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LA CINTURA DI FUOCO di Alberto Bagus

Alberto Bagus, Filippine, Indonesia, Malaysia, Viaggi No Comments »

La cintura di fuoco è il primo di una serie di romanzi che raccontano il mondo visto e vissuto da Alberto Bagus. L'autore è al tempo stesso la voce narrante e il personaggio dei suoi libri. Bagus, “l'uomo buono” così come lo tradurrebbero in Indonesia, nasce nel momento che precede l'evento liberatorio dell'imminente partenza, quando chiude lo zaino da sei chili che si porta appresso nei suoi viaggi e si imbarca sull'aereo che lo porterà a destinazione.

Magro, lo sguardo torvo e il pensiero aguzzo come la lama del coltello di quei pirati che percorrevano molte delle sue rotte, Alberto Bagus è uno sconosciuto Indiana Jones, grande avventuriero, anche se a detta sua, poco avventuroso, o per usare una sua espressione “andrei volentieri sempre in prima classe ma a volte si trova solo una canoa e un remo”.  E' un uomo d'altri tempi, un esploratore cresciuto a pane e libri, ricco di quei valori che hanno ancora solo le persone che non sono nate con le tasche piene di denaro. Già dalla prima pagina si definisce un “uomo in fuga”. Da cosa fugge, egli non lo dice, ma dai pensieri che traspaiono tra le righe dei suoi racconti, è facile intuire che fugga dalla realtà effimera di una società dominata dai media, dai gossip, dall’apparenza e dalla conseguente assenza di sincere relazioni umane.

Il viaggio in paesi lontani, mondi a noi paralleli, diventa per il protagonista e poi per il lettore che lo legge, un'opportunità di crescita interiore. Pur percependo nei suoi racconti una sottile vena di pessimismo, appare evidente che ciò che muove Alberto Bagus è l'amore per la vita, vita di cui egli cerca disperatamente una forma a lui più simile tra popolazioni apparentemente primitive, in società dove per l'uomo appare normale aiutare una donna sconosciuta e dove ogni donna trova normale ringraziarlo con tutta se stessa, poiché solo nella semplicità, nella naturalità dei comportamenti umani si cela l'essenza della nostra esistenza.

Ogni suo viaggio inizia con l'acquisto di una carta geografica, passa attraverso lo studio attento della storia, delle usanze e persino della lingua per poi prendere forma attraverso un semplice biglietto aereo. Viaggia da solo in territori sconosciuti e l’unica guida che utilizza sono i fili invisibili della grande rete, che utilizza come fossero lunghi tentacoli esploratori da cui si fa precedere. Così raggiunge i posti più remoti, spesso senza aver alcun’idea di come c’è riuscito ed alla fine ogni luogo è per lui l’emozione genuina della sorpresa, che poi diventerà una pagina di un libro, ed è a quel punto che anche il lettore ne viene a conoscenza, perché Bagus è molto bravo a rendere parole quelle emozioni. Poiché è un uomo semplice, mentre li racconta i suoi viaggi sembrano facili ma a ben guardare non lo sono affatto. Attraverso questa esplorazione quasi sistematica del ricchissimo patrimonio artistico e culturale delle sue mete, Bagus ci dona un prezioso sguardo sull'universo variegato del pensiero e delle culture umane.

La cintura di fuoco narra un viaggio attraverso Malaysia, Indonesia e Filippine, con una minuziosa descrizione dei luoghi e della gente che Bagus incontra, ma il libro non è un diario. E’ una scatola di ricordi in cui, ogni volta che si apre, si trova qualche pensiero nuovo che in prima lettura era passato inosservato e alla fine si scopre che quanto vi si legge è solo la superficie esterna di un viaggio interiore che le pagine del romanzo ci portano a fare. Un libro da leggere ma soprattutto da rileggere. In qualche modo, Bagus riesce a far prendere coscienza al lettore di come le diverse culture inquinino l'individuo, e di come nei momenti in cui si pensa e si agisce da persone libere, ci si senta felici e si ha coscienza del perché si è al mondo. Basta una donna che per dormire ha bisogno dell'abbraccio di un uomo, anche se è uno sconosciuto, o il contatto fisico nella folla perché l'Indonesia è un paese densamente popolato, o il cercare durante il viaggio la compagnia di una qualche donna perché uomini e donne siamo esseri complementari che si appartengono, per accorgersi di essere liberi. La libertà è poter fissare in un museo dei ricordi e non necessariamente delle forme d'arte, la libertà è poter godere d’immagini negate dalla religione, la libertà è sentirsi al sicuro tra le braccia di uno sconosciuto o potersi intristire per comportamenti innaturali.

