payday loans car Insurance

TEMPO LENTO di Dario Sorgato

Dario Sorgato, Spagna, Viaggi 1 Comment »

 

Shhh. Fermati. Con calma. Questo sembrano dire le pagine di "Tempo Lento", la seconda opera di Dario Sorgato. Nelle pagine dello scrittore veneto si susseguono i passi lungo Cammino di Santiago, con il suo ritmo, il suo tempo. Strada. Tanta. Ma più verso sè stesso che verso la meta canonica. E' raggiungere la capacità di essere soli in mezzo alla gente, saper mantere il proprio spazio di solitudine anche quando c'è la gioia di percorrere della strada insieme. E' un continuo inno alla vita. Si sciolgono parole di consapevolezza ad ogni tappa percorsa, e queste grida, queste parole, ti rimangono incollate sulla pelle. "Mi piace la vita, mi piace vivere, mi piace godere dei momento felici e aspettare che passino quelli tristi, appropriandomi anche di quelli… il confine tra la vita e la morte è così leggero che tendiamo a non vederlo e a dimenticarcene".
Ma non è questo il punto. Questo libro non va letto per curiosità, per ripercorrere le già lette e rilette tappe del cammino di Santiago noiosamenente raccontate da autori più o meno famosi. Questo libro va letto. Punto. Per riappropriarsi del tempo, per capire il tempo. Va fatto per sè stessi, perchè a tutti "manca il tempo", ma forse solo perchè non sappiamo farci amicizia e usarlo a dovere.

Lo stile di scrittura è candenzato, volutamente rallentato, ma scorre bene. L'autore ama la natura, i dettagli, basta un caffè caldo o un sorriso amichevole per cambiargli la giornata. E il bello è proprio questo, non fa il "San Francesco dei giorni d'oggi", sa bene cos'è una birra e una serata con gli amici… forse ha solo capito come dovrebbe girare il mondo.

Recensione di Paola Annoni

Acquista una copia

PEDALANDO IN ALASKA MI SONO PERSO I PENSIERI di Fabio Consoli

Alaska, Fabio Consoli, Stati Uniti, Viaggi 1 Comment »

 

Un viaggio a due ruote nella “terra estrema”, l’estrema avventura, “the last frontier” per gli americani. Un diario illustrato che racconta avventura ed emozioni e un progetto di solidarietà che abbatte ogni frontiera. Il risultato di questa trascrizione spontanea di pensieri è un racconto vero, pieno di emozioni, pieno di errori. Un racconto arricchito da bellissimi disegni realizzati da Fabio Consoli con uno stile originale e suggestivo. È un resoconto impulsivo e semplice di un viaggio in bici, per andare piano, godersi ogni singolo secondo passato sulla strada, per sentire l’odore delle piante e impiegare un mese per percorrere la strada che in aereo si farebbe in due ore.

“Questo é il mio diario illustrato. Non parla di grandi conquiste o di imprese fuori dal normale. Parla del viaggio in bici fatto in Alaska nel luglio del 2008. 1340 km attraverso “la terra estrema”. Ho dormito in tenda e sacco a pelo, ho bevuto l’acqua dei ruscelli, mi sono lavato, poco, nei fiumi gelati. Credetemi, niente di eccezionale. Un viaggio che chiunque potrebbe fare, basta solo volerlo intensamente. Ho provato a trascrivere i pensieri così come mi sono venuti, senza filtro, senza elaborazioni. Ho percorso Chilometri e chilometri in solitudine ore ed ore a pedalare nel silenzio assoluto. Una sorta di meditazione in movimento. Penso che sia l’unico modo per entrare in contatto diretto con la natura selvaggia. Anche l’unico modo per poter abbracciare gli alberi e parlare con gli animali senza essere preso per il culo. Come tutte le belle storie speravo in un lieto fine, ma c’è stato un sogno. Qualcosa andrà storto”.

Con la magia che soltanto le cose nobili sanno far scaturire, questo libro permetterà anche di volare da un continente all’altro, dalla fredda Alaska al torrido Burkina Faso. Il libro, infatti, sarà offerto a fronte di una donazione minima di 10 Euro che verrà destinata al progetto di prevenzione e cura dell’Aids pediatrico gestito dalla Ong CIAI presso l’Ospedale S. Camillo di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso.

