notizie-da-unisoletta.jpgL’isoletta in questione è la Gran Bretagna e Bill Bryson dopo averci vissuto per quasi vent’anni, decide di darci un’ultima occhiata prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Partendo da Dover arriva fino a John O’Groats, all’estremo nord della Scozia, seguendo un percorso alternativo ed originale. Sette settimane con lo zaino in spalla, usando i mezzi pubblici e spesso le sue gambe, alla (ri)scoperta di molti luoghi più e meno famosi. Passando attraverso piccoli e incantevoli borghi inglesi, verso città piene di brutture architettoniche come Oxford (ma che poi definisce un posto sostanzialmente meraviglioso), fino ad arrivare alla decadenza del porto di Liverpool e ai recenti miglioramenti di Glasgow, ogni cosa cattura lo sguardo curioso e sensibile di questo viaggiatore sui generis. Ma il tutto è anche una scusa per farci scoprire le caratteristiche della gente d’oltremanica, i loro vizi e le loro virtù, le abitudini a tavola, i pessimi gusti in fatto di programmi televisivi e molto altro sul modo di vivere britannico. Il tutto condito con le osservazioni fulminanti dell’autore, ricche di humour, alternate con digressioni a volte fuori tema, ma sempre molto divertenti. Irresistibili e personalissimi i suoi commenti su tutto quello che non gli va a genio, come quando avendo pagato tanto l’ingresso a Stonehenge, ed avendo esaurito la visita in 5 minuti, se ne stava a fissare le pietre cercando di ammortizzare il costo del biglietto

Per Bryson, americano dell’Iowa, quello per la Gran Bretagna è un amore profondo da quando vi sbarcò, ventiduenne, nel 1973. Ci trovò moglie quasi incidentalmente e vi rimase per quasi vent’anni. Questo libro è la sua dichiarazione d’amore per quella che è la sua seconda patria e che perciò riesce ad osservare con occhi stranieri, sottolineando pregi e difetti, curiosità e stranezze di questo paese “maledettamente assurdo, certo, ma assolutamente adorabile”.Questo libro arriva in Italia con 9 anni di ritardo, dopo il buon riscontro degli altri suoi libri pubblicati precedentemente: “America Perduta” (The Lost Continent), un lungo viaggio sulle strade statunitensi, “In un paese bruciato dal sole” (Down Under), resoconto dall’Australia, “Una passeggiata tra i boschi” (A Walk in the woods), sul suo folle viaggio a piedi lungo l’Appalachian Trail, “Una città o l’altra” (Neither here nor there), riguardante i suoi viaggi per l’Europa, e il piccolo “Diario Africano” sulle sua settimana in Kenya al seguito dell’organizzazione umanitaria CARE.

Recensione di Gianni Mezzadri

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