Nel libro si incontrano diverse culture e religioni, descritte attraverso quanto si tramanda nelle architetture e nei musei, e ciò che più sorprende nella descrizione che ne fa Bagus, è che lui è un viaggiatore senza pregiudizi che non filtra con la propria cultura ciò che vede e poi racconta. Forse ci sta dicendo che i momenti di felicità sono quelli in cui dei nostri pregiudizi ci si riesce a liberare.

Recensione di Luisa Degrassi

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AFRIASIA di Edoardo Agresti

Africa, Asia, Edoardo Agresti, Ettore Mo, Fotografia, India, Indonesia, Marocco, Mozambico, Oriana Fallaci, Paolo Ciampi, Viaggi, Yemen No Comments »

Una raccolta di 80 immagini in grande formato scattate nei due continenti nel corso di 7 anni di lavori, frutto di reportage di viaggi dal 2000 al 2007. Parte degli scatti sono stati fatti nel corso dei Nikon School Travel, viaggi fotografici condotti da Edoardo Agresti. La sequenza delle foto è volutamente in antitesi con il nome del libro. Afriasia infatti indica un percorso dall'Africa all'Asia ma in realtà le foto sono state inserite seguendo un cammino Est-Ovest. Questo perché nella mente di Edoardo Agresti c'è piuttosto un percorso ideale che segue il naturale correre del sole, una via circolare logica. Da Bali della prima foto, fino al Marocco dell'ultima. Non sono state scelte l’Africa e l’Asia – dalla cui contrazione nasce il titolo del libro – per fotografare i poveri e mostrare la malattia, la sporcizia o il degrado, come normalmente si associa a queste parti del mondo. Certo viaggiando ci si imbatte nella disperazione e nella miseria, ma non era e non è quello l’obbiettivo del fotografo. Ha scelto questi due continenti per conoscere ed esplorare mondi totalmente diversi da quello in cui vive. Civiltà e società, alcune volte povere e disperatamente tragiche, complicate e interessanti, ma nel contempo piene e vibranti di vita.

L'India, ad esempio, in tal senso è unica. Terzani la descrive in maniera sublime: «Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. In India si pensano altri pensieri.»

Ma anche lo Yemen in Medioriente o il Mozambico nell’Africa centrale sono dei paesi che non puoi non amare e in cui gli stimoli alla cattura delle immagini sono continui. Agresti si cala in un altro mondo che non è fisico ma mentale, cerca di predisporre e sincronizzare cuore, mente e obiettivo della macchina fotografica con l'ambiente fatto di luoghi e persone. La foto deve essere esteticamente bella e riflettere l'anima del soggetto, tirare fuori la sintesi, sia questo un paesaggio o una persona. «Come da sempre i miei scatti non sono fotografie di denuncia sociale o di guerra, non vogliono shockare violentemente né tantomeno essere dei saggi giornalistici; assolutamente non sono una cartolina stereotipata. Quello che mi interessa e che fa parte della mia continua ricerca, è la forza intrinseca, magari contraddittoria, che voglio emerga da ogni singolo scatto.»

Edoardo Agresti è fotografo ufficiale del Nikon Professional Team e coordinatore a livello nazionale della Nikon School Travel. E’ membro della FEP – Federation of European Photographers, del Wedding PhotoJournalistic Association, della Artistic Guild WPJA, della ISPWP e socio fondatore della Best Of Wedding Photography. Nel 2010 ha superato brillantemente lo screening ottenendo la qualifica QIP – Qualified Italian Photographer e subito dopo la qualifica QEP – Qualified European Photographer. E’ stato eletto nel 2008 e nel 2009 “Fotografo dell’anno” dall’associazione nazionale fotografi di matrimonio www.anfm.it ed è vincitore di numerosi riconoscimenti: nel 2010 il 1° premio assoluto nella categoria Reportage all'International Awards di Orvieto nonché Bronze e Silver Awards nella categoria Matrimonio e Bronze Award nella sezione "landscape" del prestigioso SONY PROPHOTO AWARDS 2010.

