payday loans car Insurance

GÜLE GÜLE di Mario Biondi

Algeria, Giordania, Iran, Istanbul, Mario Biondi, Siria, Stati Uniti, Turchia, Viaggi No Comments »

gule-gule.jpg

Si legge assai piacevolmente il peregrinare instancabile e curioso di Mario Biondi, scrittore e viaggiatore, a zonzo per l’area mediterranea e oltre e, a lettura ultimata, sale un benevolo mio pizzico d’invidia nei confronti dell’autore. E’ vero, alcuni dei luoghi che Biondi restituisce alla mia memoria li ho visitati anch’io, ma lui quei posti li ha girati negli anni sessanta e settanta quando viaggiare era ancora (per fortuna) esperienza di quei pochi disposti a spostarsi con ogni mezzo possibile, dormire dove capitava, rinunciare agli agi di casa propria per sentirsi cittadini del mondo in un’epoca priva di internet, di voli charter o low cost e con molte più barriere culturali e geografiche a dividere il mondo.

Mario Biondi ci incanta col suo narrare semplice, scorrevole. Trasmette tutto il suo patrimonio di cultura e di ricordi nelle pagine di questo libro che ci porta a scoprire i bagni turchi, le lunghe strade percorse in lungo e in largo nella polvere dell’Anatolia al limite di ogni sfida a bordo della sua Alfa, le sabbie sahariane, la cultura zoroastra nell’antica Persia, la magia di Istanbul, i colori del deserto giordano, le disavventure egiziane. A tratti il libro (TEA, pp. 247, € 8,40) diviene una piacevole guida turistico-culturale che non ha eguali per spirito e dettagli e così l’intera Anatolia o l’antica Costantinopoli sembrano non riservarci più alcun segreto tra le pagine di un libro dove tanta esperienza di viaggio si unisce con un innato senso dell’umorismo dell’autore quasi che “sorridere” (güle güle, in turco, significa “sorridi, sorridi”, ovvero “Buona fortuna”) possa divenire l’atteggiamento più naturale e sincero per confrontarsi con le altre culture.

Recensione di Stefano Politi Markovina

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (7 votes, average: 5.57 out of 10)
Loading ... Loading ...

NATIONAL GEOGRAPHIC – 120 ANNI DI FOTOGRAFIA

Africa, America, Antartide, Asia, Europa, Fotografia, Oceania No Comments »
national-geographic.jpg

La National Geographic Society ha compiuto 120 anni nel 2008 e fin dai suoi albori questa società no profit ha puntato molto sulla fotografia. L’obiettivo storico è sempre stato di “incrementare e diffondere la conoscenza geografica e allo stesso tempo promuovere la protezione della cultura dell’umanità, della storia e delle risorse naturali” e utilizzando immagini straordinarie, è buon metodo per raggiungere lo scopo. Uno dei fondatori, il celebre inventore Alexander Graham Bell, dichiarava che “il mondo è tutto ciò che contiene” e l’archivio fotografico del National Geographic con 11 milioni di immagini contiene una bella fetta di mondo.

In questo libro (Mondadori, pp. 511, € 39,00) la scelta è stata limitata a 450 fotografie che vanno dalla fine dell’800 ai giorni nostri. Ogni capitolo è diviso in quattro sezioni, le prime fotografie, colore e ottimismo, stile documentaristico e il digitale, ed è chiaro che l’evoluzione tecnologica è stata enorme, ma una buona fotografia è sempre merito del fotografo. Alla fine del volume si trova un’intervista a una curatrice dell’archivio fotografico che fa comprendere quali difficoltà ci sono nel gestire una mole di fotografie così elevata.

Un volume estremamente piacevole da sfogliare, con ottime riproduzioni e adeguate didascalie. La varietà dei soggetti e degli fotografici sono inoltre un ulteriore fattore positivo da non sottovalutare prima di affrontare la spesa. 

Recensione di Gianni Mezzadri  

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (10 votes, average: 5.40 out of 10)
Loading ... Loading ...
   