Fabio Consoli vive e lavora ad Acicastello (CT) come graphic designer. Dal 2003 al 2010 ha pedalato in Francia, Olanda, Belgio, Irlanda, Alaska, New York, New Jersey, California, Patagonia, Uganda, Marocco, Cambogia, Thailandia, Vietnam. Nel 2008 ha avviato il progetto “Cycling for children” per la raccolta fondi destinata ai bambini del sud del mondo.

www.fabioconsoli.blogspot.com

Recensione di Paola Pedrini

LA CINTURA DI FUOCO di Alberto Bagus

Alberto Bagus, Filippine, Indonesia, Malaysia, Viaggi No Comments »

La cintura di fuoco è il primo di una serie di romanzi che raccontano il mondo visto e vissuto da Alberto Bagus. L'autore è al tempo stesso la voce narrante e il personaggio dei suoi libri. Bagus, “l'uomo buono” così come lo tradurrebbero in Indonesia, nasce nel momento che precede l'evento liberatorio dell'imminente partenza, quando chiude lo zaino da sei chili che si porta appresso nei suoi viaggi e si imbarca sull'aereo che lo porterà a destinazione.

Magro, lo sguardo torvo e il pensiero aguzzo come la lama del coltello di quei pirati che percorrevano molte delle sue rotte, Alberto Bagus è uno sconosciuto Indiana Jones, grande avventuriero, anche se a detta sua, poco avventuroso, o per usare una sua espressione “andrei volentieri sempre in prima classe ma a volte si trova solo una canoa e un remo”.  E' un uomo d'altri tempi, un esploratore cresciuto a pane e libri, ricco di quei valori che hanno ancora solo le persone che non sono nate con le tasche piene di denaro. Già dalla prima pagina si definisce un “uomo in fuga”. Da cosa fugge, egli non lo dice, ma dai pensieri che traspaiono tra le righe dei suoi racconti, è facile intuire che fugga dalla realtà effimera di una società dominata dai media, dai gossip, dall’apparenza e dalla conseguente assenza di sincere relazioni umane.

Il viaggio in paesi lontani, mondi a noi paralleli, diventa per il protagonista e poi per il lettore che lo legge, un'opportunità di crescita interiore. Pur percependo nei suoi racconti una sottile vena di pessimismo, appare evidente che ciò che muove Alberto Bagus è l'amore per la vita, vita di cui egli cerca disperatamente una forma a lui più simile tra popolazioni apparentemente primitive, in società dove per l'uomo appare normale aiutare una donna sconosciuta e dove ogni donna trova normale ringraziarlo con tutta se stessa, poiché solo nella semplicità, nella naturalità dei comportamenti umani si cela l'essenza della nostra esistenza.

Ogni suo viaggio inizia con l'acquisto di una carta geografica, passa attraverso lo studio attento della storia, delle usanze e persino della lingua per poi prendere forma attraverso un semplice biglietto aereo. Viaggia da solo in territori sconosciuti e l’unica guida che utilizza sono i fili invisibili della grande rete, che utilizza come fossero lunghi tentacoli esploratori da cui si fa precedere. Così raggiunge i posti più remoti, spesso senza aver alcun’idea di come c’è riuscito ed alla fine ogni luogo è per lui l’emozione genuina della sorpresa, che poi diventerà una pagina di un libro, ed è a quel punto che anche il lettore ne viene a conoscenza, perché Bagus è molto bravo a rendere parole quelle emozioni. Poiché è un uomo semplice, mentre li racconta i suoi viaggi sembrano facili ma a ben guardare non lo sono affatto. Attraverso questa esplorazione quasi sistematica del ricchissimo patrimonio artistico e culturale delle sue mete, Bagus ci dona un prezioso sguardo sull'universo variegato del pensiero e delle culture umane.

La cintura di fuoco narra un viaggio attraverso Malaysia, Indonesia e Filippine, con una minuziosa descrizione dei luoghi e della gente che Bagus incontra, ma il libro non è un diario. E’ una scatola di ricordi in cui, ogni volta che si apre, si trova qualche pensiero nuovo che in prima lettura era passato inosservato e alla fine si scopre che quanto vi si legge è solo la superficie esterna di un viaggio interiore che le pagine del romanzo ci portano a fare. Un libro da leggere ma soprattutto da rileggere. In qualche modo, Bagus riesce a far prendere coscienza al lettore di come le diverse culture inquinino l'individuo, e di come nei momenti in cui si pensa e si agisce da persone libere, ci si senta felici e si ha coscienza del perché si è al mondo. Basta una donna che per dormire ha bisogno dell'abbraccio di un uomo, anche se è uno sconosciuto, o il contatto fisico nella folla perché l'Indonesia è un paese densamente popolato, o il cercare durante il viaggio la compagnia di una qualche donna perché uomini e donne siamo esseri complementari che si appartengono, per accorgersi di essere liberi. La libertà è poter fissare in un museo dei ricordi e non necessariamente delle forme d'arte, la libertà è poter godere d’immagini negate dalla religione, la libertà è sentirsi al sicuro tra le braccia di uno sconosciuto o potersi intristire per comportamenti innaturali.

