persone. La foto deve essere esteticamente bella e riflettere l'anima del soggetto, tirare fuori la sintesi, sia questo un paesaggio o una persona. «Come da sempre i miei scatti non sono fotografie di denuncia sociale o di guerra, non vogliono shockare violentemente né tantomeno essere dei saggi giornalistici; assolutamente non sono una cartolina stereotipata. Quello che mi interessa e che fa parte della mia continua ricerca, è la forza intrinseca, magari contraddittoria, che voglio emerga da ogni singolo scatto.»

Edoardo Agresti è fotografo ufficiale del Nikon Professional Team e coordinatore a livello nazionale della Nikon School Travel. E’ membro della FEP – Federation of European Photographers, del Wedding PhotoJournalistic Association, della Artistic Guild WPJA, della ISPWP e socio fondatore della Best Of Wedding Photography. Nel 2010 ha superato brillantemente lo screening ottenendo la qualifica QIP – Qualified Italian Photographer e subito dopo la qualifica QEP – Qualified European Photographer. E’ stato eletto nel 2008 e nel 2009 “Fotografo dell’anno” dall’associazione nazionale fotografi di matrimonio www.anfm.it ed è vincitore di numerosi riconoscimenti: nel 2010 il 1° premio assoluto nella categoria Reportage all'International Awards di Orvieto nonché Bronze e Silver Awards nella categoria Matrimonio e Bronze Award nella sezione "landscape" del prestigioso SONY PROPHOTO AWARDS 2010.

www.edoardoagresti.it

Recensione di Paola Pedrini

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INDIA DEL SUD: NELLA TERRA DEGLI DEI di Pierpaolo Di Nardo

Guide, India, Pierpaolo Di Nardo, Polaris No Comments »

La guida raccoglie 15 anni di viaggi, racconti, sguardi e incontri. Frutto di intensi giorni passati in India, questo lavoro mette insieme cartine e disegni fatti a mano, fotografie e musiche, cerimonie sacre vissute nei templi, appunti (scritti in treno) sul cinema, sul teatro e sulla spiritualità dell’India. Chilometri percorsi a piedi nelle campagne tropicali del Maharastra; tempo sospeso sulle acque immobili delle backwaters del Kerala; il traffico creativo di Mumbai e quello flemmatico dei mercati delle tribù dell’Orissa; la scoperta dei meravigliosi templi medievali del Karnataka; le danze ed i canti dei pellegrini nelle città storiche del Tamil Nadu; l’ombra delle palme delle spiagge di Goa; il paradiso marino delle Isole Laccadive e delle Isole Andamane. Musica, cinema, teatro, danza, storia dell’arte, ayurveda, yoga sono tutti argomenti trattati nella guida che è anche ricca di cartine, itinerari classici o inconsueti (raccontati in prima persona), approfondimenti culturali sulla storia e sulla vita religiosa del paese.

Tra il 1996 e il 2010 Pierpaolo di Nardo è stato in India circa settanta volte. Prima come accompagnatore di viaggi e poi per interesse personale ha vissuto a New Delhi e a Chennai per lunghi periodi, cercando di stabilire rapporti profondi con gli indiani e partecipando alla vita quotidiana in tutte le sue manifestazioni. Ha percorso migliaia di chilometri per le strade del Rajasthan mischiandosi tra contadini e mercanti di bestiame; ha esplorato gran parte del Ladakh in una delle zone himalayane meno conosciute; ha navigato sulle sacre acque della Yamuna e del Gange; si è appassionato alle culture e alle filosofie induista e buddista approfondendo la sua conoscenza nei templi e nei monasteri; ha conosciuto star di Bollywood e capi villaggio delle ricche campagne. Oggi si occupa di India e non ne può più fare a meno.