Il sito di National Geographic 

DESERTI di Carla Perrotti

Africa, America, Bolivia, Botswana, Carla Perrotti, Namibia, Niger, Viaggi No Comments »

 

deserti.jpg

Tre deserti unici e affascinanti, completamente diversi tra loro: Il Tenéré in Niger, il Salar de Uyuni in Bolivia (il più grande bacino salato del mondo ampio 10.000 km quadrati a 3.800 mt di altitudine) e Il Kalahari tra Namibia e Botswana grande 700.000 km quadrati. Tre tra i luoghi più inospitali della terra, abitati da popolazioni antiche che vivono ancora in armonia con la natura. Tre imprese al limite delle possibilità umane, affrontate con grande umiltà e immenso rispetto nei confronti dell’ambiente e di ogni forma di vita.

Una donna, Carla Perrotti, che per circa vent’anni ha organizzato viaggi a scopo esplorativo dai quali ha tratto documentari per la televisione, che a un certo punto della sua vita sente il richiamo del deserto e il desiderio di entrare in contatto con esso. Infatti ci sono sogni che sono dentro di noi fin dall’infanzia, ma che vengono a galla solo con il tempo, a volte risvegliati da particolari situazioni. Per Carla l’idea di attraversare il Sahara insieme alla carovana dei tuareg, detti uomini blu del deserto, e il Salar de Uyuni trainando un carretto, è nata proprio in seguito a dei viaggi effettuati in precedenza in queste zone. E’ stata come una vocazione. Improvvisamente Carla ha sentito dentro di sé la necessità di vivere a stretto contatto con la natura più estrema. Invece la traversata del Kalahari e l’incontro con i componenti di  uno degli ultimi villaggi rimasti di Boscimani, una popolazione antichissima, presente in Africa già ventimila anni or sono, era un sogno adolescenziale. Per Carla, queste imprese non rappresentano una sfida nei confronti della natura ma al contrario un forte bisogno di essere in armonia con essa e di meritarne la stima, cercando di adattarsi ai suoi ritmi e ai suoi equilibri. Per lei la gioia più grande non è mai stata puntare al successo di arrivare al traguardo, ma godersi le sensazioni di ogni attimo durante le traversate, anche tra mille difficoltà e in momenti di grande sofferenza fisica.

Deserti (Corbaccio, pp. 211, € 16,60) è un libro coinvolgente, interessante, pieno di emozioni e ricco di insegnamenti, che aiuta a comprendere il rispetto per l’ambiente e a ritrovare i valori essenziali della vita. In queste pagine non si resta stregati soltanto da alcuni dei luoghi più sperduti e sorprendenti della terra, ma soprattutto dalle popolazioni che ancora li abitano, con le loro tradizioni tribali vecchie migliaia di anni. Tutto ciò può dare alla vita un significato molto più vero e intenso. 

Recensione di Susanna Canetti  

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (6 votes, average: 6.33 out of 10)
Loading ... Loading ...
   

IL GIRO DEL MONDO IN MOTO di Marco Deambrogio

Argentina, Bolivia, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Finlandia, Giappone, Guatemala, Honduras, Marco Deambrogio, Messico, Nicaragua, Panama, Peru, Russia, Stati Uniti, Viaggi 1 Comment »

 

deambrogio.jpg

Esistono sogni irrealizzabili? Dopo aver letto Il giro del mondo in moto (Sperling & Kupfer, pp. 211, € 16,00) la risposta dev’essere per forza no. Dalla visione di una motocicletta abbandonata nel bush australiano è nato il sogno di Marco Deambrogio di fare il giro del mondo su un mezzo simile ed è maturato con la consapevolezza della sua forza e dei suoi limiti.

Partendo dalla pampa Argentina risale l’America latina in modo a dir poco rocambolesco: imprevisti tecnici, pazzi guidatori peruviani, bikers brasiliani, guerriglieri colombiani e una notte in cella sono gli ingredienti giusti che creano la base di empatia per il rapporto perfetto che si instaura tra lettore e scrittore durante il viaggio. Stati uniti, Canada, Alaska, Siberia, Giappone, Russia: sono solo alcune delle tappe di un cammino durato otto mesi, attraverso climi estremi e strade non battute.

