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La storia di Corinne Hofmann è sconcertante: si stenta a credere che una ragazza svizzera, in vacanza in Kenia con il ragazzo, possa innamorarsi a prima vista di un guerriero Masai e possa decidere di abbandonare la propria vita agiata a Berna e tutti i legami familiari, per vivere in una capanna in mezzo alla savana africana. Potrebbe sembrare la trama di un assurdo romanzo rosa, ma è tutto incredibilmente vero. Più che la storia d’amore, tra l’altro basata esclusivamente su un’irrazionale attrazione dato che all’inizio non riesco praticamente a comunicare a causa della mancanza di una lingua comune, questo libro è estremamente interessante per come mostra le immense differenze culturali tra due persone cresciute in due mondi diversissimi. La Masai Bianca (BUR, pp. 316, € 9,00) è nelle intenzioni dell’autrice il racconto di tutte le difficoltà incontrate nel corso di 4 anni per poter realizzare il proprio sogno di sposare Lketinga. I problemi affrontati sono i più svariati, dalla burocrazia alla salute, dai trasporti alle differenze culturali. Un’esperienza eccezionale, riuscita solo grazie a una forza di volontà fuori dal comune e che, anche se fatica a comprendere le ragioni di questa scelta, risulta un’avventura estremamente godibile. Si entra a contatto con le abitudini dei Masai, con il loro quotidiano modo di vivere, con le loro idee e costumi, con le credenze e con quanto ignorano del mondo esterno. Alla fine risulta essere un trattato antropologico sull’incontro/scontro tra una ragazza europea e un popolo che non hanno praticamente nessun punto in comune. 

Nel 2005 dal libro è stato tratto un film con la regia di Hermine Huntgeburth.

I successivi avvenimenti nella vita di Corinne Hofmann sono narrati in Reunion in Barsaloi e Back To Africa, non ancora tradotti in italiano.

Recensione di Gianni Mezzadri  1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (2 votes, average: 9 out of 10)
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