Nel libro si incontrano diverse culture e religioni, descritte attraverso quanto si tramanda nelle architetture e nei musei, e ciò che più sorprende nella descrizione che ne fa Bagus, è che lui è un viaggiatore senza pregiudizi che non filtra con la propria cultura ciò che vede e poi racconta. Forse ci sta dicendo che i momenti di felicità sono quelli in cui dei nostri pregiudizi ci si riesce a liberare.

Recensione di Luisa Degrassi

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

AFRIASIA di Edoardo Agresti

Africa, Asia, Edoardo Agresti, Ettore Mo, Fotografia, India, Indonesia, Marocco, Mozambico, Oriana Fallaci, Paolo Ciampi, Viaggi, Yemen No Comments »

Una raccolta di 80 immagini in grande formato scattate nei due continenti nel corso di 7 anni di lavori, frutto di reportage di viaggi dal 2000 al 2007. Parte degli scatti sono stati fatti nel corso dei Nikon School Travel, viaggi fotografici condotti da Edoardo Agresti. La sequenza delle foto è volutamente in antitesi con il nome del libro. Afriasia infatti indica un percorso dall'Africa all'Asia ma in realtà le foto sono state inserite seguendo un cammino Est-Ovest. Questo perché nella mente di Edoardo Agresti c'è piuttosto un percorso ideale che segue il naturale correre del sole, una via circolare logica. Da Bali della prima foto, fino al Marocco dell'ultima. Non sono state scelte l’Africa e l’Asia – dalla cui contrazione nasce il titolo del libro – per fotografare i poveri e mostrare la malattia, la sporcizia o il degrado, come normalmente si associa a queste parti del mondo. Certo viaggiando ci si imbatte nella disperazione e nella miseria, ma non era e non è quello l’obbiettivo del fotografo. Ha scelto questi due continenti per conoscere ed esplorare mondi totalmente diversi da quello in cui vive. Civiltà e società, alcune volte povere e disperatamente tragiche, complicate e interessanti, ma nel contempo piene e vibranti di vita.

L'India, ad esempio, in tal senso è unica. Terzani la descrive in maniera sublime: «Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. In India si pensano altri pensieri.»

Ma anche lo Yemen in Medioriente o il Mozambico nell’Africa centrale sono dei paesi che non puoi non amare e in cui gli stimoli alla cattura delle immagini sono continui. Agresti si cala in un altro mondo che non è fisico ma mentale, cerca di predisporre e sincronizzare cuore, mente e obiettivo della macchina fotografica con l'ambiente fatto di luoghi e persone. La foto deve essere esteticamente bella e riflettere l'anima del soggetto, tirare fuori la sintesi, sia questo un paesaggio o una persona. «Come da sempre i miei scatti non sono fotografie di denuncia sociale o di guerra, non vogliono shockare violentemente né tantomeno essere dei saggi giornalistici; assolutamente non sono una cartolina stereotipata. Quello che mi interessa e che fa parte della mia continua ricerca, è la forza intrinseca, magari contraddittoria, che voglio emerga da ogni singolo scatto.»

Edoardo Agresti è fotografo ufficiale del Nikon Professional Team e coordinatore a livello nazionale della Nikon School Travel. E’ membro della FEP – Federation of European Photographers, del Wedding PhotoJournalistic Association, della Artistic Guild WPJA, della ISPWP e socio fondatore della Best Of Wedding Photography. Nel 2010 ha superato brillantemente lo screening ottenendo la qualifica QIP – Qualified Italian Photographer e subito dopo la qualifica QEP – Qualified European Photographer. E’ stato eletto nel 2008 e nel 2009 “Fotografo dell’anno” dall’associazione nazionale fotografi di matrimonio www.anfm.it ed è vincitore di numerosi riconoscimenti: nel 2010 il 1° premio assoluto nella categoria Reportage all'International Awards di Orvieto nonché Bronze e Silver Awards nella categoria Matrimonio e Bronze Award nella sezione "landscape" del prestigioso SONY PROPHOTO AWARDS 2010.