E’ proprio il suo modo di viaggiare, di relazionarsi alle persone che appassiona: è un viaggiatore “disorganizzato e fatalista”, si lascia travolgere e coinvolgere dagli eventi definendo  “gli incontri  con le persone lungo la strada..uno dei tesori più preziosi nei quali posso affondare le mani in questo viaggio”. Deambrogio ha imprese incredibili alle spalle, come raggiungere il Polo Nord con gli sci, eppure conserva intatta la capacità di stupirsi ed emozionarsi, incantarsi ancora di fronte alla natura di cui conosce a fondo e rispetta le leggi.

Senza troppa insistenza, riesce anche a mettere in luce numerose tristi realtà che la cronaca tende a ignorare come le condizioni di lavoro delle miniere di rame e argento in Bolivia, o la sua amata e fatiscente Russia post comunista, in cui il il tempo sembra essersi fermato. Ogni pagina diventa un mondo da scoprire, un’avventura non programmata, la scoperta di strane usanze tradizioni e modi di vivere (i motel vietati ai single giapponesi sono un divertente esempio!).

La lettura è piacevole e mai noiosa, condita spesso da riflessioni personali ed emozioni che riportano l’autore al livello di noi comuni mortali dall’olimpo dei viaggiatori folli. Consigliato a chiunque abbia un sogno nel cassetto, a cui manca solo il coraggio di tirarlo fuori.

Recensione di Paola Annoni

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (12 votes, average: 7.25 out of 10)
Loading ... Loading ...
 

IL GIRO DEL MONDO IN BARCASTOP di Alberto Di Stefano

Alberto Di Stefano, Algeria, Australia, Barbados, Bora Bora, Colombia, Ecuador, Figi, Grenada, Guide, Isole Marchesi, Italia, Nuova Zelanda, Panama, Spagna, Tahiti, Tonga, Vanuatu, Venezuela, Viaggi No Comments »

 

barcastop.jpg

La vacanza in barca esercita su molte persone un fascino particolare: il mare, il senso di libertà, i panorami sempre nuovi e uno stile di vita diverso e in un certo senso esclusivo attirano parecchio. Dietro però alla facciata patinata si nascondono parecchie difficoltà che quasi tutti ignorano. Alfredo Di Stefano compie Il giro del mondo in barcastop (Feltrinelli Traveller, pp.386, € 16,50) dopo aver mollato la sua ordinaria ma solida vita milanese per un futuro all’insegna dell’improvvisazione e della precarietà, ma proprio per questo più stimolante. Il libro è un resoconto di questa lunga avventura, una sorta di diario di viaggio, ma anche una guida per chi vuole seguire le sue orme e conoscere quello che ci si può aspettare e partire perciò preparati. E’ vero infatti che viaggiare senza pagare è possibile, ma è altrettanto vero che se non si vuole restare bloccati in qualche porto è necessario conoscere le rotte e i modi in cui procurarsi un passaggio.

I vari capitoli riguardano l’esperienza necessaria, la scelta dell’equipaggio e del capitano, le caratteristiche della barca, la durata del viaggio, le diverse modalità di viaggio negli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, le formalità doganali, le spese da affrontare, i compiti dell’equipaggio, i pericoli e le emergenze, ma soprattutto gli aspetti psicologici della vita a bordo. Si sottovaluta quasi sempre che la convivenza forzata in spazi ristretti porta molto spesso alla nascita di dissapori che a lungo andare possono portare persino a compromettere la sicurezza della navigazione. E’ significativa l’esperienza dell’autore che partito dall’Italia con 10 persone, ha assistito al primo sbarco dopo una settimana e dopo 4 mesi erano rimaste solo 2 persone.

L’alternanza tra la guida e il diario rendono questo libro particolarmente fruibile sia da chi cerca la narrazione delle avventure e delle disavventure affrontate in questo originale modo di viaggiare, sia da chi vuole informazioni, suggerimenti, trucchi e consigli per un viaggio di questo tipo. Anche per decidere di non partire.