www.edoardoagresti.it

Recensione di Paola Pedrini

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INDIA DEL SUD: NELLA TERRA DEGLI DEI di Pierpaolo Di Nardo

Guide, India, Pierpaolo Di Nardo, Polaris No Comments »

La guida raccoglie 15 anni di viaggi, racconti, sguardi e incontri. Frutto di intensi giorni passati in India, questo lavoro mette insieme cartine e disegni fatti a mano, fotografie e musiche, cerimonie sacre vissute nei templi, appunti (scritti in treno) sul cinema, sul teatro e sulla spiritualità dell’India. Chilometri percorsi a piedi nelle campagne tropicali del Maharastra; tempo sospeso sulle acque immobili delle backwaters del Kerala; il traffico creativo di Mumbai e quello flemmatico dei mercati delle tribù dell’Orissa; la scoperta dei meravigliosi templi medievali del Karnataka; le danze ed i canti dei pellegrini nelle città storiche del Tamil Nadu; l’ombra delle palme delle spiagge di Goa; il paradiso marino delle Isole Laccadive e delle Isole Andamane. Musica, cinema, teatro, danza, storia dell’arte, ayurveda, yoga sono tutti argomenti trattati nella guida che è anche ricca di cartine, itinerari classici o inconsueti (raccontati in prima persona), approfondimenti culturali sulla storia e sulla vita religiosa del paese.

Tra il 1996 e il 2010 Pierpaolo di Nardo è stato in India circa settanta volte. Prima come accompagnatore di viaggi e poi per interesse personale ha vissuto a New Delhi e a Chennai per lunghi periodi, cercando di stabilire rapporti profondi con gli indiani e partecipando alla vita quotidiana in tutte le sue manifestazioni. Ha percorso migliaia di chilometri per le strade del Rajasthan mischiandosi tra contadini e mercanti di bestiame; ha esplorato gran parte del Ladakh in una delle zone himalayane meno conosciute; ha navigato sulle sacre acque della Yamuna e del Gange; si è appassionato alle culture e alle filosofie induista e buddista approfondendo la sua conoscenza nei templi e nei monasteri; ha conosciuto star di Bollywood e capi villaggio delle ricche campagne. Oggi si occupa di India e non ne può più fare a meno.

“L’India entra una sola volta nella vita per non uscirne più. Una volta venuti a contatto con l’India non se ne può più fare a meno. L’India è una porta sempre aperta. Ma la cosa che fra tutte ci attrae è l’incontro con un mondo altro, un mondo assai distante dalla nostra concezione del tempo e della vita, ma vicino all’umano sentire, un mondo in grado di costruire ponti tra noi e noi.”

Recensione di Paola Pedrini

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INDIA DEL NORD: TRECENTOTRENTAMILIONI DI DEI E UN POPOLO SOLO di Pierpaolo Di Nardo

Guide, India, Pierpaolo Di Nardo, Polaris No Comments »

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Quelle della casa editrice Polaris non sono sicuramente le classiche guide. Non troverete indicazioni sui migliori ristoranti del Paese e non otterrete nemmeno consigli su alloggi più o meno economici. Quello che troverete sarà invece un vero e proprio “compagno di viaggio”, sarà un’avventura fuori dalle solite rotte turistiche, una guida che vi prenderà per mano e vi condurrà alla scoperta di uno dei luoghi più spirituali e complessi del mondo, l’India. Vi offrirà dettagliati itinerari di viaggio costellati di episodi, racconti e incontri; vi parlerà della musica e del cinema indiano, del teatro e degli dèi indù, vi porterà alla scoperta dei tesori dei Maharaja del Rajasthan, sulle rive del Gange nella città sacra di Benares, negli sperduti monasteri del Ladakh nella valle dell’Indo, nelle valli del Sikkim ai piedi dell’Himalaya, nelle strade affollate di Calcutta e di Delhi, e tra le tribù remote dell’Arunachal Pradesh. E infine il Gujarat, terra di Jainisti e di pastori Rabari, raramente inserito nei percorsi turistici, offrirà la possibilità di addentrarsi nell’India delle grandi estensioni rurali, nei villaggi sperduti dei pastori Rabari, nel Rann of Kuntch.

Informazioni utili per l’organizzazione e per muoversi nel Nord dell’India sono accompagnate da dettagliate cartine, foto in bianco e nero e a colori. Le regioni del Nord trattate sono: Rajastan, Uttar Pradesh, Ladakh, West Bengala, Sikkim, Punjab, Himachal Pradesh, Assam, Aruchanal Pradesh, Kashmir (cenni), Meghalaya, Nagaland, Gujarat.

