L’INFINITO VIAGGIARE di Claudio Magris
Australia, Cina, Claudio Magris, Germania, Maldive, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Vietnam No Comments »

L’infinito viaggiare (Mondadori, pp. 243, € 8,80) è il frammentato insieme di racconti, impressioni e scorci di mondo raccolti dall’autore tra il 1984 al 2004. Più che racconti sono riflessioni di personali momenti di viaggio, esperienze non scritte in presa diretta, ma rielaborate nella tranquillità di casa. La peculiarità del libro è di poter leggere “col senno di poi” parole e impressioni immerse nel momento, come la cronaca dei sentimenti popolari dei “non berlinesi” a un anno di distanza dalla caduta del muro di Berlino.
Offre ottimi spunti di indagine su quelle minoranza italiane che tendiamo a trascurare (di cici e sorbi ammetto di aver ignorato l’esistenza fino ad oggi), interessanti e curiosi i racconti dai freddi paesi del nord Europa, e dalle paradossali realtà cinesi e vietnamite. Nonostante le buone premesse il libro è faticoso, il linguaggio forbito e non scorrevole: in ogni pagina esce il professore in cattedra che è in lui, che purtroppo non riesce a coinvolgere il lettore.
La delusione sta nell’aspettarsi un libro di viaggio, che “l’infinito viaggiare”, non è. Il lettore cerca nelle pagine sentimenti, colori dei paesaggi, il calore delle persone dei luoghi visitati, invece si ritrova solo a chiedersi il suo livello di ignoranza di fronte a citazioni dotte e ricercate. Una visita alla casa di Dostoevskij si trasforma in un dibattito letterario, un viaggio in Iran l’occasione per mettere a confronto civiltà orientale e occidentale. La sensazione che ho percepito è il suo non volersi immergere nei luoghi che visita, il restare turista distaccato, come se cercasse solo spunti per poi documentarsi sui libri. Consigliato agli appassionati di storia, sconsigliato a chi ama viaggiare anche attraverso le pagine di un libro.
Recensione di Paola Annoni





Quaranta giorni di navigazione per coprire una rotta di 27000 chilometri. Un percorso che porta il protagonista, nonché autore del libro, Alex Roggero, dalla baia di Sydney a La Spezia.Quello narrato in prima persona in Australian Cargo (Feltrinelli, pp. 177, € 7,00) è il racconto di un passeggero imbarcatosi sulla nave mercantile Optimism, non di una comoda crociera attrezzata ad ospitare turisti in cerca di svago e divertimento. Questa scelta rende la lettura ancor più interessante perché dipinge a tratti la vita dei marinai, descrive le loro giornate, il loro modo di impegnare il tempo libero (non essendoci donne a bordo l’unica consolazione è data dall’alcol) e la loro organizzazione “gerarchica”.Le lunghe ore trascorse in mezzo all’oceano, in balìa delle onde e delle tempeste lasciano ad Alex molto tempo per pensare, per riflettere sulla propria esperienza e sulla propria scelta: il motivo per cui si era avventurato nella lontana terra australiana, infatti, era stato quello di ripercorrere le tappe che, decenni prima, avevano visto protagonista il nonno. Ed è così che mentre il cargo naviga i mari del mondo, attraverso i ricordi del protagonista, il lettore si trova a percorrere migliaia di chilometri sui vagoni dell’Indian Pacific, immerso nella sabbia rossa del deserto, che lascia poi spazio al bush del Queensland per sfociare infine nella grande barriera corallina, sulle coste orientali del continente.Si tratta di un viaggio in solitario ma ricco di incontri interessanti, come quello con le tartarughe giganti, di personaggi singolari, resi spesso burberi e scontrosi dall’asprezza della terra che abitano, e di orizzonti desolati, selvaggi, capaci però di suscitare forti emozioni in chi, come Roggero, ha la fortuna di visitarli.Un viaggio fra mari che toccano il cielo e polverosi deserti sconfinati che riconducono lentamente il protagonista in Italia, verso la civiltà e la storia. 