Recensione di Gianni Mezzadri  

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (7 votes, average: 5.86 out of 10)
Loading ... Loading ...
   

BUENOS AIRES, LE STRADE DEL VIZIO di Albert Londres

Albert Londres, Argentina, Reportage No Comments »

 

buenos-aires.jpg

Scritto con lo stile del feuilleton, Buenos Aires Le strade del vizio (Excelsior 1881, pp.302, € 14,50) racconta la tratta delle bianche che, nei primi anni del ‘900, rendeva qualsiasi viaggio tra l’Europa e l’Argentina un’avventura a metà strada tra la disperazione e la ricerca dell’Eldorado.

Tutto comincia a Parigi, nel commissariato di Polizia in cui la buoncostume e i garçons della tratta giocano al gatto e al topo, attraverso una sottile linea di compromessi che “regola” l’attività dell’esportazione di “pacchi” (le donne). Compromessi che lo stesso Londres utilizza per carpire le informazioni che utilizza nei suoi reportages, sempre vissuti dall’interno, in incognito, da infiltrato, a contatto diretto con chi il “lavoro sporco lo gestisce”. Il funzionamento della tratta è semplice, le ragazze carine e affamate vengono ammaliate da giovani eleganti che promettono loro una vita migliore in Argentina, vengono sfamate, vestite, imbarcate e una volta sbarcate introdotte al mestiere di prostituta, diventando poi a loro volta le insegnanti delle future intrattenitrici.

E’ con queste premesse che Londres descrive il funzionamento di una società basata sul “commercio” e sullo scambio. Tutto è lecito, nel limite delle regole della mala. Tutto è accettabile, nel limite del miglioramento della propria posizione.

L’obiettivo di Londres è scoprire e descrivere nel dettaglio tutto il funzionamento della tratta, intrufolandosi come “uno che vuole iniziare il mestiere” ne carpisce i segreti e li riporta al lettore cercando di donargli anche il lato umano dei protagonisti della sua storia, senza mai giudicare a priori e anzi, cercando di approfondire tutti gli aspetti della vita alla quale si dedica. Il passo del reportage è dato dal pensiero dello stesso Londres: “Sono voluto scendere negli abissi in cui la società getta quello che la minaccia o che non può mantenere” dice “Ho voluto vedere quello che nessuno vuole più vedere. Giudicare la cosa giudicata”.

Famoso per i suoi reportage dedicati sempre ai “margini” della società, e incentrati su aspetti apparentemente celati dietro alle incongruenze e alle ipocrisie morali della società degli anni 20 Albert Londres, trasuda passione per un mestiere e per la “ricerca” della verità da tutti i punti di vista ed è molto abile nel trasmettere al lettore una realtà schietta e precisa, arricchita di impressioni personali e riflessioni che vanno al di là del giornalismo oggettivo e fanno assumere al reportage l’aria del romanzo.

Buenos Aires le strade del vizio è sicuramente un buon inizio per immaginarsi la vita e l’atmosfera della Buenos Aires del primo ‘900 e appassionarsi allo stesso tempo, ad un continente e ad una città in cui, ieri e oggi, le contraddizioni sono all’ordine del giorno e tutto è ancora possibile. Per chi fosse interessato al racconto “parallelo” della tratta dei neri è disponibile, sempre dello stesso autore, anche “Terre d’Ebano” (Bollati Boringhieri).

Il libro si presenta in un formato particolarmente curato, in cui sono incluse foto d’epoca e biografia dell’autore. L’ideale per chi, oltre ad amare il viaggio e la scoperta, è anche appassionato di libri.

Recensione di Sara Carini 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...
 