www.edoardoagresti.it

Recensione di Paola Pedrini

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

UN DOLLARO MILLE CHILOMETRI di Dominique Lapierre

Canada, Dominique Lapierre, Messico, Stati Uniti, Viaggi No Comments »

Anche il viaggio più lungo comincia con un passo, e la strada letteraria di Dominique Lapierre comincia qui, con una scommessa, con una sfida con sè stesso: attraversare due continenti con soli diecimila franchi. E’ un’avventura fuori tempo (la vicenda è ambientata nel 1949), con la dolcezza che si trova riaprendo un quaderno delle elementari, con l’entusiasmo di un’avventura in pieno stile “Stand by me”. L’autore per sopravvivere e continuare il suo viaggio deve gettarsi in qualsiasi occasione lavorativa che gli capita, da lavavetri a investigatore privato per sè stesso, a caccia delle sue valigie rubate. Attraverso Messico, Stati Uniti e Canada vive avventure e disavventure, raccontate con uno stile semplice in cui il tempi verbali al presente fanno percepire ancora di più la spontaneità dell’autore.

Tutte le coincidente fortunate che lo accompagnano lasciano un po’ perplessi (proprio quando ha più bisogno arrivano pranzi gratis, soldi e aiuti da generosi appassionati della sua storia), ma come si fa a puntare il dito contro chi ha il coraggio di dire “La vita è bella, e io mi lascio vivere”?

Promette cartoline dalla Francia a chiunque lo aiuti, esprime stupore e meraviglia ad ogni occasione, ha lo spirito d’avventura che tutti dovremmo avere…e se anche lo stile è quello che è (se dopo Lapierre è diventato uno scrittore di fama mondiale ci sarà un motivo…), “Un dollaro, mille chilometri” va letto, anche solo per ricordarci i sogni che dovremmo o avremmo dovuto inseguire.

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

AFROZAPPING di Sergio Ramazzotti

Africa, Reportage, Sergio Ramazzotti, Viaggi No Comments »

Odi et amo. O sarebbe meglio dire, ti amo con il cuore pieno di profonda rabbia. Questa è l’Africa di Sergio Ramazzotti raccontata attraverso episodi, ricordi e sensazioni personali, nelle pagine di Afrozapping. Le pagine e i racconti si alternano mischiandosi come in un piatto, sapori forti, colorati, a volte dolci altre piccanti come un peperoncino che finisce per sbaglio in una forchettata: ma questa è l’Africa. Appunti di viaggio che si susseguono tra la spiritualità magica e primitiva che resta intrinseca in ogni livello sociale, paesaggi meravigliosi “con il fascino non meno misterioso di quello di una bella donna alla quale sia stato fatto un occhio nero”, commerci e truffe voglie di rivoluzione e rabbia repressa. Parla con la libertà di chi conosce profondamente la terra che sta calpestando e la sua gente, non trattiene commenti e pensieri vomitati fuori con qualche birra di troppo in corpo.

“L’Africa sembrava volerci comunicare che la sua tragica arretratezza era funzionale alla sua sopravvivenza”, Madre Natura impone la sua volontà e l’uomo occidentale con i suoi aiuti umanitari non è un sostegno reale, storie antiche di schiavi, problemi attuali, aids, guerre, poesia di “un’Africa ben strana,ma forse è solo come ci aspettiamo che debba essere”, tanti viaggi che diventano esperienza e una raccolta di pezzi di vita che esprimono quell’ Africa “ dove non esistono i paesi” e dove i confini servono solo “a delimitare le proprietà dei dittatori.”

I capitoli non sono collegati tra loro, ma questo non è un libro che può essere letto a rate, una paginetta per volta. Solo leggendolo tutto d’un fiato se ne coglie l’essenza, il caldo, la rabbia e l’amore. Odi et amo. Non potrebbe essere espresso in modo migliore.