Recensione di Paola Pedrini

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VIAGGI E ALTRI VIAGGI di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, Australia, India, Italia, Portogallo, Viaggi No Comments »

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Prevenuta, come sempre. Come ogni volta che prendo in mano il libro di un autore famoso e di cui si legge nella piega di copertina “Proposto dal Pen club italiano all’accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura”. E invece ecco, una bella sorpresa paragonabile a una calda giornata di sole in pieno inverno. Di una semplicità disarmante, condito con una sensibilità delicata per i dettagli. Dimenticatevi parole pompose (anche se le descrizioni come quella di Gaudì – “il geniale architetto modernista la cui concezione dello spazio sembra appartenere più alle libere associazioni dello stato onirico che alle leggi di Euclide” – sono davvero da palato fine), in queste pagine ci si innamora di piccoli capitoli e frasi che finiscono magari con un familiare “si sta bene”.

Ha quasi i tratti di una guida turistica (ci accompagna tra Firenze e Bombay, Australia e Lisbona e un’innumerevole quantità di altri paesi), ma con quella rara capacità di stimolare curiosità e voglia di partire, che a lui sicuramente non mancano.

Sdogana la figura del turista, ci fa sentire sulla pelle e capire cos’è la Saudade, ci accompagna tra le strade di Buenos Aires con Borges, ci ricorda che “peccato che la vita sia una sola” e che “è un mistero, e a volte fa spavento”. Mi piacerebbe darne una definizione sua, ma l’unica che mi viene in mente è solo… bello.

Sconsigliato a chi ha in cantiere il sogno di scrivere un libro, perchè questo, penso, sia quello che ognuno di noi avrebbe voluto scrivere.

Recensione di Paola Annoni

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UN MONDO CHE NON ESISTE PIU’ di Tiziano Terzani

Cambogia, Cina, Filippine, Fotografia, Giappone, India, Nepal, Reportage, Russia, Singapore, Thailandia, Tiziano Terzani, Vietnam No Comments »

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“Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.”

Anche se Tiziano Terzani è famoso per i suoi reportage dall’Asia, non era solo uno scrittore. Spesso accompagnava i suoi articoli con fotografie scattate con una vecchia Leica che teneva sempre al collo. Come diceva lui, lo rassicurava del fatto che, se gli fossero mancate le parole, una traccia di ricordo gli sarebbe rimasta nella pellicola.

Terzani ci ha lasciato in eredità tantissime fotografie di un mondo che non c’è più. A mettere ordine nel caos di centinaia di foto ci ha pensato il figlio Folco, che in questo meraviglioso libro accompagna gli scatti in bianco e nero con i testi tratti dai libri del padre. Una perfetta fusione di immagini e parole che ci porta nel Vietnam in guerra del ’73, nella Cina post Mao, nel Giappone degli anni ’80, a scoprire la caduta dell’impero sovietico e a incontrare l’umanità dell’India. E’ un viaggio nel tempo, in realtà ormai scomparse, e queste foto hanno sempre una storia da narrare. Raccontano anche la storia dell’autore, il quale, in una bellissima fotografia diventa parte integrante di questo mondo, con la lunga barba bianca si confonde con i personaggi dei suoi libri. E’ il simbolo della profonda sensibilità di questo reporter, che al pari di Riszard Kapuscinski, nel fare il suo mestiere entra a contatto con l’altro e si mette al suo livello, per poterlo capire e raccontare la sua realtà.

Questo libro è un buon punto di partenza per scoprire Tiziano Terzani e per chi lo conosce già per vedere i luoghi e i volti da lui descritti. Un libro che fa venire anche a noi la voglia di andare “alla ricerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo solo letto”.

Recensione di Gianni Mezzadri

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I WANT TO ROCK YOUR GIPSY SOUL di Filippo Mari

Australia, Filippo Mari, Irlanda, Nuova Zelanda, Thailandia, Viaggi No Comments »

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“I Want to rock Your gipsy soul”. La traduzione letterale non rende realmente il significato del libro. Il titolo ideale forse sarebbe stato “Pronti, partenza… scantati!”, diario dell’autore, Filippo Mari, accompagnato dalla fidanzata del tempo, Mara, in 15 mesi di viaggio lavoro tra Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Thailandia. Diario, libro… più che altro è un manuale per spingere la gente a viaggiare, a spostarsi e a crescere attraverso viaggi e la conoscenza di nuovi mondi, facendo qualsiasi lavoro e, nel limite del possibile, qualsiasi tipo di esperienza.