COSA TI PORTI DIETRO SE SAI DI NON TORNARE PIU’? di Roberto Di Marco

Autobiografie, Brasile, Cambogia, Etiopia, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Laos, Roberto Di Marco, Romania, Russia, Stati Uniti, Sudafrica, Thailandia, Yemen No Comments »

 

cosa-ti-porti.jpg

Molte persone sognano di mollare tutto e cambiare vita trasferendosi in un paese straniero, soprattutto quando la vita quotidiana risulta noiosa e stressante. In questo libro (Fbe edizioni, pp. 272, € 13,00) Roberto di Marco, psicologo e criminologo, raccoglie 15 storie vere di uomini e donne che hanno tagliato i ponti con il proprio paese di origine, affrontando realtà completamente diverse. C’è chi fugge da una situazione scomoda o pericolosa, chi molla una famiglia ingrata, chi sceglie di andarsene per un bisogno di novità e di scoperta. Le storie di questi espatriati sono tutte diverse, così come le loro personalità. Alla fine di ogni capitolo l’autore analizza le motivazioni e le dinamiche sotto un’ottica psicologica, scoprendo i meccanismi che si celano dietro a scelte a volte estreme.

Il libro è scritto in modo semplice, quasi colloquiale, e i racconti scorrono via con piacevolezza.

Frammenti di vita, storie fuori dall’ordinario che ci portano in realtà lontane e che sono utili per vari motivi. Innanzitutto è una panoramica sulla vita quotidiana degli espatriati, con i piccoli problemi e le difficoltà della vita residenziale all’estero, le relazioni sociali e i rapporti di coppia con la popolazione locale. Inoltre è ricco di curiosità e di aneddoti, e aiuta a capire di come a volte è possibile inserirsi e integrarsi in un una nuova cultura. Le storie raccolte sono estremamente interessanti e avventurose, persone ordinarie che però decidono di fare scelte straordinarie, il cui cammino di vita prende svolte imprevedibili.

Questo libro può essere anche uno stimolo per chi non sa decidersi a fare il grande salto, rimandando all’infinito cercando ogni volta un nuovo alibi e illudendosi che la vita sia infinita. Fortemente consigliato.

Recensione di Gianni Mezzadri  

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (4 votes, average: 5.75 out of 10)
Loading ... Loading ...
 

LONELY PLANET’S BEST IN TRAVEL 2009

Algeria, Australia, Bangladesh, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Francia, Georgia, Groenlandia, Guide, Kirghizistan, Laos, Libano, Lonely Planet, Messico, Norvegia, Oman, Peru, Polonia, Portogallo, Ruanda, Sierra Leone, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Thailandia, Tony Wheeler No Comments »

best-in-travel.jpg

Tra le tante pubblicazioni trasversali della Lonely Planet ci sono i volumi Best In Travel (pp. 242, £ 15,99), che da quest’anno non hanno più la dicitura Blue List. Semplificando molto, non sono altro che una raccolta di idee di viaggio raccolte in un piacevole libro che, più che da guida, funge da collezione di luoghi interessanti da visitare o esperienze da compiere. Nel volume 2009 sono presentate le 5 scelte di Tony Wheeler (partecipare a una mostra temporanea, fare un lungo viaggio, visitare uno stato che finisce con ‘stan, navigare da qualche parte e soggiornare a lungo in qualche posto), i 10 paesi da visitare, le 10 regioni e le 10 città da non perdere e un’interessante monografia sull’acqua. La sezione più divertente è la Top Travel Lists, dove gli autori si dilettano a compilare liste più o meno strampalate: i migliori posti dove avere una crisi di mezza età, i luoghi più salati del mondo e le piante più strane. 

Nel complesso un libro interessante dove trovare stimoli per nuovi viaggi e scoprire località meno conosciute e fuori dai classici circuiti, ammirando al tempo stesso bellissime fotografie. 

Recensione di Gianni Mezzadri  

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (5 votes, average: 6.40 out of 10)
Loading ... Loading ...
    