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

VIAGGI E ALTRI VIAGGI di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, Australia, India, Italia, Portogallo, Viaggi No Comments »

tabucchi.jpg

Prevenuta, come sempre. Come ogni volta che prendo in mano il libro di un autore famoso e di cui si legge nella piega di copertina “Proposto dal Pen club italiano all’accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura”. E invece ecco, una bella sorpresa paragonabile a una calda giornata di sole in pieno inverno. Di una semplicità disarmante, condito con una sensibilità delicata per i dettagli. Dimenticatevi parole pompose (anche se le descrizioni come quella di Gaudì – “il geniale architetto modernista la cui concezione dello spazio sembra appartenere più alle libere associazioni dello stato onirico che alle leggi di Euclide” – sono davvero da palato fine), in queste pagine ci si innamora di piccoli capitoli e frasi che finiscono magari con un familiare “si sta bene”.

Ha quasi i tratti di una guida turistica (ci accompagna tra Firenze e Bombay, Australia e Lisbona e un’innumerevole quantità di altri paesi), ma con quella rara capacità di stimolare curiosità e voglia di partire, che a lui sicuramente non mancano.

Sdogana la figura del turista, ci fa sentire sulla pelle e capire cos’è la Saudade, ci accompagna tra le strade di Buenos Aires con Borges, ci ricorda che “peccato che la vita sia una sola” e che “è un mistero, e a volte fa spavento”. Mi piacerebbe darne una definizione sua, ma l’unica che mi viene in mente è solo… bello.

Sconsigliato a chi ha in cantiere il sogno di scrivere un libro, perchè questo, penso, sia quello che ognuno di noi avrebbe voluto scrivere.

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (4 votes, average: 9.50 out of 10)
Loading ... Loading ...

I WANT TO ROCK YOUR GIPSY SOUL di Filippo Mari

Australia, Filippo Mari, Irlanda, Nuova Zelanda, Thailandia, Viaggi No Comments »

want-to-rock-your-gipsy-soul.jpg

“I Want to rock Your gipsy soul”. La traduzione letterale non rende realmente il significato del libro. Il titolo ideale forse sarebbe stato “Pronti, partenza… scantati!”, diario dell’autore, Filippo Mari, accompagnato dalla fidanzata del tempo, Mara, in 15 mesi di viaggio lavoro tra Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Thailandia. Diario, libro… più che altro è un manuale per spingere la gente a viaggiare, a spostarsi e a crescere attraverso viaggi e la conoscenza di nuovi mondi, facendo qualsiasi lavoro e, nel limite del possibile, qualsiasi tipo di esperienza.

Durante i lunghi mesi si passa dal classico cameriere al giardiniere all’ostello, dal raccogliere lattuga iceberg all’addetto alle gare di taglio di legnaSituazioni precarie, vita da veri backpackers, ma con quella dote stupenda di riuscire ancora a godere del solo stare al mondo (meglio della gioia degli abitanti di Ingham dove capitano un giorno in cui “la città stava aspettando da tempo il passaggio di un trasporto eccezionale”).

Ti fa sentire un po’ “sfigato” ad essere ancora seduto sulla sedia a leggere e non attaccato a internet a cercare un biglietto aereo e a frugare tra le peripezie burocratiche per avere un visto per lavorare in Australia, ma forse è l’effetto che vuole raggiungere.

Sintetico, senza dilungamenti nè descrizioni infinite di paesaggi o autoelogi… pura sostanza. Il promemoria che il libro mi lascia è la voglia di partire, poter vedere quel cielo dove “Le stelle erano enormi come alle grandi altitudini e se ne vedevano mille cadere ogni notte tant’è che non avevo più desideri”. Consigliato per chi non ha tempo da perdere… a leggere (e vuole solo partire).

Per acquistare il libro: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=535072

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (8 votes, average: 9.13 out of 10)
Loading ... Loading ...

HASTA LA FIN DEL MUNDO …IN VESPA di Lorenzo Franchini

Argentina, Lorenzo Franchini, Viaggi No Comments »

vespa_libro.jpg

Solitamente i libri di viaggio sono diari e racconti di sogni che gli autori sono riusciti a realizzare, magari sogni di infanzia o “missioni” che si sono messi in testa. Qui in più, c’è passione pura. “Hasta la Fin del Mundo …in Vespa” è lo strano diario di un gruppo “che più misto non si può” di appassionati di viaggi e ovviamente devoti alle loro Vespe. Ammetto, sono salita su una Vespa una volta in vita mia e non sono sicuramente appassionata di motori, eppure sciogliendo la perplessità delle prime pagine di Lorenzo Franchini mi sembra si essermi avvicinata a questo mondo. Missione: partire da Buenos Aires per arrivare a Ushuaia, estremo sud della Tierra del Fuego. Il libro si divide fondamentalmente in due parti, la preparazione al viaggio e il folle raid sulla Ruta 40 attraverso le solitarie terre patagoniche.