“L’India entra una sola volta nella vita per non uscirne più. Una volta venuti a contatto con l’India non se ne può più fare a meno. L’India è una porta sempre aperta. Ma la cosa che fra tutte ci attrae è l’incontro con un mondo altro, un mondo assai distante dalla nostra concezione del tempo e della vita, ma vicino all’umano sentire, un mondo in grado di costruire ponti tra noi e noi.”

Recensione di Paola Pedrini

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INDIA DEL NORD: TRECENTOTRENTAMILIONI DI DEI E UN POPOLO SOLO di Pierpaolo Di Nardo

Guide, India, Pierpaolo Di Nardo, Polaris No Comments »

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Quelle della casa editrice Polaris non sono sicuramente le classiche guide. Non troverete indicazioni sui migliori ristoranti del Paese e non otterrete nemmeno consigli su alloggi più o meno economici. Quello che troverete sarà invece un vero e proprio “compagno di viaggio”, sarà un’avventura fuori dalle solite rotte turistiche, una guida che vi prenderà per mano e vi condurrà alla scoperta di uno dei luoghi più spirituali e complessi del mondo, l’India. Vi offrirà dettagliati itinerari di viaggio costellati di episodi, racconti e incontri; vi parlerà della musica e del cinema indiano, del teatro e degli dèi indù, vi porterà alla scoperta dei tesori dei Maharaja del Rajasthan, sulle rive del Gange nella città sacra di Benares, negli sperduti monasteri del Ladakh nella valle dell’Indo, nelle valli del Sikkim ai piedi dell’Himalaya, nelle strade affollate di Calcutta e di Delhi, e tra le tribù remote dell’Arunachal Pradesh. E infine il Gujarat, terra di Jainisti e di pastori Rabari, raramente inserito nei percorsi turistici, offrirà la possibilità di addentrarsi nell’India delle grandi estensioni rurali, nei villaggi sperduti dei pastori Rabari, nel Rann of Kuntch.

Informazioni utili per l’organizzazione e per muoversi nel Nord dell’India sono accompagnate da dettagliate cartine, foto in bianco e nero e a colori. Le regioni del Nord trattate sono: Rajastan, Uttar Pradesh, Ladakh, West Bengala, Sikkim, Punjab, Himachal Pradesh, Assam, Aruchanal Pradesh, Kashmir (cenni), Meghalaya, Nagaland, Gujarat.

Recensione di Paola Pedrini

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VIAGGI E ALTRI VIAGGI di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, Australia, India, Italia, Portogallo, Viaggi No Comments »

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Prevenuta, come sempre. Come ogni volta che prendo in mano il libro di un autore famoso e di cui si legge nella piega di copertina “Proposto dal Pen club italiano all’accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura”. E invece ecco, una bella sorpresa paragonabile a una calda giornata di sole in pieno inverno. Di una semplicità disarmante, condito con una sensibilità delicata per i dettagli. Dimenticatevi parole pompose (anche se le descrizioni come quella di Gaudì – “il geniale architetto modernista la cui concezione dello spazio sembra appartenere più alle libere associazioni dello stato onirico che alle leggi di Euclide” – sono davvero da palato fine), in queste pagine ci si innamora di piccoli capitoli e frasi che finiscono magari con un familiare “si sta bene”.

Ha quasi i tratti di una guida turistica (ci accompagna tra Firenze e Bombay, Australia e Lisbona e un’innumerevole quantità di altri paesi), ma con quella rara capacità di stimolare curiosità e voglia di partire, che a lui sicuramente non mancano.

Sdogana la figura del turista, ci fa sentire sulla pelle e capire cos’è la Saudade, ci accompagna tra le strade di Buenos Aires con Borges, ci ricorda che “peccato che la vita sia una sola” e che “è un mistero, e a volte fa spavento”. Mi piacerebbe darne una definizione sua, ma l’unica che mi viene in mente è solo… bello.

Sconsigliato a chi ha in cantiere il sogno di scrivere un libro, perchè questo, penso, sia quello che ognuno di noi avrebbe voluto scrivere.

