pedalando-verso-est.jpgLuca De Giglio, prima di diventare TripLuca, nel 1999 partecipò a un iniziativa di Fausto Rovere, un volontario di Medici Senza Frontiere, che lo portò a raggiungere Mosca da Venezia in bicicletta. 3000 km attraversando vari paesi dell’est Europa raccontati sotto forma di diario in Pedalando Verso Est. In Bicicletta da Venezia a Mosca (Feltrinelli, p. 144, € 13,50).

Come racconta Fausto: “Voglio realizzare questa impresa per dimostrare ai giovani e a me stesso che un’avventura “senza senso” può significare più di molte azioni razionali compiute sempre uguali, giorno dopo giorno [...] Le mete che ci prefiggiamo sono spesso il riflesso di falsi bisogni che la vita pratica ci instilla, il riflesso di modelli stereotipati e artificiali che ci automatizzano e ci rendono schiavi dell’utile. L’impresa che mi accingo a compiere è invece il frutto di un’idea legata ad un’emozione, le cui motivazioni non appartengono alla sfera del razionale.

L’amore per la bicicletta e il desiderio di conoscere da vicino nuove culture uniti al valore della condivisione lo portano ad organizzare in modo professionale questo viaggio, viene seguito anche da radio e televisione, che vuole essere un modo per non dimenticare anche le vittime di Chernobyl, una tappa obbligatoria sulla via di Mosca. Non mancano problemi e disavventure, come quando il gruppo di supporto sul camper non riesce a trovare Fausto e si comincia a pensare al peggio. O le infinite attese alle frontiere con la burocrazia sovietica in cerca di scuse per arrotondare lo stipendio.

Il libro è piacevole, ricco di curiosità su paesi e persone di cui conosciamo poco ed è anche un modo per ricordare Fausto Rovere, prematuramente scomparso a 35 anni.

Recensione di Gianni Mezzadri

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