un-giorno-viaggiando.jpgProbabilmente i nomi di Tony e Maureen Wheeler non diranno molto alla maggior parte dei viaggiatori, mentre il marchio Lonely Planet invece ha tutt’altra popolarità. Pur esistendo tante guide in commercio, quella che più di tutti ha saputo affermarsi a livello mondiale, soprattutto per quanto riguarda le mete più esotiche o particolari, sono quelle edite dall’australiana Lonely Planet.

I suoi fondatori, i coniugi Wheeler appunto, australiani non lo erano e in Un giorno, viaggiando… The Lonely Planet Story (EDT, p. 437, € 18,00) raccontano la loro storia, intrecciando le vicende personali con il percorso professionale.Nasce tutto per caso nel 1972, con un viaggio via terra da Londra all’Australia attraverso tutta l’Asia, utilizzando tutti i mezzi possibili. Arrivano a Sydney con 27 cent in tasca e vista la quantità di domande a cui sono sottoposti dai conoscenti riguardo la rotta transasiatica, decidono di scrivere una piccola guida sull’argomento. La stampano, la rilegano e la vendono da soli e con i proventi riescono a fare un secondo viaggio nel sudest asiatico che diventa la loro seconda guida. Across Asia on the Cheap e South-East Asia on a Shoestring, diventano le “bibbie dei backpackers” e segnano l’inizio di una serie di pubblicazioni dedicate a paesi fino ad allora ignorati dall’editoria specializzata.Dopo numerosi problemi finanziari e aver rischiato la chiusura, nel giro di 10 anni la Lonely Planet raggiunge il milione di dollari di fatturato e da quel momento la crescita non è mai rallentata (tranne nel periodo post 11 Settembre).

Le guide che vengono pubblicate oggi sono il frutto di una lunga evoluzione, non sono dedicate solo ai saccoapelisti con pochi soldi in tasca, ma abbracciano una più larga fetta del mercato dei viaggiatori. Questo libro racconta la storia di questa evoluzione, ma anche il resoconto di tanti viaggi intorno al mondo, con tanti aneddoti e retroscena divertenti. Una lettura piacevole, ricca di curiosità e di notizie interessanti, che stimola il viaggiatore a una sempre nuova partenza.

p.s.: un consiglio personale: se viaggiate non limitatevi a portare con voi solo le Lonely Planet. Anche le Rough Guides e le Routard normalmente sono molto ben fatte e le guide visuali della Mondatori per le città sono le più comode da usare.

Recensione di Gianni Mezzadri

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