Recensione di Paola Annoni

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UN MONDO CHE NON ESISTE PIU’ di Tiziano Terzani

Cambogia, Cina, Filippine, Fotografia, Giappone, India, Nepal, Reportage, Russia, Singapore, Thailandia, Tiziano Terzani, Vietnam No Comments »

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“Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.”

Anche se Tiziano Terzani è famoso per i suoi reportage dall’Asia, non era solo uno scrittore. Spesso accompagnava i suoi articoli con fotografie scattate con una vecchia Leica che teneva sempre al collo. Come diceva lui, lo rassicurava del fatto che, se gli fossero mancate le parole, una traccia di ricordo gli sarebbe rimasta nella pellicola.

Terzani ci ha lasciato in eredità tantissime fotografie di un mondo che non c’è più. A mettere ordine nel caos di centinaia di foto ci ha pensato il figlio Folco, che in questo meraviglioso libro accompagna gli scatti in bianco e nero con i testi tratti dai libri del padre. Una perfetta fusione di immagini e parole che ci porta nel Vietnam in guerra del ’73, nella Cina post Mao, nel Giappone degli anni ’80, a scoprire la caduta dell’impero sovietico e a incontrare l’umanità dell’India. E’ un viaggio nel tempo, in realtà ormai scomparse, e queste foto hanno sempre una storia da narrare. Raccontano anche la storia dell’autore, il quale, in una bellissima fotografia diventa parte integrante di questo mondo, con la lunga barba bianca si confonde con i personaggi dei suoi libri. E’ il simbolo della profonda sensibilità di questo reporter, che al pari di Riszard Kapuscinski, nel fare il suo mestiere entra a contatto con l’altro e si mette al suo livello, per poterlo capire e raccontare la sua realtà.

Questo libro è un buon punto di partenza per scoprire Tiziano Terzani e per chi lo conosce già per vedere i luoghi e i volti da lui descritti. Un libro che fa venire anche a noi la voglia di andare “alla ricerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo solo letto”.

Recensione di Gianni Mezzadri

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TRENI – NOVE VIAGGI AI CONFINI DEL MONDO E DELLA STORIA di Ettore Mo

Afghanistan, Cile, Etiopia, Ettore Mo, Gibuti, Grecia, India, Mauritania, Polonia, Thailandia, Viaggi No Comments »

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Dal Sahara alla Birmania, dal Corno d’Africa alle Ande, le avventure di un grande reporter, Ettore Mo, che tra il 2003 e il 2004 ha percorso migliaia di chilometri in treno tra vagoni di terza classe e viaggi nella memoria. Una lunga scorribanda ferroviaria che conduce il lettore da un pellegrinaggio al ponte sul fiume Kwai, costruito dai giapponesi grazie al lavoro, in condizioni disumane, dei prigionieri alleati, a un’escursione a Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya, sul trenino costruito per la villeggiatura dell’aristocrazia britannica in India. Dall’Afghanistan liberato dai talebani alla Russia divisa tra la rinascita della fede ortodossa e i detriti del comunismo, fino all’America Latina delle feste indie e delle miserie contemporanee. E ancora, una locomotiva a vapore polacca, il percorso di Che Guevara lungo la Cordigliera della Ande, il Birmania Express.

Una carrellata di reportage sui treni apparsa sul Corriere della Sera raccolti e rielaborati per il libro. Un’inchiesta che scaturisce dal desiderio dell’autore di riscattare in qualche modo il treno, riaffermandone l’utilità e l’attualità della sua funzione. Sono stati privilegiati i vecchi convogli passeggeri e anche alcuni dei più obsoleti e ansimanti treni merci che hanno avuto o continuano ad avere un ruolo importante nella storia e nella vita economico-sociale dei loro Paesi. “…è stato bello vedere il mondo da vicino, affacciato ai finestrini, con uomini, animali e case che puoi toccare semplicemente allungando una mano.” 

