GÜLE GÜLE di Mario Biondi

Algeria, Giordania, Iran, Istanbul, Mario Biondi, Siria, Stati Uniti, Turchia, Viaggi No Comments »

 

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Si legge assai piacevolmente il peregrinare instancabile e curioso di Mario Biondi, scrittore e viaggiatore, a zonzo per l’area mediterranea e oltre e, a lettura ultimata, sale un benevolo mio pizzico d’invidia nei confronti dell’autore. E’ vero, alcuni dei luoghi che Biondi restituisce alla mia memoria li ho visitati anch’io, ma lui quei posti li ha girati negli anni sessanta e settanta quando viaggiare era ancora (per fortuna) esperienza di quei pochi disposti a spostarsi con ogni mezzo possibile, dormire dove capitava, rinunciare agli agi di casa propria per sentirsi cittadini del mondo in un’epoca priva di internet, di voli charter o low cost e con molte più barriere culturali e geografiche a dividere il mondo.

Mario Biondi ci incanta col suo narrare semplice, scorrevole. Trasmette tutto il suo patrimonio di cultura e di ricordi nelle pagine di questo libro che ci porta a scoprire i bagni turchi, le lunghe strade percorse in lungo e in largo nella polvere dell’Anatolia al limite di ogni sfida a bordo della sua Alfa, le sabbie sahariane, la cultura zoroastra nell’antica Persia, la magia di Istanbul, i colori del deserto giordano, le disavventure egiziane. A tratti il libro (TEA, pp. 247, € 8,40) diviene una piacevole guida turistico-culturale che non ha eguali per spirito e dettagli e così l’intera Anatolia o l’antica Costantinopoli sembrano non riservarci più alcun segreto tra le pagine di un libro dove tanta esperienza di viaggio si unisce con un innato senso dell’umorismo dell’autore quasi che “sorridere” (güle güle, in turco, significa “sorridi, sorridi”, ovvero “Buona fortuna”) possa divenire l’atteggiamento più naturale e sincero per confrontarsi con le altre culture.

Recensione di Stefano Politi Markovina

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NATIONAL GEOGRAPHIC - 120 ANNI DI FOTOGRAFIA

Africa, America, Antartide, Asia, Europa, Fotografia, Oceania No Comments »
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La National Geographic Society ha compiuto 120 anni nel 2008 e fin dai suoi albori questa società no profit ha puntato molto sulla fotografia. L’obiettivo storico è sempre stato di “incrementare e diffondere la conoscenza geografica e allo stesso tempo promuovere la protezione della cultura dell’umanità, della storia e delle risorse naturali” e utilizzando immagini straordinarie, è buon metodo per raggiungere lo scopo. Uno dei fondatori, il celebre inventore Alexander Graham Bell, dichiarava che “il mondo è tutto ciò che contiene” e l’archivio fotografico del National Geographic con 11 milioni di immagini contiene una bella fetta di mondo.

In questo libro (Mondadori, pp. 511, € 39,00) la scelta è stata limitata a 450 fotografie che vanno dalla fine dell’800 ai giorni nostri. Ogni capitolo è diviso in quattro sezioni, le prime fotografie, colore e ottimismo, stile documentaristico e il digitale, ed è chiaro che l’evoluzione tecnologica è stata enorme, ma una buona fotografia è sempre merito del fotografo. Alla fine del volume si trova un’intervista a una curatrice dell’archivio fotografico che fa comprendere quali difficoltà ci sono nel gestire una mole di fotografie così elevata.

Un volume estremamente piacevole da sfogliare, con ottime riproduzioni e adeguate didascalie. La varietà dei soggetti e degli fotografici sono inoltre un ulteriore fattore positivo da non sottovalutare prima di affrontare la spesa. 

Recensione di Gianni Mezzadri  

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Il sito di National Geographic 

DESTINAZIONE AFGHANISTAN di Marco Deambrogio

Afghanistan, Asia, Kazakistan, Marco Deambrogio, Russia, Uzbekistan, Viaggi No Comments »

 

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Bastano i posti di blocco di guerriglieri armati, la paradossale burocrazia statale (non solo straniera), l’aggressività alcolica di chi vive di stenti o le tempeste di sabbia per fermare Marco Deambrogio con un obbiettivo preciso in testa? Ancora una volta no. La sua è un’idea ben precisa, come dice il titolo stesso, Destinazione Afghanistan (Sperling & Kupfer, pp. 237, € 17,00), per portare un messaggio di pace all’ospedale di Emergency di Kabul attraversando la fredda e sterminata Russia, ovviamente in moto. Lo stile di viaggio è lo stesso del giro del mondo: lucido ma incosciente, sembra sempre che “l’aiutati che il ciel ti aiuta” valga più per lui che per gli altri. L’unica guida per lui resta solo l’istinto, accompagnato da entusiasmo e da una grande fiducia nei confronti del prossimo, sempre più difficile in paesi in cui la vita delle persone ha ben poco valore.