Lo stile è strano, tutta la prima parte è composta dagli scambi di mail tra Luca, “capo” della spedizione  (descritto “deliziosamente ” nella sua autodefinizione in una delle tante mail “Luca non ha manie di protagonismo, nè smania di fare il capitano… non facciamo puttanate tipo votazioni democratiche a gogò, c’è una sola persona che decide, cioè io…è impossibile accontentare tutti”), e i partecipanti provenienti dalle più disparate zone italiane (con aggiunte dal resto del mondo!).

E poi, il viaggio. In ventotto. Persone che bene o male non si conoscono, di età, mentalità ed estrazione diverse: così nasce la magia in questo raid folle su la famosa strada con sassi grandi come patate e paesaggi mozzafiato. Capita ovviamente di tutto, tra incidenti (non troppo gravi, ma forse sarebbe meglio non chiederlo al “turbo” che è tornato a casa con una gamba ingessata), scismi interni, riso freddo incubo di ogni intestino, fast food (dove “fast” è sinonimo di buona volontà e scarsi risultati”), e un boccone amaro chiamato “cueva” da mandar giù.

Un viaggio folle e divertente che è riuscito inaspettatamente a coinvolgermi fino a commuovermi nel finale (no, nessun finale ad effetto, è quello che si immagina, arrivano tutti e son tutti felici, non è un romanzo!). La scrittura è scorrevole, condita spesso con una buona dose di accenti dialettali romanacci o biascicatamente veneti (forse un po’ alcolici!). Da leggere, per capire che nessuna impresa è poi, in fondo, troppo folle.

Per informazioni http://findelmundovespa.tk/

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (7 votes, average: 9.29 out of 10)
Loading ... Loading ...

TRENI – NOVE VIAGGI AI CONFINI DEL MONDO E DELLA STORIA di Ettore Mo

Afghanistan, Cile, Etiopia, Ettore Mo, Gibuti, Grecia, India, Mauritania, Polonia, Thailandia, Viaggi No Comments »

treni.jpg

Dal Sahara alla Birmania, dal Corno d’Africa alle Ande, le avventure di un grande reporter, Ettore Mo, che tra il 2003 e il 2004 ha percorso migliaia di chilometri in treno tra vagoni di terza classe e viaggi nella memoria. Una lunga scorribanda ferroviaria che conduce il lettore da un pellegrinaggio al ponte sul fiume Kwai, costruito dai giapponesi grazie al lavoro, in condizioni disumane, dei prigionieri alleati, a un’escursione a Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya, sul trenino costruito per la villeggiatura dell’aristocrazia britannica in India. Dall’Afghanistan liberato dai talebani alla Russia divisa tra la rinascita della fede ortodossa e i detriti del comunismo, fino all’America Latina delle feste indie e delle miserie contemporanee. E ancora, una locomotiva a vapore polacca, il percorso di Che Guevara lungo la Cordigliera della Ande, il Birmania Express.

Una carrellata di reportage sui treni apparsa sul Corriere della Sera raccolti e rielaborati per il libro. Un’inchiesta che scaturisce dal desiderio dell’autore di riscattare in qualche modo il treno, riaffermandone l’utilità e l’attualità della sua funzione. Sono stati privilegiati i vecchi convogli passeggeri e anche alcuni dei più obsoleti e ansimanti treni merci che hanno avuto o continuano ad avere un ruolo importante nella storia e nella vita economico-sociale dei loro Paesi. “…è stato bello vedere il mondo da vicino, affacciato ai finestrini, con uomini, animali e case che puoi toccare semplicemente allungando una mano.” 

Ogni treno rappresenta un mondo, una raccolta di immagini, luoghi e personaggi oltre il vetro. È un’avventura ferroviaria, un nuovo genere di nomadismo, è la storia che ci viene incontro attraverso il finestrino. È un susseguirsi di appunti, di cartoline e di incontri, di quelli straordinari e indimenticabili. È il tempo sospeso nei ricordi di persone, dialoghi e vicende. È un viaggio tra magie, misteri e leggende in alcune delle zone più remote del mondo e dentro le storie delle persone che le abitano.

Recensione di Paola Pedrini

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (1 votes, average: 9.00 out of 10)
Loading ... Loading ...


   Designed By:  SadhWeb Directory  &  WP Theme

Sponsored By:  Affiliate Marketing Blog  &  Paid Directory