Ogni treno rappresenta un mondo, una raccolta di immagini, luoghi e personaggi oltre il vetro. È un’avventura ferroviaria, un nuovo genere di nomadismo, è la storia che ci viene incontro attraverso il finestrino. È un susseguirsi di appunti, di cartoline e di incontri, di quelli straordinari e indimenticabili. È il tempo sospeso nei ricordi di persone, dialoghi e vicende. È un viaggio tra magie, misteri e leggende in alcune delle zone più remote del mondo e dentro le storie delle persone che le abitano.

Recensione di Paola Pedrini

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IL SESSO INUTILE di Oriana Fallaci

Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Oriana Fallaci, Pakistan, Reportage, Stati Uniti, Usi e costumi No Comments »

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“Il sesso inutile”: ovvero le donne. Titolo provocatorio, come del resto è stata tutta la sua vita. “Sesso inutile”, due parole distrattamente pronunciate dalle labbra di un’amica infelice e riutilizzate da Oriana Fallaci per chiarire fin dall’inizio il tono di uno dei primi grandi reportage a firma di una giornalista e scrittrice che della provocazione fece una delle sue armi vincenti. Voce appassionata e coraggiosa,  inviata in prima linea sui fronti di guerra, intraprendente e aggressiva, ha discusso con le più alte personalità della politica internazionale, Oriana Fallaci ha cambiato il modo di fare giornalismo in Italia. 

Dalla proposta di Arrigo Benedetti, allora direttore de “L’Europeo”, il libro è un’inchiesta che riflette la condizione femminile nel mondo, principalmente in Oriente. Il libro, pubblicato nel 1961 e tradotto all’estero con undici edizioni straniere, risponde sul campo ad alcune domande chiave sull’universo femminile. «Dove vivono le donne più felici? E le donne, quando sono felici, perché lo sono e in relazione a che cosa? È possibile individuare un “pianeta delle donne” ben distinto, nei problemi e nelle ambizioni, da un “pianeta degli uomini”?» Nella prefazione al libro, scriveva la Fallaci: «Per quanto mi è possibile, evito sempre di scrivere sulle donne e sui problemi che riguardano le donne. Non so perché, la cosa mi mette a disagio, mi appare ridicola. Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico».

Dopo circa cinquantamila chilometri di viaggio  alla ricerca di tracce di felicità e in compagnia del fotografo Duilio Pallottelli, Oriana è tornata con un rapporto originale, imprevedibile e divertente, che apparve in parte sulle colonne del “L’Europeo”, da Karachi a New York, passando per India, Indonesia, Hong Kong e Giappone. A Karachi in Pakistan assiste al matrimonio di una sposa bambina e si ribella all’idea delle donne velate (“più che un velo è un lenzuolo il quale le copre dalla testa ai piedi come un sudario”); a New Delhi incontra Rajkumari Amrit Kaur, figura di grande potere in India, e le sembra che assomigli a sua nonna; in Malesia conosce le matriarche che vivono nella giungla; a Singapore c’è la scrittrice Han Suyin, che sente subito amica; a Hong Kong le cinesi non hanno più i piedi fasciati ma le intoccabili abitano ancora sulle barche, senza mai scendere a terra; a Tokio è smarrita di fronte all’impenetrabilità delle giapponesi e a Kyoto affronta il mistero delle geishe; alle Hawaii cerca invano i segni di un’esistenza originaria intatta.

Il viaggio si conclude a New York, dove il progresso ha reso più facile la vita delle donne costringendole a confrontarsi con “un mondo di uomini deboli, incatenati a una schiavitù che essi stessi alimentano e di cui non sanno liberarsi”.

Oriana Fallaci (1929-2006), fiorentina, è stata definita “uno degli autori più letti ed amati del mondo” dal rettore del Columbia College of Chicago che le ha conferito la laurea ad honorem in letteratura. Ha intervistato i grandi della Terra e come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti più importanti del nostro tempo, dal Vietnam al Medio Oriente.

Recensione di Paola Pedrini

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