Il lungo cammino attraversa le impraticabili strade di Russia, Uzbekistan, Kazakistan per arrivare nel martoriato Afghanistan: non senza difficoltà o problemi: la sua “bambina” ha già  58000 km alle spalle, sono terre poco battute e gli incontri non sono sempre con benintenzionati. La forza motrice che, però, lo spinge ad andare avanti, sono la gioia di viaggiare, il suo riuscire a bastarsi da solo e la voglia di non fallire agli occhi dei volontari di Emergency, che rischiano la propria vita ogni giorno per combattere l’orrore della guerra e salvare vite umane.

I toni cambiano solo con l’arrivo a Kabul: tutto sembra essere avvolto da una fitta nube grigia di angoscia e tristezza. Perde quella voglia di affrontare sorridendo ogni disavventura, anche per lui è  impossibile sentirsi in pace col mondo, in un posto in cui la pace è solo un vago ricordo. Si percepisce la delusione di chi scopre che la realtà è completamente diversa da quella raccontata dai telegiornali: “nessuno sta ricostruendo nulla, nulla è stato fatto per questa gente, il popolo vive ancora di stenti, nel terrore, e le donne sono ancora schiave di un rito antico”. Con le sue parole riesce ad aprire una finestra sul mondo senza scatenare inutili accuse. La verità purtroppo, è sempre una sola: le missioni di pace non si fanno con le armi.

Il libro è scorrevole, come sempre l’autore riesce a far sentire il lettore parte integrante del viaggio e compagno della sua solutidine. Bastano queste poche parole per descrivere un’incredibile avventura? No, bisogna leggerlo tutto d’un fiato. Inoltre autore ed editore si impegnano a versare 50 cenesimi di euro a emergency per ogni copia venduta: un motivo in più per averlo.

Recensione di Paola Annoni

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DESERTI di Carla Perrotti

Africa, America, Bolivia, Botswana, Carla Perrotti, Namibia, Niger, Viaggi No Comments »

 

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Tre deserti unici e affascinanti, completamente diversi tra loro: Il Tenéré in Niger, il Salar de Uyuni in Bolivia (il più grande bacino salato del mondo ampio 10.000 km quadrati a 3.800 mt di altitudine) e Il Kalahari tra Namibia e Botswana grande 700.000 km quadrati. Tre tra i luoghi più inospitali della terra, abitati da popolazioni antiche che vivono ancora in armonia con la natura. Tre imprese al limite delle possibilità umane, affrontate con grande umiltà e immenso rispetto nei confronti dell’ambiente e di ogni forma di vita.

Una donna, Carla Perrotti, che per circa vent’anni ha organizzato viaggi a scopo esplorativo dai quali ha tratto documentari per la televisione, che a un certo punto della sua vita sente il richiamo del deserto e il desiderio di entrare in contatto con esso. Infatti ci sono sogni che sono dentro di noi fin dall’infanzia, ma che vengono a galla solo con il tempo, a volte risvegliati da particolari situazioni. Per Carla l’idea di attraversare il Sahara insieme alla carovana dei tuareg, detti uomini blu del deserto, e il Salar de Uyuni trainando un carretto, è nata proprio in seguito a dei viaggi effettuati in precedenza in queste zone. E’ stata come una vocazione. Improvvisamente Carla ha sentito dentro di sé la necessità di vivere a stretto contatto con la natura più estrema. Invece la traversata del Kalahari e l’incontro con i componenti di  uno degli ultimi villaggi rimasti di Boscimani, una popolazione antichissima, presente in Africa già ventimila anni or sono, era un sogno adolescenziale. Per Carla, queste imprese non rappresentano una sfida nei confronti della natura ma al contrario un forte bisogno di essere in armonia con essa e di meritarne la stima, cercando di adattarsi ai suoi ritmi e ai suoi equilibri. Per lei la gioia più grande non è mai stata puntare al successo di arrivare al traguardo, ma godersi le sensazioni di ogni attimo durante le traversate, anche tra mille difficoltà e in momenti di grande sofferenza fisica.

Deserti (Corbaccio, pp. 211, € 16,60) è un libro coinvolgente, interessante, pieno di emozioni e ricco di insegnamenti, che aiuta a comprendere il rispetto per l’ambiente e a ritrovare i valori essenziali della vita. In queste pagine non si resta stregati soltanto da alcuni dei luoghi più sperduti e sorprendenti della terra, ma soprattutto dalle popolazioni che ancora li abitano, con le loro tradizioni tribali vecchie migliaia di anni. Tutto ciò può dare alla vita un significato molto più vero e intenso. 

Recensione di Susanna Canetti  

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