LE CATTEDRALI DI SMERALDO di Vanni Giannotti

Canada, Guide, Stati Uniti, Vanni Giannotti, Viaggi No Comments »

cattedrali-di-smeraldo.jpg

Girovagando per il web, mi sono imbattuto per caso in questo libro, incuriosito dal titolo e dall’argomento per cui nutro una fortissima passione: i parchi americani. Ma Vanni Giannotti, in Le Cattedrali di Smeraldo (Tecnograf, pp. 224, € 24,00), va oltre la passione: il suo è un atto d’amore verso questi templi della Natura, per cui porta un profondissimo rispetto, e il risultato è un prodotto amatoriale di alto livello, a partire dalla veste grafica di ottima qualità. E’ un racconto di viaggio che incontra le verdi foreste del nord ovest, i boschi del New England, i panorami desertici del sudovest, città come Washington e Seattle, comunità fuori dal tempo come quelle degli Amish, animali pericolosi come i Grizzlies. Ma è anche un occasione per riproporre alcuni significativi capitoli della storia americana, soprattutto di quella parte legata ai vari popoli dei Nativi Americani. E alla fine si scopre essere pure una guida, seppure sui generis, con numerosi consigli e suggerimenti su luoghi più o meno conosciuti da visitare.

Nonostante abbia visitato gli Stati Uniti parecchie volte, Vanni Giannotti mi ha fornito parecchi stimoli per nuovi pellegrinaggi in aree che avevo ingiustamente tralasciato. Per tutti quelli che invece non hanno mai girato per i parchi americani questi resoconti, ricchi di suggestioni e di emozioni, saranno una piacevole sorpresa e una molla per partire alla scoperta di una Natura sempre splendida e sorprendente.

Le sensazioni personali dell’autore sono quelle che chiunque può rivivere davanti allo splendore di queste meraviglie della natura, che sono definite giustamente Cattedrali. Parole, immagini, citazioni, poesie e storie si intrecciano in un originale formula che lascia una voglia di libertà e che spinge a riflettere sul nostro rapporto con la Terra. Suggerisco l’acquisto del libro direttamente dal sito www.cattedralidismeraldo.com dove si avranno in omaggio due dvd e un cd con foto, mappe e consigli di viaggio.

Recensione di Gianni Mezzadri  

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (6 votes, average: 9.33 out of 10)
Loading ... Loading ...
 

DOVE SONO FINITO? – Storie inaspettate da luoghi inaspettati

Afghanistan, Antartide, Australia, Austria, Botswana, Cambogia, Canada, Cile, Cina, Dan George, Germania, Gran Bretagna, Guinea Equatoriale, Indonesia, Inghilterra, Israele, Italia, Kenia, Malawi, Mali, Messico, Micronesia, Olanda, Repubblica Ceca, Rolf Potts, Russia, Slovenia, Sri Lanka, Stati Uniti, Thailandia, Viaggi, Vietnam No Comments »

 

dove-sono-finito.jpg

Questa raccolta di racconti curata da Dan George, ha come tema comune il disorientamento. Una perdita delle coordinate che può avvenire in luoghi remoti come l’Isola di Pasqua o Timbuktu o in posti più familiari come la sala di attesa di un aeroporto. Dove sono finito? (EDT, pp. 236, € 14,50) è un concept book dove 30 tra i migliori autori di narrativa di viaggi raccontano la loro esperienza con il nowhere, più che un posto, uno stato d’animo.

Nella prefazione Tim Cahill paragona l’atto creativo dello scrittore al rischio che si prova prima di un viaggio. Chiama questa sensazione Grande Vortice, uno stato di beatitudine che si può trovare solo se si affronta una sfida alta, sia che si tratti di una discesa in un torrente che della composizione di un racconto. 

La qualità delle storie è eterogenea, alcune sono sorprendentemente buone mentre altre tendono a essere più noiose. Una delle mie preferite è “La torta più buona dello Sri Lanka” dove Conor Grennan grazie alla pessima cartina stradale si perde ma trova un’eccezionale torta al cioccolato. Una chiara manifestazione di serendipity in mezzo alla foresta tropicale. Degni di menzione anche “Il peggior paese del mondo” di Simon Winchester dove si racconta un incredibile viaggio in Guinea Equatoriale, e “La foto di un villaggio” di Angie Chang, un’immersione nelle zone rurali afghane con una interessante visione degli americani da parte di un’americana coperta dal chador. 

Recensione di Gianni Mezzadri  

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (4 votes, average: 6.50 out of 10)
Loading ... Loading ...
 


   Designed By:  SadhWeb Directory  &  WP Theme

Sponsored By:  Affiliate Marketing Blog  &  Paid Directory