Durante i lunghi mesi si passa dal classico cameriere al giardiniere all’ostello, dal raccogliere lattuga iceberg all’addetto alle gare di taglio di legnaSituazioni precarie, vita da veri backpackers, ma con quella dote stupenda di riuscire ancora a godere del solo stare al mondo (meglio della gioia degli abitanti di Ingham dove capitano un giorno in cui “la città stava aspettando da tempo il passaggio di un trasporto eccezionale”).

Ti fa sentire un po’ “sfigato” ad essere ancora seduto sulla sedia a leggere e non attaccato a internet a cercare un biglietto aereo e a frugare tra le peripezie burocratiche per avere un visto per lavorare in Australia, ma forse è l’effetto che vuole raggiungere.

Sintetico, senza dilungamenti nè descrizioni infinite di paesaggi o autoelogi… pura sostanza. Il promemoria che il libro mi lascia è la voglia di partire, poter vedere quel cielo dove “Le stelle erano enormi come alle grandi altitudini e se ne vedevano mille cadere ogni notte tant’è che non avevo più desideri”. Consigliato per chi non ha tempo da perdere… a leggere (e vuole solo partire).

Per acquistare il libro: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=535072

Recensione di Paola Annoni

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TRENI – NOVE VIAGGI AI CONFINI DEL MONDO E DELLA STORIA di Ettore Mo

Afghanistan, Cile, Etiopia, Ettore Mo, Gibuti, Grecia, India, Mauritania, Polonia, Thailandia, Viaggi No Comments »

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Dal Sahara alla Birmania, dal Corno d’Africa alle Ande, le avventure di un grande reporter, Ettore Mo, che tra il 2003 e il 2004 ha percorso migliaia di chilometri in treno tra vagoni di terza classe e viaggi nella memoria. Una lunga scorribanda ferroviaria che conduce il lettore da un pellegrinaggio al ponte sul fiume Kwai, costruito dai giapponesi grazie al lavoro, in condizioni disumane, dei prigionieri alleati, a un’escursione a Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya, sul trenino costruito per la villeggiatura dell’aristocrazia britannica in India. Dall’Afghanistan liberato dai talebani alla Russia divisa tra la rinascita della fede ortodossa e i detriti del comunismo, fino all’America Latina delle feste indie e delle miserie contemporanee. E ancora, una locomotiva a vapore polacca, il percorso di Che Guevara lungo la Cordigliera della Ande, il Birmania Express.

Una carrellata di reportage sui treni apparsa sul Corriere della Sera raccolti e rielaborati per il libro. Un’inchiesta che scaturisce dal desiderio dell’autore di riscattare in qualche modo il treno, riaffermandone l’utilità e l’attualità della sua funzione. Sono stati privilegiati i vecchi convogli passeggeri e anche alcuni dei più obsoleti e ansimanti treni merci che hanno avuto o continuano ad avere un ruolo importante nella storia e nella vita economico-sociale dei loro Paesi. “…è stato bello vedere il mondo da vicino, affacciato ai finestrini, con uomini, animali e case che puoi toccare semplicemente allungando una mano.” 

Ogni treno rappresenta un mondo, una raccolta di immagini, luoghi e personaggi oltre il vetro. È un’avventura ferroviaria, un nuovo genere di nomadismo, è la storia che ci viene incontro attraverso il finestrino. È un susseguirsi di appunti, di cartoline e di incontri, di quelli straordinari e indimenticabili. È il tempo sospeso nei ricordi di persone, dialoghi e vicende. È un viaggio tra magie, misteri e leggende in alcune delle zone più remote del mondo e dentro le storie delle persone che le abitano.

