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VIAGGIARE VERSO METE ALTERNATIVE. 1000 DESTINAZIONI ORIGINALI E POCO FREQUENTATE

Africa, America, Antartide, Asia, Europa, Guide, Mondadori, Oceania 1 Comment »

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Probabilmente per chi si appresta a conoscere il mondo e non ha visto granché delle principali attrazioni turistiche e delle meraviglie naturali che costellano la Terra, questo libro (Mondadori, pp. 336, € 39,00) potrebbe rappresentare solamente una lunga lista di località sconosciute, seppur accompagnate da splendide fotografie, che mettono ancor più confusione sulla scelta della destinazione. Per chi invece ha qualche esperienza di viaggio e si è trovato a lungo in coda per entrare in un museo, su spiagge troppo affollate o ad ammirare un tramonto sul Grand Canyon insieme a troppa gente, questo bel volume rappresenta una vera e propria salvezza.

Il libro è diviso in nove capitoli a tema: siti storici e archeologici, feste e festival, viaggi indimenticabili, capolavori dell’architettura, natura, spiagge, vacanze attive e sport, arte e cultura, città e per ognuno di essi mette a confronto una famosa località con una equivalente meno conosciuta. Abbiamo quindi le piramidi di Meroe contro quelle di Giza, il carnevale di Salvador contro quello di Rio, Haghia Sofia contro la Basilica di San Marco, il Bryce Canyon contro il Grand Canyon e così via, in una lunga serie di interessanti sfide. Per ogni posto sono fornite le informazioni fondamentali: come arrivare, dove mangiare e dormire, quando andare e un sito web di riferimento.

Alla fine dela lettura non si può che essere d’accordo con Bill Bryson che nella prefazione scrive: “La cattiva notizia è che nel mondo ci sono un numero di cose fantastiche maggiore di quante possiate sperare di visitare. Non vivrete abbastanza a lungo, mi dispiace. Ma la buona notizia tuttavia è che ci sono nel mondo più cose fantastiche da vedere di quanto avreste mai sperato. […] Che state facendo lì seduti? Girate pagina e, per l’amor del cielo, cominciate a programmare.” E questo è anche il mio augurio.

Recensione di Gianni Mezzadri  

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BANGLADESH INFERNO DI DELIZIE di Stefania Ragusa

Bangladesh, Reportage, Stefania Ragusa No Comments »

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Nonostante il Bangladesh sia il 7° paese più popolato al mondo, con il triplo degli abitanti dell’Italia in metà superficie, si sa molto poco su quanto avviene da quelle parti. Che sia una giornalista di Glamour, patinata rivista di moda, a farci conoscere la sconvolgente realtà di questo paese a me pare un ossimoro. Ma superando i facili pregiudizi questo libro (Vallecchi, pp. 185, € 9,50) ci porta alla scoperta di un paese pieno di dolore, tra ospedali, prostitute, missionari, semplici lavoratori, con uno sguardo attento a descrivere una situazione tragica, ma senza cadere nel pietismo.

E’ un paese strano il Bangladesh, estremamente povero, senza regole stradali, senza istruzione, senza la speranza in un futuro economico splendente come la vicina India. Ma ricco di un’umanità che mette in dubbio le nostre certezze. Come dice Beppe, uno dei medici, “arrivi qui e, una volta che ti sei abituato all’odore, quello che ti succede è che cominci a rivedere le priorità della vita. Certe cose che ti sembravano importanti iniziano a perdere i contorni e inizi a chiederti come sarebbe vivere in un altro modo”.

L’autrice lascia parlare spesso i personaggi incontrati lungo la strada, dando loro lo spazio di esprimersi liberamente e ne esce un quadro a volte spiazzante. Per esempio Ramon, un ragazzo bangladese adottato in Olanda, dice che “gli occidentali credono che la massima aspirazione per chi è nato nel Terzo mondo sia diventare come loro; io credo che la massima aspirazione di ogni essere umano sia diventare se stesso. E questo è molto difficile se continuano a strapparti le radici”, concludendo che sarebbe meglio non portare via i bambini dal proprio paese, anche se lo si fa “per il loro bene”. C’è la confessione di una sex worker dal tragico passato che però non pensa assolutamente a cambiare vita perchè ammette candidamente di guadagnare 10 volte tanto rispetto a un’operaia. E c’è la visita a uno slum che nella sua sconvolgente desolazione insegna che gli esseri umani sanno abituarsi a tutto, anche a vivere dentro piccole conche con il tettuccio di paglia e a vedere 2 bambini giocare di fianco a una donna che sta morendo di cancro.

Lo stile è scorrevole ed equilibrato, con numerosi pezzi interessanti. Consigliato a tutti quelli che vogliono aprire gli occhi su quella parte di mondo che tendiamo a dimenticare.

 

Recensione di Gianni Mezzadri  

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