Recensione di Paola Pedrini

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NON DITE A SANDOKAN CHE SONO STATO QUI di Simone Mariotti

Malaysia, Simone Mariotti, Viaggi No Comments »

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Promotore finanziario, editorialista del quotidiano La Voce di Romagna, appassionato viaggiatore, Simone Mariotti lascia per un mese il burrascoso mondo della finanza per immergersi in quello rigoglioso e selvaggio dell’isola del Borneo, la terza al mondo per superficie e la maggiore dell’arcipelago indonesiano. Simone ci guida alla scoperta di una terra ricca di colori e profumi intensi, di scenari naturalistici semplicemente splendidi, in uno dei Paesi più cosmopoliti del mondo, esempio di tolleranza civile e religiosa. Affascinato dalle letture di Salgari e dal personaggio di Sandokan, Simone esplora il Borneo malese in lungo e in largo fuori dalle solite rotte battute dai turisti, da solo e con lo zaino in spalla, addentrandosi negli altipiani più sperduti e camminando per interi giorni nella foresta pluviale tra sanguisughe, farfalle giganti e piante carnivore.

I dayachi delle avventure salgariane e gli Iban un tempo tagliatori di teste sono sempre lì, ma la loro esistenza è naturalmente cambiata. Vivono ancora in case comuni costruite l’una accanto all’altra, in genere su palafitte, così da costituire un’unica casa molto lunga detta longhouse. Ma non praticano più l’antico rituale di tagliare le teste, considerate un tempo sede dell’anima e il cervello contenuto una fonte preziosissima di energia. Appese nelle capanne del villaggio fornivano la forza sufficiente a tenere lontane le avversità finché qualche altra disgrazia non giungeva a turbare il quieto vivere della comunità, e allora si ripartiva alla caccia di altre teste. Oggi sono comunità gentili e curiose che accolgono i turisti con il sorriso, canti e danze, lieti di mostrare usi e abitudini locali. Simone ci dà un assaggio della loro accoglienza pernottando come ospite nelle abitazioni e raccogliendosi intorno al fuoco della loro vita quotidiana per mangiare, chiacchierare o giocare con i numerosi bambini delle comunità.

Durante la sua esperienza incontra anche molti altri viaggiatori e con alcuni nasceranno delle vere e proprie amicizie. «Di quelle che, rispetto a una semplice conoscenza, possono vantare di aver condiviso qualcosa di unico, le cui sensazioni resteranno sempre con te, anche se il periodo insieme era durato poco più di una manciata di giorni».

Recensione di Paola Pedrini

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TERRE DEL SILENZIO – Around the world sulla Strada dei Re di Andrea Carrà

Andrea Carrà, Giordania, Siria, Turchia, Viaggi No Comments »

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Dopo il viaggio in moto in solitaria nella fredda Islanda (narrato nel primo volume di Terre del Silenzio), Andrea Carrà affronta, sempre accompagnato dalla sua fidata BMW, il caldo torrido dei territori mediorientali. Partendo da Genova ha a disposizione solo 15 giorni per raggiungere il Mar Rosso ad Aqaba e ritornare a casa. Il fattore tempo è determinante, è un limite dettato dal fatto che l’autore ha una famiglia e un datore di lavoro a cui rendere conto, ma questo non gli cancella i sogni di avventura, un esempio da seguire per tutti quelli che pensano che un viaggio del genere non sia accessibile a persone che conducono una vita “normale”. Certo, è un’esperienza impegnativa, che richiede preparazione e pianificazione, ma che sicuramente regala emozioni e ricordi difficili da dimenticare.

Anche questo libro si intitola Terre del silenzio, un silenzio visto come “ricerca e contemplazione, come scelta che agevola la riflessione e il contatto profondo con l’ambiente esterno, silenzio come punto di partenza alla ricerca di ciò che dentro di noi ci è sconosciuto, per capire meglio quello che ci circonda”.

Il viaggio si snoda attraverso Turchia, Siria e Giordania, luoghi ricchissimi di storia, ma anche spazi aperti dove la sensazione di libertà e fortissima. Ma è anche un viaggio estenuante, dove il caldo torrido, oltre ad essere un elemento di disturbo, può diventare un vero pericolo. Alla fine sono le persone il ricordo più intenso: bambini e adulti, specialmente in Siria, hanno una gentilezza e una genuina ospitalità che è difficile da incontrare. In appendice si trova un importante breviario del motociclista viaggiatore, molto utile per chi vuole affrontare un’esperienza di questo tipo.

Il libro, ricco di belle fotografie che illustrano il viaggio e ci fanno immergere ancora di più nello spirito del deserto, è in vendita sul sito www.andre4x4.com e il ricavato sosterrà la diffusione delle iniziative dell’organizzazione umanitaria Onlus “Bambini nel deserto”.

Recensione di Gianni Mezzadri

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